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QT n. 9, 2 maggio 1998 Servizi

30/m from Italy

Trentenne, maschio, dall'Italia: è l'avvio canonico delle mie chiacchierate in rete. Un'esperienza molto coinvolgente.

Età, sesso e nazionalità. E' il biglietto da visita da esibire quando si entra in una chatroom, le piazze virtuali di Internet.

Entrare in una stanza virtuale. Con venti o trenta persone, di tutto il mondo, contemporaneamente collegate in diretta. Per alcuni è notte fonda, per altri è il primo pomeriggio, altri ancora si sono appena svegliati e stanno facendo colazione in pigiama. Ma tutti stanno discutendo assieme dello stesso argomento, si tratti delle carneficine in Algeria, della finale NBA o dei difetti dell'ultimo software dell'odiato Bill Gates.

E' il chat (letteralmente "chiacchiera")' una delle cose più coinvolgenti e appassionanti che si possono fare avendo un collegamento ad Internet.

Non è una novità, anzi. Sin da quando è stato possibile collegare tra loro due computer l'idea si è fatta largo. A impressionare, oggi, è il numero enorme e sempre crescente di persone che, da ogni parte del pianeta, si ritrovano sulla rete a chiacchierare tutti i giorni.

Ma cosa tiene incollati di fronte a uno schermo decine di migliaia di persone di tutto il pianeta, dai paesi ricchi come Stati Uniti e Giappone a quelli poveri come Ecuador o Somalia, dalle isole polinesiane ai paesi baltici, da Hong Kong all'Italia? Perché tanti appassionati di una attiva a prima vista così sciocca e perditempo come chiacchierare di tutto con degli sconosciuti? E da chi è fatta questa comunità di chiacchieroni? E come funziona questo chat?

Partiamo da quest'ultima domanda, senza dilungarci troppo in dettagli tecnici. Ciò che conta sapere è che il principio del chat consiste nel fatto che quel che voi digitate sulla vostra tastiera, appare sullo schermo degli altri, quelli che sono nella vostra stessa chatroom, proprio mentre lo state scrivendo, o un attimo dopo. Sul vostro schermo, invece, compare tutto ciò che stanno scrivendo gli altri. Lo schermo farà comparire il mittente davanti ad ogni frase, cosicché possiate individuare a chi la frase appartiene. Nelle chatroom, se si vuole, si è anonimi. Per entrare è necessario attribuirsi un soprannome (nickname) e nient'altro. Una volta dentro, si può avere la lista delle altre persone presenti, vedendo i loro soprannomi. E' possibile parlare pubblicamente, facendo in modo che tutti vedano ciò che si sta scrivendo, oppure privatamente, interloquendo solo con una persona, senza che gli altri vedano. Se si vuole, si può creare un nuovo luogo, per parlare di un nuovo argomento o dove invitare solo chi si vuole.

Esistono numerosi software per chattare, e numerosissimi siti che offrono questo servizio. Ad esempio, tra quelli più interessanti c'è il servizio proposto da Yahoo, uno dei più celebri motori di ricerca di Internet. Ci si possono trovare anche diecimila persone collegate contemporaneamente, suddivise in centinaia di room, stanze. In questo caso, la cosa più pregevole è la dettagliata suddivisione degli argomenti, ed il limite al numero di persone che possono trovarsi contemporaneamente nella stessa stanza, non più di una ventina.

Volete un aiuto per far funzionare quel dannato programma che si ostina ad impiantarsi? Basta collegarsi a Yahoo, entrare in chat, individuare l'argomento computer, scegliere una delle stanze nelle quali si parla di software. Salutate cordialmente tutti con un "Hello to everybody!", o più brevemente "Hi room ", presentatevi dicendo la vostra età, il vostro sesso e la vostra nazionalità, e poi lanciate la domanda: "Nessuno di voi conosce il programma tal dei tali ?".A quel punto potete stare certi: in qualche parte del pianeta, c'è un hacker filantropo pronto a darvi una mano, risolvendovi il problema in diretta (proprio così! guidandovi con i clicca lì e i scegli il tal comandai) o dandovi le dritte per andare a cercare la soluzione nel posto giusto. Siete alla ricerca delle emozioni forti del cybersex, il sesso virtuale tutto immaginazione e tastiera, molto più coinvolgente (ed economico!) delle telefonate erotiche, visto che dall'altra parte c'è una persona vera, non una professionista? Allora, dopo aver giurato che siete maggiorenni, entrate in una delle Adult Chatrooms, scegliendo l'argomento in base ai vostri gusti sessuali.

Siete romantici? Vi piace il sadomaso? Siete gay? Lesbiche? Feticisti? Vi piace farlo in gruppo? Per quanto la vostra fantasia galoppi, troverete sempre l'anima gemella, la persona dall'altra parte del mondo, o magari a due isolati da casa vostra, che stava cercando proprio voi.

Un altro modo di chattare che si sta rapidamente diffondendo, soprattutto in Europa, è l'IRC, che sta per Internet Relay Chat. Richiede un software apposito, è molto più caotico di Yahoo non essendoci delle precise suddivisioni degli argomenti e nemmeno limiti al numero di persone che possono ritrovarsi contemporaneamente nella stessa stanza. Ma ha il vantaggio di essere molto più veloce e affidabile. Ci si trovano moltissimi italiani, cosicché potrete provare il chat anche se non avete ancora imparato i rudimenti dell'inglese. Non è difficile incontrare dei trentini e scoprire che, mentre i nostri consiglieri provinciali si azzannano a parlare di identità tirolese, lo studente fassano sta coltivando un'amicizia con l'impiegata di banca di Copenhagen.

Di modi per chattare ne esistono tantissimi altri. Ma la sostanza è questa. Fa eccezione un software che si chiama ICQ, che funziona con criteri completamente diversi. Ne parleremo alla fine.

A proposito invece di lingua inglese. Aver conseguito un diploma ad Oxford non è necessario. Quello che si usa nel chat (a meno che non vi troviate in una stanza dedicata all'italiano) è uno slang autoctono, un linguaggio ipersemplificato che ha come base l'inglese, ma è un miscuglio di varie lingue, di simboli e di nuove regole grammaticali. Insomma, una sorta di esperanto, facilissimo da apprendere, sebbene abbia il difetto di avere un vocabolario un po' troppo limitato.

Dovete chiedere a una persona come sta? Al posto dell' how are you" che vi hanno insegnato a scuola, si usa "how r u". Aspetta un attimo? "Gimme sec" (give me a second). Ci vediamo più tardi? "Cu I8r" (see you later).

Non mancano le espressioni onomatopeiche, prese dai fumetti. State meditando, vi hanno fatto una domanda e ci state pensando su? Nell'attesa, scrivete "hmmm-mm", ma ricordatevi di non tralasciare l'acca iniziale, altrimenti crederanno che siete eccitati.

Ma chi sono queste persone che perdono ore della propria giornata rintanate in casa, sole, davanti a uno schermo, nell'apparente stupida attività di chiacchierare? Perché sono attratte da questa attività?

La maggior parte dei frequentatori ha un'età compresa tra i venti e i trentacinque anni, ma non mancano i sessantenni e gli adolescenti (se ne incontrate, cogliete l'occasione per ricordare loro che è bene non rivelare sulla rete il nome reale, l'indirizzo e il numero di telefono: avrete fatto la buona azione della giornata).

Non c'è una grossa distinzione di ceto sociale: ci si trovano gli studenti universitari di Harvard e le commesse dei negozi di alimentari, il top manager e l'impiegato pubblico, il programmatore di computer e la casalinga. Entrambi i sessi sono presenti in misura quasi uguale: se fino a qualche tempo fa la rete pareva appannaggio dei soli maschietti, ora si sta assistendo ad una rapida inversione di tendenza, con le donne che stanno invadendo in massa Internet capeggiate dalle madri di famiglia americane.

Ad attrarre maggiormente è anzitutto la possibilità di rimanere nell'anonimato. Ma non tanto perché potete rilasciare i vostri freni inibitori e vomitare stupidaggini addosso agli altri. Se così fosse, vi annoiereste già dopo due minuti. No, l'attrazione è il medium, il computer, che vi consente di avere relazioni sociali senza gli inconvenienti di quelle reali. Avete i denti all'infuori, il labbro leporino, un sedere da pachiderma? Sulla rete sarete tutti belli come George Clooney o Sharon Stone. Sapete tutto dell'ultimo videogame sulla guerra del Golfo, ma non avete mai nemmeno sfogliato la Divina Commedia e Manzoni vi ricorda la carne in scatola? Niente paura, sulla rete non dovrete sopportare la compagnia di amici noiosi o fare figuracce per la vostra ignoranza. Avendo a disposizione un intero mondo, le amicizie nasceranno sulla base dei comuni interessi, non essendo vincolate alle distanze fisiche. Poco importa se l'anonimato ha il difetto che non sapete se chi sta dall'altra parte è veramente ciò che dice di essere.

Magari state discutendo delle fluttuazioni dei mercati internazionali con uno che vi ha detto di essere un broker al New York Stock Exchange, e invece sono tre adolescenti di Bergamo che se la stanno ridendo alle vostre spalle. Oppure siete impegnati in una sessione di cybersex con una ricca sventola ventottenne di Londra, e magari dall'altra parte c'è un perverso operaio cinquantenne messicano bisex.

Tutto questo, quando state chattando, non importa. Perché state dialogando con persone virtuali, frutto della fantasia del vostro interlocutore e della vostra immaginazione, non direttamente con lui. Ciò che conta, che vi interessa, sono le emozioni che provate e null'altro. In ogni caso, anche camuffarsi dietro ad altre identità, dopo un po', stufa. E le amicizie, quelle vere, nascono eccome anche sulla rete.

Spesso sono amicizie profonde, intensissime, grazie al fatto che lo scudo rappresentato dal computer vi aiuta a tirar fuori voi stessi, anziché mettere la maschera. Per confessare i vostri problemi sentimentali, per piangere senza vergognarvi, per tirare fuori dalle budella tutto l'odio che avete dentro per qualcuno, per discutere senza imbarazzi di ogni argomento, nulla è forse più agevole di una amicizia virtuale, una persona che sta dall'altra parte del mondo, che non può rintracciarvi e che probabilmente non incontrerete mai, una persona che non dovrete rivedere domani in ufficio, o a cena in pizzeria.

Da questo punto di vista, il chat non è un surrogato della vita reale, è un'altra vita, che ha regole diverse, ma che può farvi provare emozioni che potreste non provare mai nella vita reale. E alla fine, è proprio questa, probabilmente, la vera attrazione, quella che con il continuo aumentare della comunità dei "chiacchieroni" sta facendo nascere il mondo parallelo della rete, a fianco del mondo reale. Affinchè possiate veramente provare emozioni profonde, le banalità delle presentazioni, quando parlate con una persona appena conosciuta, sono però insufficienti. Prima ancora di aver capito bene chi sta dall'altra parte, succede che l'uno o l'altro deve chiudere la conversazione. In questo modo, si rimane sempre sul superficiale, e si butta via il tempo con i "ciao, chi sei, cosa fai ". Ecco perché, individuata la persona interessante con la quale provare a fare amicizia, è necessario trovare il modo di tenersi in contatto.

Il sistema più semplice è lo scambio dell'indirizzo di e-mail, che ha però il difetto di far scoprire la vostra identità (a meno che non stiate usando uno di quei servizi di web-mail, totalmente anonimi, gratuiti e privati).

Ma come si fa a incontrarsi nuovamente in chat? Tutti i software offrono la possibilità di rintracciare, tra quelle migliaia di persone collegate contemporaneamente, quella che ha il soprannome del vostro amico, sperando che sia ancora lui ad usare quel nomignolo.

La maggior parte della comunità dei chattanti usa questo sistema, dandosi appuntamenti approssimativi in luoghi approssimativi: "Di solito mi collego attorno alle 3 del pomeriggio ora di New York, fino alle 5, su yahoo, usando sempre questo soprannome ". Cosicché, se si inizia ad avere un po' di dimestichezza, si scopre che si formano dei sottoinsiemi, piccole comunità nelle comunità, fatte di persone che si ritrovano all'incirca alla stessa ora nelle stesse chatroom. Anche i fusi orari, sotto questo profilo, hanno la loro importanza: a mezzogiorno si trovano soprattutto australiani (per loro è il dopocena), nel tardo pomeriggio quelli dei paesi dell'est europeo, a tarda notte arriva la grande ondata americana.

La soluzione al problema di ritrovarsi la offre un software che si chiama ICQ. In pratica* ad ogni utente è assegnato un numero univoco. Basta che voi diciate a ICQ qual è il numero del vostro amico e lui vi consente di verificare se è collegato mentre vi collegate voi e di chiacchierarci direttamente senza dover andare in un servizio di chatroom.

Il tutto continuando a rimanere anonimi, se si vuole. Se invece avete qualche soldino da spendere, si può comprare microfono, casse acustiche e telecamera, per la videoconferenza, il chat del futuro. Ma a questo punto potrebbe cambiare tutto - e non necessariamente in meglio...

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