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Una fregatura? Provate dal Codacons

Da qualche mese la nota associazione per la tutela dei consumatori è presente anche in Trentino. Con una notevole attività, soprattutto nella difesa dei soci delle cooperative edilizie.

A sei mesi dalla sua costituzione, il Codacons del Trentino ha fatto in questi giorni un bilancio della sua attività. E più che consistente appare la mole degli interventi a cui l'associazione è stata chiamata. Se infatti diverse iniziative sono da attribuire alle ragioni stesse di esistenza del Codacons come l'essersi costituito parte civile per la tragedia del Cermis, altre sono dovute a specifiche richieste da parte di singoli cittadini che, negli ambiti più diversi, si sono visti negare dei diritti. "Ci sono pervenuti diversi casi particolari - ci dicono al Codacons del Trentino - che vanno da questioni ambientali riguardanti il comune di Rovereto (che saranno materia di un esposto), a casi di persone che si ritengono truffate da commercianti o altri operatori economici (gestori di campeggi, scuole private, agenzie immobiliari...), fino a un caso di pubblicità ingannevole sollevato da un albergatore di Cavalese".

Come si vede, una casistica piuttosto ampia, a volte con vicende che sembrerebbero incredibili se i diretti interessati non mettessero sotto la denuncia il proprio nome e cognome.

Esemplare il caso della signora Clara Zenatti che è riuscita, grazie all'intervento del Codacons, a mantenere a Trento la camera iperbarica necessaria ad un suo famigliare, dopo essersi sentita rispondere dall'assessore Conci che sarebbe stata smantellata perché serviva solo per alcuni sportivi. Così come sconcertante appare il caso di uno studente che, "rivoltosi ad una scuola privata di Trento per alcune lezioni di recupero - ci dice ancora il Codacons - si è trovato a doverne pagare 30, mentre quelle realmente svolte erano solo 20".

Ancora più consistente appare il lavoro che il Codacons sta svolgendo sul versante della cooperazione nel settore dell'edilizia, dando vita ad un Coordinamento dei Soci delle Cooperative Edili (Coop edili: i soci si organizzano) che in questi mesi ha raccolto una gran quantità di materiale, molto del quale già inviato alla Procura della Repubblica di Trento e alla Guardia di Finanza, oltre che ad esponenti di diversi partiti, con la richiesta di un intervento di controllo e verifica su molti aspetti della gestione cooperativa.

"Vorrei che fosse chiaro - ci dice il prof. Pasquale de Matthaeis, presidente del Codacons del Trentino - che non abbiamo nulla contro le Cooperative, anzi riteniamo che esse svolgano una funzione fondamentale per la popolazione trentina, che trova in esse un 'alternativa al sistema del libero mercato. Ciò che vogliamo combattere sono quegli amministratori un po' troppo astuti che hanno approfittato della buonafede di coloro che si sono rivolti con fiducia al mondo cooperativistico".

Ma quali sono in concreto i problemi? I casi specifici denunciati dai soci delle cooperative sono molteplici : si va dalle muffe sui soffitti e dalle infiltrazioni d'acqua dai tetti, di cui la cooperativa si rifiuta di rispondere, coperta in questo dalla Commissione provinciale di Vigilanza che rigetta il ricorso, agli sfratti di Civezzano dovuti alla mancanza di certificati di abitabilità perché la Cooperativa (Acli Casa) non ha realizzato alcune opere previste. Per non parlare dei pagamenti aggiuntivi di cui spesso non si danno spiegazioni convincenti. Fatti diversi e diffusi su tutto il territorio provinciale di cui il Codacons e il Coordinamento dei Soci considera principale responsabile la commissione di Vigilanza per l'Edilizia Abitativa di cui non si conosce alcun intervento a tutela dei soci nonostante le numerose segnalazioni.

Secondo il Codacons il tutto è dovuto alla totale mancanza di autonomia degli organi di controllo. Infatti il controllo delle Cooperative è di competenza del Ministero del Lavoro, ma nella nostra realtà i due organismi con potere di ispezione sono la Lega delle Cooperative e la Federazione delle Cooperative, anche se funzioni di controllo spettano pure alle Commissioni Provinciali di Vigilanza. In questo quadro è sufficiente guardare alle cariche interne della Cooperazione per capire il grado di autonomia che questi organi possono avere. "Si pensi a quale tutela potrebbe avere un socio della Cooperativa "La Rocca" dicono al Codacons se il Presidente dovesse assumere atteggiamenti in grado di danneggiarlo : il Presidente G. De Stefano è pure Presidente del Consorzio Adi Casa, organismo tecnico contabile da cui la Cooperativa dipende pienamente, ed è pure membro del Consiglio di Amministrazione della Federazione delle Cooperative in compagnia del dott. G. Fiorini, che a sua volta è direttore del Consorzio ".

Per capire è sufficiente guardare alla vicenda dei soci di Civezzano di cui si è detto. Sfrattati dalle rispettive abitazioni per mancanza del certificato di abitabilità perché la cooperativa non aveva realizzato alcune opere ritenute indispensabili, questi soci si sono visti nominare quale arbitro della Cooperativa "Casa Insieme" il dott. G. Fiorini.

Conclude il Codacons: "Se il Consorzio Provinciale Adi Casa, di cui Fiorini è direttore, avesse operato correttamente, i problemi non sarebbero nemmeno sorti. Figuriamoci poi a quali conclusioni sarebbe giunto un collegio arbitrale con un altro arbitro nominato dalla Federazione del cui CdA Fiorini è membro".

Lo stesso discorso, secondo il Codacons, può farsi per la Lega delle Cooperative, a cui un controllo più incisivo avrebbe sicuramente evitato l'attuale esposizione bancaria che ammonta a parecchi miliardi. E' alla luce di questi aspetti che il Coordinamento dei Soci si è posto come obiettivo quello di proporre ai partiti politici una più attenta legislazione sulla materia, mentre il Codacons ha chiesto un'ispezione ministeriale straordinaria sulla Federazione e sulla Lega delle Cooperative