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Diario di guerra del prof. Vidanovic

Dalla città serba di Nis, frequente bersaglio delle bombe della Nato, i racconti, gli stati d’animo e le riflessioni di un osservatore molto attento e appassionato.

Il professor Djordje Vidanovic, 47 anni, docente universitario di Linguistica e Semantica (ha pubblicato anche in Italia per le edizioni del Mulino: "Introduzione alla neurolinguistica"), vive e lavora a Nis, città di 160.000 abitanti situata 250 km. a sud-est di Belgrado, frequente bersaglio dei bombardamenti Nato. A partire da metà aprile, il prof. Vidanovic è entrato in collegamento via Internet con Sabrina, una studentessa universitaria di Ravenna, alla quale invia quotidianamente, tramite posta elettronica (ma anche via telefono quando l’energia elettrica viene a mancare), informazioni e riflessioni su quanto avviene nella sua città e nel suo Paese, sui suoi stati d’animo, sulle conseguenze insomma che gli avvenimenti di queste settimane hanno provocato nella sua vita, in quella della moglie, della figlia ventitreenne e perfino di Ljubitsa, la gatta di casa. Il tutto con una sensibilità privata e un equilibrio nelle considerazioni di tipo politico tali da farci ritenere questa sorta di diario non solo interessante come documento umano, ma anche prezioso come contributo di informazione per i nostri lettori. Si tratta inevitabilmente di un punto di vista di parte (e della parte - quella serba - che può accedere ad Internet: i kossovari non hanno più né computer, né casa), come di parte sono le vignette, di disegnatori serbi; ma ci sembra giusto affiancare, agli strazianti racconti dei profughi che giornalmente ci parlano dai telegiornali, anche tali testimonianze, che più raramente ci vengono fornite.

Quanto segue è un ampio stralcio di quei messaggi, che nella loro interezza si possono leggere al seguente indirizzo:

http://www.peacelink.it/kossovo/lettere/vidanovic.html

15 aprile

Ho sentito le sirene, potrebbero colpirci da un momento all’ altro. Spengo il computer e lascio il mondo moderno. Vado giù nel mondo del limbo, ma soprattutto nell’ oscurità.

18 aprile

Questa mattina, verso le tre, il complesso chimico di Pancevo, che produce fertilizzanti, è stato bombardato. Pancevo è a circa 15 miglia dalla periferia di Belgrado e conta 100.000 abitanti. Ho parlato al telefono con un amico che ci abita. Lui, Jagos, è un artista e ha tre figlie. Hanno indossato maschere anti-gas e per la prima volta dall’inizio dei bombardamenti è scattato l’allarme chimico. Jagos sostiene che tutti gli abitanti sono spaventati a morte perché i gas che fuoriescono dal complesso sono altamente velenosi. Siccome pioveva, la pioggia era marrone ed acida. La direzione del vento, per fortuna, ha giocato a loro favore, portando la nube tossica lontano dalla città.

19 aprile

L’ ultimo anello della catena degli orrori: l’ altro giorno, ho sentito alla CNN che ci sarebbe un’enorme fossa comune (di albanesi assassinati) nel villaggio di Izdica in Kosovo, e per smentire quanto detto dal portavoce della NATO, la televisione serba si è recata sul posto ed avrebbe realizzato lunghe interviste con ognuno dei 70 albanesi. Io non prendo per oro colato i reportage della TV serba, ma non sarebbe stato meglio che anche la CNN e i portavoce NATO avessero controllato direttamente questa situazione, invece di costruire una sequela di "fatti" ? Avevano anche detto che c’erano 100.000 albanesi, tenuti come ostaggi nello stadio di Pristina: questo secondo Hashim Thaqi (un leader dell’ Uçk), le cui parole sono state prese per oro colato da Robin Cook, ministro degli esteri britannico. Se non che i reporter della France Presse si sono precipitati allo stadio e non c’era traccia di tutto ciò. Tante voci diffuse dai portavoce NATO sono finite nel cestino della spazzatura, ma il danno è stato fatto ugualmente

20 aprile

Stanotte è stata terribile. Alle 11 circa si sono sentite alcune esplosioni violente e i vetri delle mie finestre hanno cominciato a tremare. Il gatto è scappato a rifugiarsi in un angolo. Sono andato alla finestra per vedere cosa stesse succedendo, anche se lo sapevo già: la NATO era venuta a farci una visitina. Subito dopo ho sentito gli aerei che volavano sopra la città e un’altra esplosione (poi ho saputo: bombardavano la zona industriale di Nis, cioè le fabbriche e l’aeroporto). Il cielo si è come incendiato e la contraerea ha cominciato a rispondere. Mia figlia e mia moglie erano abbastanza calme, quindi siamo andati tutti alla finestra per vedere meglio. Si sono sentite diverse esplosioni, alcune smorzate, alcune molto forti, abbastanza vicine al nostro condominio. L’ edificio tremava tutto (noi abitiamo al quarto piano). Questa parata di aerei volava abbastanza basso e la contraerea ha continuato a rispondere per una mezz’ora. Il cane dei vicini ha abbaiato per tutto il tempo, poi abbiamo aperto la finestra e si sentiva il pianto dei bambini che venivano portati ai rifugi. Nessuno della mia famiglia va ai rifugi perché ci viene la claustrofobia. Ho cercato di andarci per un paio di giorni e ci ho anche passato un paio di notti, ma poi ho smesso: c’è troppa gente, e ho il timore latente di rimanere murato vivo là dentro. Una TV locale ci ha appena informati che molte fabbriche sono state colpite. E’ l’1.30 di notte, ma chi ha voglia di dormire?

Il risultato finale dei bombardamenti di stanotte: un morto e 15 feriti, tutti civili. Diverse strade in prossimità della fabbrica di sigarette sono state rase al suolo. La fabbrica di sigarette di Nis è stata colpita tante volte che adesso non c’è più. 35.000 operai sono rimasti disoccupati, il che significa che 100.000 persone resteranno senza una lira.

21 aprile

Mi vergogno moltissimo per qualsiasi cosa orrenda possano aver fatto le milizie serbe in Kosovo, ai danni di innocenti. Questa vergogna deriva dalla legge morale dentro di me e mi auguro che la maggior parte delle persone provi la stessa cosa. Sono altresì convinto che i resoconti parziali sulla crisi del Kosovo, con in evidenza il numero dei rifugiati, e le storie orrende, ma assai frequentemente non verificate, di mutilazioni, torture e stupri non possano portare la pace e l’ oggettività in questa regione. Da troppo tempo, ormai, l’ Occidente ed i suoi speaker televisivi demonizzano i Serbi e ogni dettaglio sulle atrocità ad essi attribuite viene preso per oro colato, per quanto, alle volte, sia incontrollato ed incredibile.

Il campo profughi di Djakovica (Kosovo) è stato colpito e 15 serbi sono morti. Le vittime sono tutti serbi della Krajina, in Croazia, che avevano subìto la pulizia etnica croata nel 1995. Queste persone vivevano a Djakovica da allora, cioè da circa quattro anni, in un campo profughi. La fine per loro è arrivata questa mattina, dai giganteschi avvoltoi occidentali.

Nis è stata risparmiata ieri notte. Mia moglie e mia figlia sono andate a dormire verso mezzanotte e un quarto, mentre io sono rimasto al computer. Ho girato il mondo di Internet, tendendo le orecchie ogni tanto, non sapendo se i suoni che sentivo fossero gli aerei o meno. Sono andato a letto verso le due, con un libro di Stephen King.

Ultimamente, il sonno tarda a venire in Serbia. A volte, non viene affatto. Si vaga in una zona indefinibile che sta tra il sopore e la crudezza della realtà, al limite tra oblio e memoria, tra l’accettazione e il diniego, tra timida protesta e arrendevole sottomissione.

Una notte vengono, l’ altra notte no. Cosa succederà, stasera?

23 aprile

Questa mattina, verso le due, gli aerei della NATO hanno bombardato la sede della TV di stato serba. Almeno cinque persone sono morte e alcune decine ferite; molte sono ancora intrappolate nelle macerie. Era la maggiore emittente televisiva in questa regione dei Balcani. A prescindere dal contenuto dei programmi, che non apprezzavo granché, credo che questo bombardamento sia immorale. Era una rete televisiva, accidenti! Ieri notte, quasi tutti i ripetitori televisivi della Serbia sono stati colpiti e tanti ponti bombardati. Tutto questo, dopo i colloqui di ieri tra Chernomyrdin e Milosevic che parevano un ottimo segnale. Sono molto triste.

24 aprile

In questo preciso istante, c’è un terribile bombardamento sulla mia città. Cadono bombe ovunque, ho contato 18 esplosioni gigantesche nel cuore di Nis. Ma che succede? Stavolta superano tutti i limiti della ragione. Non so che cos’abbiano colpito, non funziona nessuna stazione della radio, non dà segni di vita. Internet funziona, per miracolo. La gente è fuori di sé dalla paura. Questa è una città, accidenti, piena di civili, bambini, neonati in culla, anziani, pacifisti. Ma perché, perché?

24 aprile

Siamo in attesa del prossimo attacco. Se anche tu, come dici, in una situazione del genere sei una palla di nervi, allora io sono un ammasso di sinapsi, neuroni e quant’ altro. La storia la sai: lo stomaco chiuso, mia moglie che legge un libro, Alexandra che guarda la TV, come se niente fosse, ma a livello subliminale, tutti percepiamo con ansia ogni minimo rumore metallico. L’unica stoica tra noi è la gatta, che sembra non pensare ad altro che ai gattini che ha nel pancione. Ormai siamo agli sgoccioli, ogni momento è buono. Che strano, essere in procinto di dare la vita in questo limbo...

Bollettino dei danni di ieri sera: una parte della città è rimasta senza elettricità, e perciò senz’ acqua.

26 aprile

Oggi pomeriggio sono stato intervistato da Dan Voigt, un reporter della radio di Kansas City. La sua prima domanda è stata: "Pensa che i serbi stiano ancora con Milosevic?", e io ho risposto: "Sì, ma non perché lo voterebbero alle elezioni, semplicemente perché tendono a stringersi intorno al loro paese. Questa città è amministrata dall’ opposizione, e Milosevic qui ha subito una sconfitta bruciante, non ha ottenuto neanche il 20% dei voti. Tuttavia, adesso si è creata una situazione in cui lui non conta assolutamente nulla. Quello che importa sono le nostre vite e il nostro paese".

Sono riuscito ad aggiungere soltanto che la città ha subito perdite civili e volevo parlargli un po’ dei danni e della distruzione, ma la mia intervista era già finita.

Oggi è molto difficile vivere qui, e dopo un po’ ti lasci travolgere: niente benzina, sigarette, medicinali, detersivi, ecc. Solo un mese fa c’era tutto. I salari sono stati tagliati al minimo, cioè ridotti ai minimi termini. Le infrastrutture sono state pesantemente danneggiate, quindi molti servizi non ci sono o non funzionano.

27 aprile

Questa mattina, sono stato all’Università e ho passato un paio d’ore nel bar della facoltà, mentre fuori faceva un tempo magnifico. Ho bevuto un caffè e ho fatto una chiacchierata con i ragazzi. Gli aerei ci giravano intorno, ma comunque nessuno ci badava molto. "Se ci bombardano, amen" - sembrava il pensiero di tutti. L’Università è chiusa, naturalmente, ma un paio di volte alla settimana ci faccio un salto ugualmente per incontrare qualche studente e discutere un po’. C’è pochissima gente, comunque. Oggi è il loro giorno, martedì. Verranno quando scenderà la notte, ci bombarderanno, e poi andranno via.

Ho appena visto la cittadina di Surdulica, a sud di Nis, bombardata. Il bombardamento è avvenuto a mezzogiorno e i missili hanno colpito il centro della città, distruggendo diverse case e uccidendo almeno dieci persone. Già che c’erano, hanno bombardato l’acquedotto di Surdulica. Anche l’ acquedotto di Novi Sad (300.000 abitanti) è stato colpito, quindi là sono tutti senz’acqua.

Devo andare. La gatta (che si chiama Ljubitsa, cioè Amata) sta per partorire, si struscia dappertutto e fa le fusa, mentre cerca un posto dove mettersi quando avrà le doglie. Spero che i mostri non verranno, almeno stasera

28 aprile

Sono stranamente felice. Pochi minuti fa, Saska è andata sul balcone e ha esclamato con gioia: "Piove!". Snezana e io siamo accorsi a vedere questa splendida pioggia di primavera. Le probabilità che quei mostruosi avvoltoi di ferro ci scarichino addosso il loro carico si assottigliano con la pioggia ed il cielo plumbeo. Ormai la nostra vita è scandita da questi particolari.

Ljubitsa è ancora incinta, niente gattini, per ora. Ha davvero una fame da lupo, si vede che i piccoli dentro di lei le portano via molte energie. E’ toccante guardarla, mentre sgrana gli occhi in uno sguardo interrogativo, come se ci chiedesse: "Che diavolo mi sta succedendo?" E comincia ad avere il fiato corto. Speriamo che la pioggia continui a cadere. Vorrei che il cielo fosse basso e minacciasse di nevicare. Vorrei che ci fosse una tempesta di neve là fuori.

29 aprile

E’ stata una nottata bellissima, nitida e pulita, fatta apposta per serenate e passeggiate lungo il fiume. Una grande luna piena illuminava la città. E una grande paura attanagliava i cuori della popolazione. Intorno alle 9 di sera, uno sciame di aerei ha sorvolato la città, ed erano veramente tanti. Si sono diretti verso sud e non sono ancora tornati. Quanto vorrei che non tornassero mai! Tutto ciò che voglio, e che vogliono tutte le persone che conosco, è la pace ! Niente più bombe, il ritorno dei profughi, la fine dei conflitti. Il contingente ONU in Kosovo, gli osservatori dell’ OSCE. Che cosa c’è di sbagliato in tutto questo?

29 aprile

Ci hanno sorvolati mezz’ora fa e hanno bombardato nelle vicinanze di Nis, probabilmente un ponte. I ponti sono la loro passione, e giusto oggi hanno distrutto un importante ponte ferroviario della linea Nis-Tessalonica, in Grecia. Quindi non potremo più andare in Grecia in treno. Simpatici. Sono proprio simpatici ed umani.

30 aprile

La notte scorsa hanno colpito Belgrado, dalle 2.40 in poi, e hanno continuato per ore. Il ripetitore televisivo del monte Avala, il simbolo della mia vita di universitario, che da sempre si stagliava sopra Belgrado, è stato abbattuto. Ogni volta che andavo a Belgrado in corriera, questo palazzo era sempre là, rassicurante, alto e fiero. Hanno colpito i bellissimi edifici storici del Ministero della Difesa, del Quartier Generale Militare e, ancora una volta, il Ministero dell’ Interno. Tutti si trovano nel cuore della città. Il fumo che ne usciva soffocava le case vicine, e tutto quanto il centro. Hanno colpito anche il cosiddetto South Boulevard. Sono stati molto imprecisi: hanno raso al suolo un paio di edifici civili e diverse persone sono rimaste uccise. Naturalmente, erano civili.

Ljubitsa ha avuto un travaglio lunghissimo e alle 4.30 di stamattina ha partorito un solo cucciolo, nato morto. E noi, che non sapevamo ancora della tragedia che stava avvenendo a Belgrado, abbiamo pianto e non siamo riusciti a dormire. Lei girava per la casa, piangeva anche lei, pareva si chiedesse cosa stava succedendo. Abbiamo pianto perché volevamo un nuovo essere vivente tra noi, creatura della vita, e invece è arrivato un minuscolo gattino morto, grigiastro.

1° maggio

Il gattino bianco è arrivato 24 ore dopo quello nato morto. Siamo felici perché, in mezzo a questa carneficina, abbiamo assistito allo schiudersi di una nuova vita. Questo cucciolo rappresenta una sorta di nuovo inizio e continuiamo a seguire Ljubitsa nel suo va e vieni dal gattino a noi, e i suoi tentativi di raccontarci una storia tutta sua, nel suo linguaggio fatto di miagolii e di fusa. Loro intanto proseguono la campagna celeste. La scorsa notte hanno cercato di colpire il distretto di polizia di Pancevo, dove vive Sasha. Ma pare che abbiano mancato l’ obiettivo, e il missile ha colpito, invece, un parco adiacente, danneggiando gravemente l’ospedale. Ma ieri è andata ancora peggio con il bombardamento del ponte di Murino. Murino è un villaggio del Montenegro, che avrà un centinaio di abitanti. La sua colpa era di trovarsi a ridosso di un ponte. Nel primo raid (alle 17), cinque abitanti sono morti, e due bambini sono rimasti uccisi nel secondo raid. Non direi che Chernomyrdin possa fare molto, ormai, visto che gli USA sono irremovibili sulle cinque condizioni stabilite dall’ ultimatum.

Che dire? Ci stiamo tutti rassegnando al nostro destino. Lasciare che l’ Europa assista alla sua propria rovina, ecco l’ unica cosa che possiamo fare.

All’ una del pomeriggio, un autobus della linea Pristina-Nis è stato colpito da un missile, durante un attacco NATO al ponte di Luzani (Kosovo). L’ autobus è stato spaccato in due parti. Finora si contano 23 vittime civili, ma il calcolo delle salme non è terminato. In seguito, la NATO ha bombardato nuovamente il ponte, colpendo in pieno i mezzi di soccorso.

2 maggio

Adesso è tutto tranquillo, una splendida nottata di primavera, al chiaro di luna, con tutt’intorno l’odore della primavera. La città è avvolta nella semioscurità, nessuno dorme ancora...

3 maggio (telefonata)

Ieri sera sono state bombardate tutte le principali centrali energetiche serbe, e c’è stato un black-out generale che ha lasciato tutte le infrastrutture civili della Serbia al buio, senza preavviso. Ho saputo che sono bombe particolari, che disattivano l’elettricità senza distruggere tutto quanto. Però in quel momento negli ospedali di Belgrado c’erano persone che stavano subendo interventi chirurgici, i generatori sono andati in tilt e puoi immaginare che cosa è successo... Adesso siamo senza elettricità, senza computer, senza niente...

4 maggio

L’energia elettrica scarseggia, quindi i messaggi potrebbero non partire. Spero che la NATO non abbia in programma di colpire di nuovo le nostre centrali elettriche: puoi immaginare quali problemi devono già affrontare i neonati, le persone anziane ed i malati. E gli ascensori negli ospedali per i pazienti che non possono camminare, gli ascensori dei condomini, i forni senza energia elettrica... Ho sempre detto che questa è una spedizione punitiva contro un popolo. Dicono che i serbi hanno quel che si meritano perché si sarebbero volontariamente macchiati degli stessi delitti di Milosevic, accettandone tacitamente le decisioni. Ma che dire dell’Occidente, degli Stati Uniti, o anche dell’Italia? L’ americano e l’ italiano sono mai stati interpellati sul bombardamento della Serbia, del Vietnam, della Corea, di Grenada, ecc.? E’ stato chiesto un parere a quest’ipotetico uomo medio nel tuo paese, prima di strappare la Costituzione? Quest’ uomo può forse influire sulle decisioni di D’ Alema? Beh, qui è lo stesso.

Ho sentito che vogliono riprovare a colpire tutte le centrali elettriche della Serbia. Ieri hanno colpito un altro autobus ed hanno ucciso 40 persone. L’ ho saputo solo adesso dal telegiornale, perché siamo rimasti senza elettricità per 36 ore

5 maggio (telefonata)

Siamo senza elettricità da circa 14 ore, quindi siamo qui seduti al buio, con le candele. Sembra una specie di veglione. Mia moglie ed Alessandra stanno giocando a Monopoli. Finora non sono passati aerei, per fortuna.

6 maggio

Ieri è stata una notte terribile. Non posso parlartene adesso perché ho pochissimo tempo.Ti scrivo questa e-mail dall’ Università che ha un po’ di corrente elettrica. La maggior parte della città, compresa casa mia, è senza elettricità, e adesso anche senz’ acqua!

Ieri notte sembrava che ci avessero buttato la bomba atomica. La violenza dell’esplosione è stata tale che tutto il condominio ha tremato, l’onda d’urto ci ha fatto perdere l’equilibrio, e il cielo si è tutto incendiato di una luce giallo-biancastra. Tutto ciò è successo mentre eravamo senza elettricità, il che lo rendeva ancora più terribile. Era un deposito di carburante del nord-ovest della città...

7 maggio

Sono arrivati verso le 2.30 del mattino e hanno circondato la città, sganciando bombe qua e là. Un incubo. Con la consapevolezza che in ogni momento anche noi avremmo potuto entrare a far parte dei famigerati "danni collaterali". Non so ancora che cos’abbiano colpito, né se ci siano state vittime. Non ho idea di che cosa succederà. So solo che ciò che abbiamo davanti è assolutamente perfido, incomprensibile, immorale ed infinitamente stupido. Mi auguro vivamente che Milosevic accetti la bozza generale di questo accordo. Io lo farei senz’ altro, senza remore.

(telefonata)

Ci hanno bombardato verso mezzogiorno. Diverse bombe nel centro storico. C’erano dei civili in giro e loro lo sapevano benissimo. Sono morte molte persone. Una delle esplosioni ha colpito l’impianto di riscaldamento dell’ospedale. La strada adiacente è stata completamente rasa al suolo. Mia moglie era fuori, è passata in bicicletta, ha visto corpi su corpi di persone morte, tutti smembrati. E poi c’è un altro quartiere che hanno bombardato, vicino al mercato che è il cuore della città, proprio attaccato alla Fortezza costruita dai romani, che è il simbolo di Nis: hanno ucciso decine di persone là, hanno sganciato bombe a grappolo. E le hanno usate per colpire più gente che potevano. Hanno ucciso un sacco di persone, gente che tornava a casa, che andava per i fatti suoi, Hanno raso al suolo un day hospital...

Siamo fuori di noi stessi dalla preoccupazione...

Oggi pomeriggio Snezana ed io eravamo sdraiati sul letto, pensavamo ad alta voce, e sognavamo la pace, ad occhi aperti. Pensavamo a com’ era prima, come sarebbe potuto essere... Non sarà mai più lo stesso.

8 maggio (telefonata)

Oggi hanno usato ancora le bombe a grappolo. Hanno colpito il ponte, quello non con le bombe a grappolo. Quelle le hanno usate sull’ambasciata. E’ stata una grande fortuna che non ci fosse gente in giro, altrimenti sarebbe stata un’altra carneficina. Oggi ho visto BBC News... Guardo quei telegiornali, con un senso, non so, di repulsione! Avresti dovuto sentire che cos’hanno detto dell’ambasciata. All’inizio, i reporter sono stati presi in contropiede, erano costernati, ma già al pomeriggio la loro retorica era tornata quella di sempre. E’ un incidente diplomatico gigantesco, una provocazione.

E questo ponte... La Nisava è un fiume piccolissimo e anche il ponte è piccolo eppure l’hanno bombardato. Perché? Non è mica un obiettivo strategico. Questo è solo far mostra del proprio potere. E’ come dire a qualcuno: stai fermo lì, adesso te la faccio vedere.

Ricapitoliamo: hanno colpito un ponte, di nuovo l’aeroporto e poi una scuola elementare. E hanno distrutto l’autostrada Belgrado- Nis.

Alla gente, qui, non interessa né di Milosevic, né di Draskovic. Gli interessa solo che i bombardamenti finiscano. Non gli si può chiedere che si riuniscano per protestare contro Milosevic. La gente lotta per la sopravvivenza. I concerti a Belgrado non si fanno certo perché la gente è contenta del dramma che subiscono i profughi. Ci si riunisce per socializzare, è una specie di istinto primordiale, per stare insieme, per sostenersi a vicenda, in un tentativo di sopravvivenza. Il resto non conta.

E poi ci sono dei sentimenti negativi nei confronti degli occidentali e di tutto ciò che ha a che fare con gli stranieri. Certo è deplorevole, ma c’è un movimento nazionalista radicale che fomenta questo sentimento. Io e mia moglie facevamo parte di alcune associazioni non governative e adesso dobbiamo stare molto attenti, cercando di evitare queste persone.

11 maggio

Nis è stata colpita stanotte, alle 2, alle 3, alle 4 e anche alle 11 di stamattina, mentre stavo andando alla Facoltà di Filosofia, a piedi. Ho sentito gli aerei sopra la testa, e in men che non si dica, un’esplosione terribile. Intorno a me, tremava tutto e guardando in su ho visto una nube gigantesca di spesso fumo nero. Sono entrato nel vestibolo di un palazzo. Tutti scappavano di corsa. Immediatamente dopo, ci sono state altre esplosioni. Il portone del palazzo si reggeva a malapena sui cardini. Si sono sentiti anche molti colpi della contraerea. Le strade si sono svuotate in un attimo. Ho pensato che dovevo telefonare ai miei per dire di non preoccuparsi, quindi ho suonato a un campanello. Un uomo anziano mi ha risposto e ha detto che potevo telefonare da casa sua. Mi ha risposto Snezana e le ho detto dov’ero. Gli aerei continuavano a volare basso ma non bombardavano più. Sono uscito e sono tornato a casa. Ero circondato da persone infelici, spaventate, inermi. Stanno distruggendo la nostra città, pezzo dopo pezzo, giorno dopo giorno.

12 maggio

Siamo stati colpiti con bombe a grappolo, proprio nella zona residenziale in cui abito. Tutto il viale è stato bombardato e ci sono bombe a grappolo ovunque. Snezana, Saska ed io ci abbiamo messo un’ora per tornare a casa, dove ci aspettavano mia madre e mia zia. Potrebbero essercene ovunque, di queste bombe, e i gruppi speciali della polizia hanno impiegato un’ora per controllare ogni singolo cespuglio del piccolo parco di fronte al mio condominio. Tuttavia, ci sono bombe sparse per tutto il quartiere, e quindi siamo completamente tagliati fuori dal resto della città. Anche altri quartieri sono stati bombardati con le bombe a grappolo. Due condomini più in là, alcune persone sono rimaste gravemente ferite. Tutto questo è successo alle 15, in pieno giorno, in una zona residenziale di Nis. Credo che ormai i bombardamenti siano sfuggiti ad ogni controllo. Questa è follia.

14 maggio

Siamo rimasti di nuovo senza elettricità per quasi 20 ore. Terribile. Spero che sia l’ ultima interruzione. Quel che conta adesso è che questa follia venga fermata.

Ora devo fare un sacco di cose, dato che abbiamo di nuovo la corrente. Ti scriverò ancora più tardi. Se c’è corrente, e se rimango in me.

15 maggio

La luce è tornata verso le 23. Mia madre era raggiante di felicità e abbiamo preso il caffè a quell’ora! Tutto sembrava essersi calmato ed ogni cosa, anche la più piccola, aveva un aspetto molto più bello ed amichevole. Nemmeno il passaggio degli aerei avrebbe potuto guastare quel momento. Proprio adesso, fuori c’è una confortante pioggerella primaverile. Il cielo è offuscato, tipicamente primaverile, e questo mi rincuora. A Nis ci sono stati alcuni bang sonici, una tattica elementare e stupida per spaventare la gente.

16 maggio

E’ una domenica molto piovosa e fredda, non molto favorevole alla campagna aerea, spero. Dopo aver letto le ultime notizie su Internet, mi sono convinto che non ci sia una soluzione dietro l’angolo e sono ricaduto in depressione...

Alle 22.10 l’ululato lugubre delle sirene del raid aereo è ricominciato. Fa contorcere le viscere. Sto scrivendo soltanto per sfogarmi, in qualche modo.

18 maggio

Sono appena tornato dall’università, dove un mio studente mi ha consegnato la sua tesi. Spero che la situazione si stia muovendo verso il profilarsi di una pace, ma mi pare presto per azzardare previsioni.

Il cucciolo è simpaticissimo, dorme sotto il mio letto e adesso riesce ad uscire ogni tanto, quindi devo fare attenzione a non calpestarlo. E’ bello, giocherellone, di un bianco immacolato. Alexandra e Snezana sono uscite, credo siano al mercato. Dalle 6 di questa mattina, non c’è l’allarme aereo.

18 maggio

Penso che ciascuno di noi, metaforicamente, abbia una mappa del suo paese incorporata da qualche parte nella mente, così come nel corpo. Ogniqualvolta sento che questo o quel posto del mio paese è stato distrutto da una bomba, mi sento come se anche una parte del mio corpo e della mia mente morisse con essi. Pensa: la ferrovia Belgrado-Nis era stata costruita nel 1870. Era la prima ferrovia dei Balcani, ed ora non c’è più. E’ stata spezzata in più punti, distruggendo tutti i ponti sul suo percorso. Siccome il nostro Io è fatto di mappe cognitive del nostro paese, ed anche un semplice graffio può arrecare danni all’intera psiche, ti lascio immaginare che cosa producono le ammaccature arrecate alla Serbia. La distruzione incessante del mio paese e del suo popolo (si contano già più di un migliaio di morti, tra cui molti albanesi) è più che sufficiente per far sentire i suoi effetti anche alle persone mentalmente più forti ed equilibrate, e per gettare nella disperazione i più deboli. Questo paese, che un tempo aveva energia da vendere e gioia di vivere, adesso sembra mutarsi in un luogo squallido, lugubre e cupo, incline all’ intolleranza e al rancore. E’ un fenomeno che ho sempre temuto: la conseguenza inevitabile di questo stupro metaforico della Serbia è il rinvigorimento della xenofobia e dell’ isolazionismo. Per non dire dell’economia gravemente menomata che condurrà al proliferare del mercato nero, del crimine e della corruzione e alla soppressione completa dell’opposizione. Se tieni a mente questo quadro di fondo, potrai capire la reazione di alcuni, specialmente della destra più bellicosa, nei confronti delle prese di posizione pacifiche come quella che ho scritto per Peacelink e che ho sentito il bisogno di inviare anche alla stampa locale. Alle allusioni, hanno fatto seguito minacce vere e proprie e adesso devo veramente fare attenzione.

Tutto questo dipende dai bombardamenti: gli estremisti di destra credono di aver ricevuto conferma della giustezza della loro diffidenza nei confronti dell’Occidente e vogliono risalire a tutto ciò che potrebbe avere legami, anche remoti, con esso. Come vicepresidente della Commissione per l’ Autonomia dell’Università (avviata nel ‘97, in opposizione al governo attuale) e come attivista di lunga data nella Fondazione Soros per una Società Aperta, io potrei anche essere tra gli obiettivi designati...

21 maggio

Yeats diceva che i peggiori sono animati da intense passioni, e se osservi ciò che sta facendo la NATO, te ne accorgerai: una determinazione così intensa, mai messa in dubbio, scevra di ogni riflessione...

Nessun conflitto interiore. Quelli devono essere dei marziani...

22 maggio

Abbiamo l’elettricità razionata, 4 ore sì e 4 ore no. E’ una catastrofe, la gente è sull’orlo della follia, e io con loro. Mia madre non riesce a smettere di piangere. Mia zia, che ha 80 anni, è nelle stesse condizioni.

Poco a poco, ci hanno portato via tutto ciò che avevamo.

All’inizio della prossima settimana, partiremo per una stazione termale per tentare di di sfuggire all’orrore, che cresce ogni giorno di più. Almeno, laggiù, avremo legna ed acqua. Grazie, democrazie occidentali!