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Un punto di non ritorno

Pare che il progetto che caratterizzi e qualifichi il proprio festival Pergine lo abbia trovato. Se negli anni scorsi "Pergine Spettacolo Aperto" ha dovuto fare i conti con difficoltà di immagine dovute al fatto di essere un contenitore troppo generico, quest’anno il cambiamento, o meglio la "nuova scommessa" e "punto di non ritorno" come ha dichiarato il presidente Giorgio Torgler, sta nell’essersi dato un tema centrale: la musica nel teatro. E con questo tema PSA ritorna alla produzione di spettacoli, puntando su un laboratorio musicale per giovani musicisti provenienti da vari conservatori e scuole musicali e selezionati tramite audizioni. Questo laboratorio vuole fornire ai giovani allievila possibilità di approfondire le tecniche strumentali e vocali, sia concertistiche che operistiche, e poi di presentarsi al pubblico in tre importanti produzioni musicali proposte nell’ambito del festival. Così gli allievi del laboratorio perginese - suddivisi in due orchestre - eseguiranno un concerto sinfonico dal titolo "España en concierto", l’esecuzione in forma scenica dei "Carmina Burana" di Carl Orff (che richiedono un notevole organico, più di 200 persone) e l’allestimento de "Le nozze di Figaro" di Mozart.

Promuovere ben due orchestre in un periodo in cui, in Italia, le orchestre vengono spesso chiuse, è una scelta in controtendenza, decisamente lodevole per le opportunità che offre ai giovani musicisti; rimarranno comunque da verificare i risultati del laboratorio, che si cimenta con opere alquanto impegnative.

Interessanti proposte anche nel resto del cartellone, soprattutto gli appuntamenti con artisti che sono già conosciuti in Trentino e che Pergine ha invitato chiedendo loro di inventarsi cose inedite: come il cantautore Daniele Groff che non replicherà il suo concerto in piazza Duomo ma proporrà la versione acustica dei suoi brani insieme a nuove composizioni . Originale il ritorno del cantautore Vinicio Capossela, che eseguirà al pianoforte il commento musicale a "Tempi moderni" di Chaplin. Da non perdere, poi, il concerto di Gianmaria Testa, un cantautore sconosciuto in Italia (professione: capostazione a Cuneo) che quando va a Parigi fa il tutto esaurito all’Olimpya come Paolo Conte che - guarda un po’ - si esibì in una delle prime edizioni di PSA, quando era anch’egli uno sconosciuto. Ritornano anche gli sgangherati orchestrali della Banda Osiris, coadiuvati da un’orchestra sinfonica di trenta elementi.

Buoni anche gli spettacoli di danza: per i più piccoli il duo Abbondanza-Bertoni proporrà il bellissimo "Romanzo d’infanzia"; ci sarà poi un duo di danzatori-acrobati della storica compagnia Pilobolus Dance Theatre, e, dalla Spagna, il flamenco della compagnia di Lucia Real e El Camborio, presente anche all’Arena di Verona per la "Carmen" diretta da Zeffirelli.