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L’eco-turismo, finalmente

L'Apt, da quando diversi anni fa ha assunto uno degli organizzatori di Oriente-Occidente, si è mossa attivamente nell’uso degli spettacoli per attirare il turista prima, e farlo divertire poi.

Con un’idea di fondo: coniugare il momento dello spettacolo con la valorizzazione di manufatti o lembi di territorio particolarmente attraenti. Così abbiamo avuto "Se in Trentino d’estate un castello", "I segni del sacro", "I suoni delle Dolomiti", "Vinum bonum".

Dopo alcuni anni, lanciata l’idea, fatte vedere le possibilità, queste rassegne vengono abbandonate, confidando che sia l’iniziativa locale a farle proseguire, se è il caso. Così è stato per i castelli da una parte e pievi, abbazie dall’altra: esaurite le rassegne targate Apt, sono ancora utilizzati per svariati eventi; con risultati alterni, ma quello che sembra acquisita è la riconsiderazione\valorizzazione di questi luoghi. C’è anche un altro aspetto: feste in costume, ricostruzioni storiche ecc, funzionano sempre se c’è l’ambiente giusto. Però oggi, dopo diversi anni di questi caroselli, se si vuole ottenere un vero spettacolo, in grado di emozionare, e quindi di attirare anche chi (turista o residente) non è del posto, non bastano più i bei costumi: occorrono testi, regia, interpreti veri, insomma occorrono impegno e soldi.

L’Apt invece prosegue i due filoni "Suoni delle Dolomiti" e "Vinum Bonum". Il primo ha avuto un grande successo: questi grandi musicisti che, strumenti in spalla, salgono a piedi la montagna assieme agli spettatori, per tenere un concerto all’aperto, in alcuni dei luoghi più suggestivi dell’arco alpino, indubbiamente comunicano un messaggio forte. Di fruizione dolce della montagna, di simbiosi arte\natura, di turismo discreto e intelligente. Su questo l’Apt investe, e fa bene; anche se ci sembra di notare, pur in presenza di artisti di ottimo livello, l’assenza della serie di ‘mostri sacri’ delle passate edizioni.

Diverso il discorso per "Vinum Bonum", eventi musicali ambientati nelle più famose cantine trentine. La formula è ottima, il fascino di questi ambienti è indiscutibile, la cultura enologica di qualità sta sempre più coniugandosi con l’ecoturismo. Un appunto: ci sembra che si punti più sull’ambientazione, sul momento enologico (cui si inizia ad aggiungere anche quello gastronomico) che non sullo spettacolo, quest’anno non sono in cartellone esecutori di fama internazionale.