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QT n. 19, 6 novembre 1999 Servizi

Gli obiettivi e le idealità: ugualianza, crescita, protagonismo

Scheda ragionata sulla piattaforma rivendicativa del movimento studentesco.

Carta Giovani Agevolazioni per cinema, musei, acquisto di libri e CD, mezzi di trasporto serali. "Rivendichiamo un diritto alla cultura effettivo, per tutti i giovani, indipendentemente dal censo."

Obbligo solastico completamente gratuito Si chiede un comodato d’uso dei libri di testo (cioè in prestito gratuito) fino ai 14 anni, e trasporti gratuiti per i pendolari. "Il punto di fondo è permettere l’istruzione di base a tutti, è un principio banale, prima ancora che di uguaglianza sociale: se lo Stato ti obbliga, non deve farti pagare."

2.500 miliardi per il diritto allo studio, già con questa finanziaria Una cifra buttata lì provocatoriamente: oggi per il diritto allo studio sono previsti 250 miliardi in tre anni, "stanziamento palesemente inadeguato".

Convitto laico per gli studenti delle valli Richiesta ovvia: non si vede perché gli studenti delle valli siano obbligati ai convitti di Arcivescovile e Sacro Cuore. L’assessore aveva dato risposta positiva, garantendo che sarebbero stati riservati posti per gli studenti medi all’interno degli studentati universitaari. "Ma in questi giorni sono stati aperti due studentati dell’Opera Universitaria, con neanche un posto per gli studenti delle superiori. E’ un’evidente questione di bottega. Figuriamoci, Arcivescovile e Sacro Cuore vivono su questo."

Opposizione alle "canalizzazioni" del ministro Zecchino, cioè all’accesso all’Università in base al tipo di diploma superiore Il progetto di Zecchino è un ritorno all’indietro, ai primi anni ’60. Eppure ha una sua logica, evitare le scelte di facoltà per cui non si è preparati, e così abbassare l’altissimo numero di abbandoni nei primi anni di Università. "Gli abbandoni non sono dovuti alle scelte degli studenti, ma alla disorganizzazione dell’università italiana. Noi rivendichiamo il diritto a scegliere la propria vita, a non essere incanalati per sempre in una direzione, per una scelta fatta a 14 anni."

Pariteticità studenti-professori negli organi di autogoverno delle scuole La richiesta può suscitare perplessità: per la grande maggioranza degli studenti, la scuola migliore è quella dove si studia di meno. "L’autonomia scolastica riguarda in minima parte i programmi, decisi in altra sede. Dove noi vogliamo incidere è sulla gestione della scuola: gli orari, le attività, i corsi di sostegno, l’uso delle strutture."

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