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La festa è rimandata?

Quando comincia il famoso terzo millennio? I lettori dell’Adige dibattono...

Il passaggio dal 1999 al 2000 è di per sé cosa di scarsa rilevanza; ma è innegabile che tale frivolezza sia stracarica di suggestioni piccole e grandi. Non a caso, da una ventina d’anni in qua, se qualcuno voleva stigmatizzare la persistenza di certe arretratezze, si esprimeva con frasi del tipo "Siamo quasi nel duemila e tuttavia..." C’era anche chi si sbagliava e diceva "Siamo ormai nel ventesimo secolo...", ma il concetto che si voleva esprimere era comunque lo stesso.

Avvicinandoci alla data fatidica, il tormentone si è aggiornato: da un paio d’anni siamo "all’alba del terzo millennio", si tratta di "traghettare [qualcosa] nel nuovo millennio", e via stereotipando. Dietro a tutto ciò, l’inesprimibile tentazione di pensare che un così appariscente cambio di data debba comportare un’altrettanto radicale svolta nella storia dell’umanità. O addirittura - replicando a mille anni di distanza - c’è anche chi teme la fine di tutto. Giorni fa, in televisione, si è dato spazio a uno scalmanato che vede nel Millennium Bug dei computer lo strumento dell’Apocalisse finale. In un talk-show, invece, si è dibattuto su una questione preliminare, che rischia di rovinarci la festa: è proprio vero che il terzo millennio comincia col 1° gennaio del 2000? O non dovremo aspettare ancora un anno prima di festeggiare?

L’interrogativo è stato ripreso da un lettore dell’Adige, che il 21 ottobre ha impostato rudemente la questione, parlando di "mistificazione" e dicendo che "basta un minimo di cognizione storica, matematica e soprattutto di comune buon senso per riconoscere la semplice realtà": Gesù Cristo è nato nell’anno 1, non nello 0, e dunque il 1° gennaio prossimo comincerà l’ultimo anno del secondo millennio, non il primo del terzo. Sarebbe auspicabile - è la conclusione - "per amore di verità, serietà e credibilità, che si dicessero alla gente le cose veramente come stanno".

Ne è seguito un alluvionale dibattito fra i lettori, che mentre scriviamo è tuttora in corso; un dibattito caratterizzato da un lato da un lodevole senso etico (bisogna assolutamente stabilire la verità dei fatti, e poi comportarsi di conseguenza), dall’altro da una totale incomprensione di quanto c’è di convenzionale in queste faccende: ché se anche è vero che Cristo è nato nell’anno 1 e dunque la festa andrebbe rinviata di 12 mesi, come si può pensare che il complesso mediatico-commerciale che già si è messo in moto (a Trento han cominciato a sistemare le luminarie fin da metà ottobre!) rinunci per amore della verità all’appeal di un passaggio 1999-2000 in favore di un insipido 2000-2001?

Per dimostrare l’una o l’altra tesi, ognuno ha la propria soluzione che considera irresistibile: soprattutto lunghe e ripetitive tabelle con le date d’inizio e fine di ogni secolo, buone per dimostrare sia l’ipotesi 2000 che quella 2001; ma c’è chi consiglia di "munirsi di un doppio metro flessibile e svolgerlo completamente fino a vedere la cifra 200 cm."; chi ritiene più efficace l’esperimento di riempire due casse mettendo in ciascuna mille mele; chi invece fa imbarcare su delle navi mille persone alla volta; chi pensa di risolvere ogni dubbio con dotte citazioni ("Asserisce il dott. prof. Contardo Baffi su ‘Elementi di Aritmetica razionale’, ed. Paravia: ‘L’1 è rappresentante di un solo oggetto. Il rappresentante di un gruppo nullo... Gli infiniti numeri naturali si rappresentano con dieci segni..."); chi ritiene sufficiente riprendere in mano l’antico pallottoliere; chi infine propone una mediazione: "Secondo me, entrambi gli schieramenti hanno ragione:... Se si fa riferimento al calendario si dovrebbe festeggiare il 2000/2001; se si fa riferimento alla matematica, il 1999/2000".

Incredibilmente, nessuno che scriva al giornale invitando i contendenti a impiegare le proprie risorse su tematiche di maggior rilievo; e quasi del tutto assente anche l’ironia.

Unica eccezione, il salomonico invito che una signora di Trento rivolge ai partigiani delle due fazioni "a convenire tutti insieme, al principio della primavera prossima, in una delle belle città della Toscana, là dove l’antico calendario data a partire dal 25 marzo, giorno del concepimento di Cristo, modo per festeggiare insieme il compimento del millennio in un’appagante cornice di natura, arte, cucina e cantina".

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