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La musica stonata della Banda Cittadina

Mugugni, lettere di protesta, assemblee straordinarie, dimissioni a raffica... Le inquietudini dei musicisti di Mezzolombardo.

Questi mesi, per la "Banda Cittadina di Mezzolombardo", più che d’Avvento si stanno rivelando giorni di Passione. Nel giro di poche settimane la gloriosa banda è stata segnata da una frattura che, anche nel caso di una conclusione positiva, può lasciare qualche crepa all’interno del sodalizio. Per ora, grazie anche alla mediazione dell’Amministrazione comunale chiamata in causa da alcuni genitori dei musicisti più giovani, le ostilità sono state sospese. Nulla di grave comunque, solo scontri verbali, dimissioni vere o solamente minacciate, ma un altro segnale che fa capire come anche nel mondo dell’associazionismo, solitamente contrapposto come esempio positivo alla rissosa politica, non sempre tutto fila liscio.

Veniamo ai fatti. Alla fine di ottobre, i responsabili della Banda Cittadina decidono di sostituire il maestro che dirige il Gruppo Giovanile, formazione composta dalle nuove leve - una ventina di ragazzi e di adolescenti - che dopo anni di corsi e di lunghe prove, pur facendo parte della banda a tutti gli effetti, si esibiscono spesso e con successo per conto loro. Dimostrando che evidentemente la tensione era già alta, i genitori dei musicisti esprimono immediatamente (due giorni dopo la notizia ufficiale) il loro disappunto per la rimozione del maestro Giovanni Dalfovo dalla carica di direttore del Gruppo Giovanile. La lettera, indirizzata ai responsabili della banda e per conoscenza alla federazione trentina dei corpi bandistici, ricorda i meriti dell’insegnante rimosso e respinge le motivazioni, definite poco chiare, che hanno determinato la sostituzione del maestro. La nota dei genitori, molto determinata, si conclude minacciando l’adesione dei loro figli ad un’altra formazione bandistica.

Il giorno dopo segue la nota dei giovani bandisti, un po’ più conciliante nei toni, ma che, dopo aver ricordato ancora l’ottimo e costruttivo rapporto con il giovane maestro allontanato, si interroga un po’ perfidamente sui prossimi rapporti con il nuovo responsabile, peraltro già da alcuni anni direttore della formazione maggiore.

A quel punto il direttivo della banda, sentendosi evidentemente leso nelle proprie prerogative, risponde a tutti con l’ennesima lunga lettera che si conclude con le dimissioni del presidente e degli altri dirigenti, non prima di aver ricordato ai giovani il lavoro profuso in loro favore ed il comportamento leale dei vecchi bandisti che, nel corso degli anni, hanno visto cambiare diversi direttori senza che questo sia stato per loro motivo di polemica.

A stretto giro di posta segue una nuova missiva (gran lavoro per i postini per la lite nella banda!); stavolta a scrivere è il maestro Marini, direttore della Banda Cittadina e d’ora in avanti chiamato a dirigere anche il Gruppo Giovanile, i cui componenti (anche se non all’unanimità) proprio a causa di questo fatto sono insorti, spalleggiati dai genitori. Marini ricorda il suo impegno ma anche i difficili rapporti con colui che di fatto è diventato il suo antagonista, il maestro Dalfovo; richiama i giovani ad un maggiore spirito di collaborazione e conclude annunciando anche lui le dimissioni, che, nella tormentata vicenda, non sono le ultime, visto che da lì a un paio di settimane seguono quelle da insegnante e da membro della banda di Giovanni Dalfovo (già rimosso come maestro del Gruppo Giovanile), che nella banda di Mezzolombardo suonava la tromba e che per conto della stessa formazione teneva diversi corsi musicali. Anche Dalfovo, nella sua lettera, fa trasparire un quadretto non proprio idilliaco, condito di sgambetti e invidie più o meno diffuse.

Nel frattempo il direttivo uscente è stato riconfermato dall’assemblea straordinaria della banda, convocata a tambur battente, per alzata di mano (ma dovendo votare in merito all’operato di persone presenti, non sarebbe stato preferibile il voto segreto?).

Ma poco è cambiato. Alle prove del Gruppo Giovanile, per ora, si presentano in pochi.

Marco Weber, dirigente della Banda Cittadina, si mostra dispiaciuto per la situazione, ma ricorda che il sodalizio è solido: 40 membri adulti e 90 ragazzi che frequentano i vari corsi musicali sono numeri rassicuranti. Ammette che nella vicenda i giovani bandisti, ad esempio nel corso dell’ultima assemblea, possano aver subito qualche pressione psicologica, ma ricorda che il direttivo ha il dovere, a volte spiacevole, di imporre decisioni non sempre condivise da tutti.

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