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Manifestazioni gemellate: ottima idea, purché…

Ciaspolada, Marcialonga e Rampilonga si alleano: benissmo, ma occhio alla speculazione.

Costruire turismo ed immagine attraverso lo sport, è questa la scommessa lanciata da tre grandi manifestazioni di massa trentine che si presentano in modo unitario: tre grandi appuntamenti - Ciaspolada, Marcialonga e Rampilonga - si sono gemellate per tenere alto il livello della partecipazione, per risparmiare nella pubblicizzazione, per rafforzare l’immagine turistica, insomma per sostenersi a vicenda.

Sono manifestazioni dai grandi numeri, che messe insieme coinvolgono 15.000 atleti, si svolgono in scenari ambientali unici e di grande pregio paesaggistico, vivono della forza e del coinvolgimento del volontariato. Senza quest’ultima grande energia, nessuna di queste manifestazioni potrebbe reggere l’urto provocato da cinquemila partecipanti e non si sosterrebbero i necessari servizi che atleti ed amici pretendono.

Questi appuntamenti stanno però vivendo situazioni differenziate. La prima, la Ciaspolada, è probabilmente l’unica che ancora, dopo 27 anni, mantiene un autentico spirito popolare e dove l’agonismo non è l’elemento determinante nel decretrarne la partecipazione. E’ ancora la festa delle famiglie, della gita organizzata, di persone che arrivano con carrozzine e cani, è la manifestazione della festa lungo tutto il percorso e che tale probabilmente si manterrà, e forse vedrà ulteriormente aumentare i partecipanti, qualora ci si decida ad intervenire su alcuni aspetti, come lo "speaker" (che troppo spesso interviene con commenti che sfiorano il razzismo lasciando sconcertati molti partecipanti), e dopo che si sarà tornati al percorso originario a Fondo, abbandonando il massacrante cross imposto sulle piste da sci della Mendola, tutto salite e discese.

La seconda è la Marcialonga, ormai da tempo divenuta solo una gara di massa per persone preparate, che negli storici "bisonti" riesce solo a vedere angoli di folklore, o l’assurda gara per chi arriva ultimo.

La Marcialonga soffre ormai il percorso, sempre più difficile da ricavare, in tante situazioni troppo stretto, con una partenza che fin dal principio imbottiglia e arresta troppi atleti. Vive pur sempre della gioia e del lavoro del volontariato che si snoda lungo tutti i Comuni delle due valli, di un percorso che segue il fondovalle in un paesaggio stupendo, con un innevamento che da un paio d’anni appare perfetto, grazie alla neve artificiale. Ma la Marcialonga non riesce ormai più a raggiungere i record di partecipazione degli anni Ottanta, anzi, stenta a mantenere i livelli degli ultimi anni stabilizzatisi attorno ai 4.500 partenti.

La Rampilonga di Moena è invece l’unica manifestazione estiva coinvolta in questa promozione: anch’essa vive grazie ad una partecipazione di massa (4-5.000 partenti), è la regina storica delle gran fondo di rampichino, si snoda su di un percorso impegnativo con forti dislivelli e coinvolge ormai solo atleti ben preparati: è impensabile parteciparvi senza allenamenti accurati e finalizzati a queste distanze. Ma in questi ultimi due anni la Rampilonga ha cominciato a soffrire la presenza di altre gare simili distribuite lungo tutto l’arco alpino: ben cinque nel solo Trentino.

L'obiettivo di questo "gemellaggio" è ben mirato, e così costruito mette in rilievo gli aspetti più positivi delle manifestazioni: l’inserimento nel paesaggio, l’assenza di grandi strutture destinate ad ospitarle, quindi flessibilità nell’organizzazione, valorizzazione del volontariato, promozione dello sport. Ma come hanno ben messo in evidenza gli operatori turistici di Fassa, la stagione invernale non ha ormai più bisogno di essere sostenuta da questi avvenimenti (discorso diverso va fatto a nostro avviso per la Ciaspolada e la valle di Non), mentre andrebbero investite ben altre energie e fantasia nella promozione del turismo estivo, sempre più sofferente, sempre più fragile, sempre più difficile da promuovere.

Questa operazione di immagine, questo collage di energie ha dato i suoi frutti garantendo alla Ciaspolada la tenuta degli iscritti dello scorso anno ed aiutando la Marcialonga in un leggere recupero. Ma attorno all’operazione si possono leggere anche motivi di perplessità. Questi appuntamenti, arrivati ad assumere dimensioni forse eccessive, possono provocare anche ricadute negative sul territorio?

Con la Marcialonga ciò era già accaduto negli anni Ottanta. Grazie a questa competizione, la valle di Fiemme aveva ottenuto la disputa dei mondiali di sci nordico del 1991, appuntamento che si era tramutato in una complessa operaziione speculativa che aveva visto il proliferare delle seconde case, il triplicarsi dei prezzi dei terreni edificabili, la costruzione della strada di fondovalle e delle varie opere con procedure e costi per lo meno discutibili, che sono state oggetto di attenzione anche da parte della magistratura.

Ora i mondiali ritornano in Fiemme con il 2003 e si dovrà anzitutto reintervenire sui trampolini di salto di Predazzo con una previsione di spesa di oltre 8 miliardi (ricordiamo che erano già costati 15 miliardi, che hanno portato al Comune un deficit di gestione annuale di 300 milioni e che, come si è letto in questi giorni, solo poche decine di spettatori assistono alle gare di livello internazionale); poi si dovranno ricostruire le piste ed il centro del fondo a Lago, con ulteriori, discutibili miliardi di spesa.

Ed anche sulla Ciaspolada piovono le polemiche. Ampi settori della popolazione dell’alta valle di Non sono convinti che l’attuale edizione della gara si sia volutamente tenuta al passo della Mendola, in località Campi di Golf, per promuovere il potenziamento dell’impossibile ed improponibile circuito sciistico del Roen.

E’ una critica che trova fondamento, visti i comportamenti assunti durante l’ultimo anno dal comitato che promuove questo sviluppo dell’area sciistica: i dirigenti non hanno mai partecipato al dibattito organizzato dagli oppositori, hanno boicottato il referendum di Cavareno, e quando hanno organizzato una serata informativa sul progetto, con una relazione introduttiva durata due ore hanno di fatto impedito la discussione.

Inoltre, proprio negli ultimi giorni dell’anno, hanno promosso incontri in tre Comuni chiedendo la sola partecipazione dei proprietari di seconde case.

Mentre tutto il Trentino lamenta i danni irreversibili - economici ed ambientali - che questo fenomeno ha causato, nell’alta valle di Non si promuovono impianti per offrire servizi ai proprietari delle seconde case. Come non sospettare che alle spalle di questo progetto vi siano tensioni e aspettative speculative?

E’ con questi dubbi che chiudiamo la presentazione del gemellaggio delle tre grandi gare presenti in provincia: accanto al fatto in sé positivo, non possiamo dunque trascurare altre attenzioni che questi appuntamenti fanno maturare.

Starà all’intelligenza dei futuri amministratori dei nostri Comuni indirizzare in positivo le tante energie e le tante aspettative che tali avvenimenti sportivi promuovono, ed evitare ricadute che porterebbero solo danni - come già detto - irreversibili.