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QT n. 11, 27 maggio 2000

Questotrentino: vent’anni e poi più?/2

Chiusa la sottoscrizione. Un bilancio economico e politico-editoriale.

Dopo quasi sei mesi dal suo avvio, possiamo chiudere la sottoscrizione per QT. "Questotrentino: vent’anni e poi più?" era l’interrogativo che allora ci ponevamo. Oggi, come possiamo rispondere?

Scindiamo due aspetti: uno strettamente economico e uno di spazio politico-editoriale. Dal punto di vista economico la sottoscrizione ha fruttato quasi 10 milioni (per la precisione: 9.627.000). Risultato incoraggiante in questi tempi di disincanto generalizzato (e infatti l’avvio faticoso ci aveva fatto temere il peggio), ma pur sempre la metà dell’obiettivo che ci eravamo prefissati. Fortunatamente la chiusura del bilancio del 1999 è stata più positiva del previsto.
Nella tabella riportiamo i dati essenziali dei nostri bilanci di questi ultimi anni. Si notano due punti: 1. il disavanzo, dopo aver prosciugato le riserve degli anni grassi, è stato in qualche maniera colmato proprio con le sottoscrizioni, che hanno dato 40 milioni la prima (4 sono imputati al bilancio ’96), 10 milioni quella attuale (5 andranno sul bilancio 2000). 2. Il disavanzo si è via via ridotto (dai 39 milioni del ’97 ai 6 del ’99): se riuscissimo a far proseguire questa linea di tendenza, saremmo salvi.

E qui entriamo nel discorso più generale, lo spazio, il ruolo del giornale.

Abbiamo già scritto della scomoda situazione di QT: in evoluzione da giornale bandiera della sinistra, a giornale che si rivolge a un pubblico più ampio. E quindi in mezzo al guado: con perdite sul fronte dei militanti duri e puri da una parte, ed essendo dall’altra ancora percepiti come giornale di schieramento.

In questi mesi - e anche la sottoscrizione lo ha messo in luce - ci sembra di esserci lentamente avviati verso la nuova sponda. Abbiamo cioè registrato perdite anche pesanti, pure sul piano umano, sul fronte della sinistra; il fatto che QT eserciti il diritto di critica anche sulle amministrazioni di sinistra non viene accettato facilmente (soprattutto quando magari si chiede coerenza con gli impegni assunti). Ma d’altra parte attorno al giornale abbiamo registrato a vari livelli un rinnovato interesse: nuovi redattori, nuovi collaboratori, nuovi lettori. Chi viene in sede trova facce nuove, di gente interessata e motivata.

A questo vanno aggiunte alcune svolte della vita politica della nostra comunità, che iniziano a rendere giustizia a alcune nostre (a suo tempo) scandalose prese di posizione: le nostre riserve sugli affarismi di Dellai, le denunce verso un doroteismo tuttora imperante, le critiche a una sinistra subalterna e indifferente ai contenuti, sono oggi più diffuse e hanno innescato ripensamenti che forse fanno capire meglio il ruolo di un giornale piccolo ma libero.

Insomma, le difficoltà non sono finite, ma le condizioni perchè QT vada avanti ci sono.