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I perché di un tracollo

La sconfitta del centrosinistra nella Piana Rotaliana.

La piana Rotaliana non è mai stata una Stalingrado, una roccaforte della sinistra, ma le recenti elezioni hanno dato una sonora legnata alle formazioni politiche che nei candidati e nei simboli si sono richiamate al centrosinistra.

A Mezzolombardo il candidato della Margherita e dei DS si gioca domenica le ultime speranze nel ballottaggio contro il vincitore morale (e probabilmente vincitore in assoluto) delle elezioni, Rodolfo Borga, uomo di destra a capo di una lista civica che al primo turno ha raccolto il 43 per cento dei suffragi contro il 28 del centro sinistra.

A Mezzocorona ed a San Michele per il centrosinistra è andata ancora peggio. I sindaci che avevano governato i due paesi negli ultimi cinque anni si erano ripresentati abbastanza sicuri del successo mettendo sul piatto (a San Michele in particolare) le eleganti brossure elettorali con le opere realizzate (poche) e quelle future (molte). Il sindaco di Mezzocorona è stato battuto per poche decine di voti mentre quello di San Michele ha perso con gran distacco.

La sorpresa non è del tutto giustificata anche perché, se non è facile comprendere le ragioni della sconfitta, non erano però mancati i cattivi presagi. Ad esempio, a Mezzocorona negli ultimi anni erano sorti ben quattro comitati popolari e un referendum in contrapposizione con l’amministrazione comunale. Dando per scontato che i comitati non hanno sempre ragione e spesso esprimono interessi limitati e talvolta perfino privati, è difficile non pensare che siano stati comunque sintomo, evidentemente sottovalutato, di un distacco tra il paese e l’amministrazione che avrebbe dovuto guidarlo. Un comitato era nato addirittura con lo scopo di spostare un semaforo qualche decina di metri più indietro rispetto a dove l’amministrazione comunale lo aveva voluto e testardamente e inutilmente difeso per mesi.

Lacerante anche il referendum. Un gruppo di cittadini, appena venuto a conoscenza delle intenzioni di realizzare un campetto di calcio, si era costituito in comitato ("Amici di Stont") e aveva avanzato una proposta alternativa, secondo la quale la maggior parte dell’area doveva essere destinata a parco. Le posizioni si erano radicalizzate. Era iniziato uno spigoloso braccio di ferro del quale abbiamo in parte già riferito nei mesi scorsi.

Da un lato gli amministratori comunali avevano snobbato il comitato convinti della bontà del progetto e del diritto di delega a loro legittimamente assegnato dalle elezioni amministrative. Dall’altra si erano schierati gli "Amici di Stont", forti di centinaia di firme sul loro progetto e sicuri di rappresentare la volontà popolare del loro rione.E così si è arrivati fino al referendum che, pur non avendo raggiunto per poco il quorum richiesto, aveva diviso il paese, e molti se la sono, come si dice, legata al dito.

La lista vincitrice, quella del nuovo sindaco Mauro Fiamozzi, che è difficile classificare come lista di centrodestra, ha promesso di non realizzare il parcheggio multipiano fortemente voluto invece dallo sconfitto centrosinistra. Quand’erano all’opposizione, gli uomini del nuovo sindaco, avevano dato battaglia al parcheggio ritenuto "uno scempio sia sotto l’aspetto ambientale che di gestione del territorio. La realizzazione di tanti posti macchina attirerà un maggior afflusso di traffico, e quindi aumenterà l’inquinamento, nel centro storico" - avevano sostenuto all’epoca gli attuali vincitori. Evidentemente gli elettori sono stati d’accordo. E a nulla è valso al sindaco sconfitto Trapin l’aver raggiunto l’ottimo risultato politico di aver evitato la realizzazione dell’odiata Sepi in cambio, com’è noto, della galleria ad ovest di Mezzolombardo.

A San Michele il malumore contro la vecchia amministrazione non aveva invece trovato espressioni così appariscenti come in quel di Mezzocorona. Ma anche se era difficile pensare ad una sconfitta così secca, erano molti quelli che auspicavano un ricambio. Tre, probabilmente, gli argomenti che hanno giocato contro il centrosinistra battuto. La pietosa vicenda del Mercatone Uno, che nonostante l’imminente riapertura ha visto il Comune di San Michele fare una magra figura; una variante "esagerata" del piano regolatore, e diversi problemi di "comunicazione", compreso qualche atteggiamento di arroganza politica. Neppure a San Michele, però, si può affermare che, sconfitto il centrosinistra, abbia vinto il centrodestra. Il nuovo sindaco ha dichiarato di essere simpatizzante di Berlusconi, ma la vicesindaca in pectore è fuoruscita "a sinistra" dalla vecchia maggioranza ed anche il consigliere più votato è noto per la sue simpatie socialiste.

Piuttosto, a San Michele come in gran parte della periferia, gli elettori hanno scelto - speriamo bene - i candidati ed i programmi che sono sembrati loro più credibili indipendentemente da valutazioni ideologiche che, peraltro, partiti e liste civiche hanno volutamente annacquato.

Alto (oltre l’80 per cento) in tutta la Rotaliana il grado di partecipazione al voto che fa intendere un buon grado di interesse per l’amministrazione del proprio Comune.