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L'uso subdolo dell'informazione sul caso PiRuBi.

Giampaolo Visetti, direttore dell’Alto Adige, e Roberto Colletti, responsabile delle pagine economiche dello stesso giornale, si sono schierati per la PiRuBi. Posizione pienamente legittima. Il punto è un altro: non le posizioni aperte, ma quelle striscianti. L’uso subdolo dell’informazione, per far arrivare trasversalmente il messaggio.

Quattro esempi. L’Adige del 1° luglio, titolo: "Parte la nuova sinergia con il Veneto". Occhiello "Dellai: ‘Sì alla Bocconi del Nordest, più affari aiuteranno le due regioni". Sotto una tale titolazione dovrebbe svolgersi "il dibattito sulla scelta tra il modello...". Per evitare che il lettore prenda la strada sbagliata, interviene ancora una scheda d’apertura: "La nostra provincia deve seguire il modello tirolese costruito in cinquant’anni dalla Svp, oppure prendere come punto di riferimento il laborioso Veneto?" A questo punto il lettore che non si orienta verso i "laboriosi" veneti è irrecuperabile.

Alto Adige del 25 giugno, dopo un convegno a Bolzano organizzato dai DS sui trasporti attraverso il Brennero. Relatori autorevoli, dal ministro Bersani, all’amministratore delegato delle FS Cimoli, a Durnwalder, ecc. Leit motiv della giornata: dalla gomma alla ferrovia, e pesci in faccia all’assente Dellai, che vuole nuove autostrade nelle Alpi. Moderatore del convegno: Visetti, direttore dell’Alto Adige. Prima pagina dell’Alto Adige (pur all’interno di una titolazione articolata): "Bersani... non vanno demonizzati i Tir’".

L’Adige del 21 giugno: titolo in prima pagina "Pirubi, le cifre segrete". Sottotitolo: "Meno 40% di traffico: e Pacher disse sì". Occhiello: "Le previsioni: 25.000 veicoli in meno in entrata in città nel 2010 con la Valdastico". Poi si spiega che da uno studio sulla mobilità si prevede che nel 2010 "all’altezza di S. Donà, cioè all’imbocco di Trento, grazie alla Valdastico i veicoli saranno ridotti di ben 25.000 tra auto e camion: meno 40% del traffico". Santa Pirubi insomma.

Com’è possibile? Si tratta di dati birichini che l’assessore Grisenti ha tirato fuori dal cappello a cilindro. In Provincia se ne accorgono e gli dicono di non insistere. Chi insiste è L’Adige, che l’indomani spiega l’inghippo, ma all’interno di un lungo e contorto articolo, e sotto una tabella e una titolazione che ancora attribuisce alla Pirubi miracolosi effetti sul traffico fra Trento e Pergine (che stavolta cala, non più del 40%, ma solo del 29%). L’inghippo consiste nell’accoppiare gli effetti della costruzione della PiRuBi agli effetti di "una serie di interventi mirati alla limitazione del traffico sulla Valsugana: divieto di transito in fasce orarie al traffico pesante", ecc. Insomma, si vieta il traffico nella Valsugana, e poi si attribuisce il merito alla Pirubi.

L’Adige del 26 giugno. "Lorenzo Dellai, ‘colpevole’ di aver resuscitato il progetto della Pirubi e di aver dato il via libera a nuovi impianti in val Jumela, è finito nel mirino di Andrea Castelli" che lo ha toncato per interposta persona nelle acque del fiume. Questa è l’informazione corretta; che però appare solo nella didascalia di una foto a pag. 11. In prima pagina, il titolo di apertura va in direzione opposta: "Dellai non decide? Toncato". A ribadire il concetto ci pensa il trafiletto, sempre in prima pagina: "A mollo questa volta è finito proprio lui, il Principe Lorenzo. E’ stato ‘toncato’ per non aver deciso. Non ha deciso sulla Valdastico, non ha deciso sulla Val Jumela e non ha deciso sull’aeroporto." Insomma, il lazzo di Castelli viene ribaltato: Dellai non viene punito per aver proposto l’indecente Pirubi, ma per non averla ancora fatta . Il giorno dopo L’Adige va avanti senza più remore: "Troppe non-decisioni per il presidente della giunta provinciale, che non ha deciso sulla Valdastico, non ha deciso sulla val Jumela, non ha deciso sull’aeroporto. Inevitabile la ‘tonca’". E sul concetto ormai consolidato si butta la Lega, che emette apposito comunicato-stampa: "Castelli, come è noto (!!) ha ‘toncato’ proprio il presidente della Provincia per le sue difficoltà a decidere..."

Una mistificazione da manuale di giornalismo.