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Restaurare? Sembra facile...

Una chiesa a Mezzolombrado, un palazzo a Mezzocorona, una cappella a Roverè della Luna: storia di tre interventi contestati.

"Voglia gradire, Egregio Signor Sindaco, le convinte congratulazioni di uno storico dell’arte da anni attento alle problematiche del territorio. Di un intervento così Lei e la Sua amministrazione possono davvero andare orgogliosi."

La chiesa di San Pietro a Mezzolombardo.

Così si conclude la lettera che lo storico dell’arte Pietro Marsilli ha recentemente inviato al Comune di Mezzolombardo a proposito del restauro della casa del custode del cimitero del paese. Un intervento che ha di fatto esaltato la bellezza dell’adiacente chiesa di San Pietro che dall’omonimo colle domina la borgata rotaliana, bellezza che prima del restauro era in parte celata dietro la spropositata mole della casa di servizio al camposanto.

La chiesa di S. Pietro era stata indicata dal Marsilli, all’interno della "Guida ai Segni del Sacro", edita dall’Azienda di Promozione Turistica del Trentino, come uno dei più significativi esempi di gotico nella nostra provincia. Lo storico esprime ora tutta la sua soddisfazione per il fatto che il progetto dell’architetto Bruno Pedri di Salorno, nonostante le numerose resistenze e perplessità sollevate, ha trovato piena attuazione ed ha permesso, grazie ad una riduzione dell’altezza e del volume della vicina casa, di rendere più visibile anche da lontano il monumento gotico del ‘500. Infatti, viaggiando verso Mezzolombardo, basta alzare lo sguardo per notare la differenza: l’inconfondibile profilo della chiesa di San Pietro risalta sul colle in tutte le sue angolature.

Chiamato nel 1993 a progettare il restauro della casa del custode del cimitero, una costruzione del 1904 realizzata scimmiottando il gotico della vicina chiesa, l’arch. Pedri propose di abbassare di alcuni metri l’edificio e di "ripulirlo" contestualmente delle finestre a forma d’ogiva e dei bassorilievi. L’intervento di restauro, abbassando e correggendo quelle che lo storico dell’arte definisce "brutte bugie di inizio secolo", ha fatto giustizia del rapporto, che non poteva essere paritetico, fra la chiesa e quella casetta.

L’idea di Pedri non venne accolta entusiasticamente, anzi. Si osservava che si sarebbe perso del prezioso volume urbanistico e che il finto gotico doveva essere considerato un falso di valore. "Per un momento - racconta l’arch. Pedri - di fronte al montare delle perplessità nei confronti della mia proposta, avevo pensato di rinunciare all’incarico". Tante erano state le resistenze nonostante che, oltre tutto, il progetto presentasse degli apprezzabili vantaggi anche sotto il profilo economico.

D’altronde qualche grana l’architetto di Salorno l’aveva già avuta in quel di Mezzocorona e nella vicina Roverè della Luna. A Mezzocorona Pedri ha progettato e diretto il restauro di Palazzo Firmian, residenza nobiliare decaduta rimessa a nuovo e ora adibita a municipio Anche allora, di fronte alla proposta di abbassare di un piano l’edificio allo scopo di eliminare una sopra elevazione di recente fattura, si scatenarono i critici. Due architetti che all’epoca rappresentavano l’opposizione autonomista, battagliarono non poco contro il progetto e per poco non la spuntarono. Visti i tentennamenti dell’amministrazione comunale, l’architetto dispose una repentina accelerazione dei lavori di demolizione del sottotetto tale da rendere irreversibile l’originaria scelta progettuale. Ma non sono mancate le soddisfazioni. Il restauro di palazzo Firmian, con il recupero dei preziosi dipinti del Trogger, è stato riportato a mo’ di esempio dalla Rivista del Paesaggio, edita dalla Provincia di Trento.

Anche il restauro della cappella di Sant’Anna, nella piazza di Roverè della Luna, ha portato, accanto alla soddisfazione per l’opera realizzata con la scoperta di affreschi raffiguranti una danza macabra, una bella denuncia a carico del progettista. Gli ispettori della Provincia vennero chiamati a verificare la regolarità della documentazione tecnica ( progetto, varianti in corso d’opera, ecc.) in seguito all’esposto di un amministratore evidentemente non contento che il restauro avesse modificato la chiesetta riportandola alle originarie fatture gotiche. Alla fine, invece, anche il restauro della cappella e degli affreschi di Roverè della Luna sono diventati la giusta occasione per la stampa di un bel libretto illustrativo.

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