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Un golpe molto presunto

Su L'Adige estivo la notizia di un prossimo ribaltone a QT, con defenestrazione del direttore.

"Tempesta su QT, tutti contro Paris" - è stato il titolo con cui il 24 agosto L’Adige ha annunciato l’imminente golpe a Questotrentino. Abbiamo così appreso che "la permanenza di Paris alla guida del giornale comincia a vacillare", che "per settembre è convocata un’assemblea della cooperativa che edita il giornale, e lì si deciderà il da farsi", cioè arrivare alla resa dei conti con "Paris e la linea editoriale ‘pirata’ di Questotrentino".

L’accusa: "la rottura tra Paris e tutta la dirigenza dei DS e il mondo della sinistra". Grande accusatore, Renato Ballardini; e alle sue spalle "l’establishment dei DS del Trentino, ‘azionista di riferimento’ del giornale".

In realtà non ci sarà alcuna assemblea né a settembre né ad ottobre; nessuno mette in discussione la direzione di Paris; Renato Ballardini continua ad essere l’editorialista più apprezzato di QT.

E più in generale il giornale non ha "azionisti di riferimento", il suo capitale è il lavoro che - gratuitamente - i redattori e tutti i collaboratori prestano (alcuni quotidianamente, altri settimanalmente, altri ancora quindicinalmente) affinché il giornale esca, e tutti costoro contribuiscono a elaborare la linea del giornale, che non è il frutto delle pensate del solo direttore.

Tutte fandonie quindi quelle riportate da L’Adige?

Un fondo di verità c’è. QT, nei suoi vent’anni di esistenza, non è mai stato voce di alcuna formazione politica; si è sempre però mosso nell’ambito dell’orizzonte culturale della sinistra, venendo spesso vissuto, in una realtà in cui la sinistra era minoritaria e talora maltrattata dalla stampa, come una bandiera, un punto di riferimento. QT non era un giornale della sinistra, ma di sinistra: e ad essa – quasi esclusivamente - si rivolgeva. In questi ultimi anni il giornale ha progressivamente abbandonato questo punto di riferimento: pur tenendo fermo l’orizzonte culturale complessivo, il referente principale non è più il militante di sinistra, ma il cittadino desideroso di informazione libera e non condizionata dai palazzi.

Questa evoluzione non è stata del tutto indolore. Soprattutto quando, arrivata la sinistra al governo, anche su di essa si è esercitato il diritto/dovere di critica di un libero organo di stampa. E soprattutto nell’ultimo periodo, quando QT ha individuato in Lorenzo Dellai - leader (troppo) indiscusso del centro-sinistra - il restauratore dei rapporti dorotei con il mondo degli affari e delle lobby; e nell’attuale governo provinciale di centro-sinistra un momento negativo.

Queste posizioni hanno provocato un dibattito nella redazione e qualche frizione con chi, redattore, riveste anche cariche dirigenti in forze politiche. Ma il tutto è rimasto nell’ambito di un naturale e salutare confronto. E l’assemblea che dovrebbe destituire il direttore, è invece un utile tentativo auspicato da Renato Ballardini per coinvolgere ancora nel sostegno al giornale personaggi di sinistra che da QT si sono allontanati.

Questo abbiamo tentato di spiegare in un’intervista a Pierangelo Giovannetti de L’Adige, per correggere l’impressione di un golpe suscitata dal primo articolo.

Ne è uscita invece l’immagine di un giornale non solo indipendente, ma addirittura avversario della sinistra; il tutto grazie ad un gioco fatto di tante piccole forzature, che cambiano il tono del nostro discorso. Così il giudizio fortemente negativo su Dellai e la constatazione dell’incapacità dei DS in giunta di contrastare il presidente, diventa - eliminato ogni riferimento a Dellai - "un giudizio fortemente negativo della presenza in giunta provinciale dei Ds"; la valutazione positiva dell’operato di Bruno Ballardini come sindaco di Rovereto, con il punto negativo della scommessa fin qui perduta del Mart, si ribalta nel suo contrario ("siamo stati critici contro la giunta Ballardini a Rovereto, o contro l’operazione Mart, che è un grande bluff"). E così via.

In conclusione, ai tanti lettori che si sono allarmati per il presunto golpe, telefonandoci o fermandoci per strada, e a quelli che possono pensare a un opposto snaturamento del giornale, vogliamo dire: non è di questi pericoli che soffre Questotrentino. E dunque se continuerete a leggerci e a sostenerci, continueremo a fare un giornale libero, che indaga sulla società trentina senza timori reverenziali per nessuno.