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Questotrentino e la sinistra 1

Valduga Franco

Mi ha sorpreso non poco la pagina dell’Adige dei primi di questo mese col titolone e le dichiarazioni di numerosi compagni che non comprano nemmeno più Questotrentino, tanto forte è il loro "disaccordo nei confronti della linea editoriale e del direttore Ettore Paris da parte di molti dei soci fondatori e di gran parte dell’establishment dei Ds del Trentino, azionista di riferimento". In discussione sarebbe "la linea editoriale e il ruolo che il periodico andrà ad assumere nel contesto politico provinciale".

Ciò che colpisce non è tanto l’esistenza di un disaccordo sulla linea del giornale, o meglio di un suo redattore. Colpisce che il disaccordo abbia portato all’abbandono, senza nessuna critica alla linea, ai temi, ai contenuti, al tono degli articoli di Ettore Paris. Altrimenti i problemi sarebbero stati superati, si sarebbe trovato il modo di controbilanciare gli articoli di Paris con altri (non mi piace pensare che Paris sarebbe stato costretto a scrivere cose che non condivideva). Ne sarebbe uscito un giornale con più punti di vista, più interpretazioni di ciò che accade, come è giusto che sia. Di più: come la sinistra ha assoluto bisogno che sia, sempre, ma in particolare in un momento difficile come quello attuale.

Mi risulta incomprensibile (diciamo così) quest’assenza di dibattito con chi fa il giornale, questo evidente ritirarsi di chi non è d’accordo con l’impostazione che sembrerebbe di uno solo, Paris. Le cui colpe sarebbero quelle di aver attaccato Albergoni prima, poi Bruno Ballardini e ora Dellai. Quasi che esistesse ancora il delitto di lesa maestà.

Non posso giudicare gli articoli su Albergoni e Dellai, ma quello sull’amministrazione comunale di Rovereto non mi sembrava davvero un attacco. C’erano forzature? Le colonne di Questotrentino mi sembra siano sempre state aperte a tutti, figurarsi se non potevano essere aperte agli "azionisti di riferimento" per correggere cose non vere, forzature o anche semplicemente considerazioni non condivise esposte da Paris. Limitarsi a non leggere più il giornale mi sembra una reazione non tanto indovinata. Sicuramente non di sinistra. Denuncia una tendenza a farsi regime. Teniamo presente che Questotrentino è l’unico periodico di sinistra in Trentino. Ha senso che proprio la sinistra lo butti a mare perché presenta aspetti spinosi?

Mi sembra che il problema non riguardi tanto - o per lo meno non solo - "il ruolo che il periodico andrà ad assumere nel contesto politico provinciale", quanto cosa pensa di fare la sinistra se si sottrae alla discussione, al confronto anche duro al proprio interno, con un giornale "amico".