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Federazione: maquillage ottobrino

Cambiamenti al vertice della Federazione Cooperative: il maquillage di superficie e i problemi di fondo.

Rivoluzione. Questa la definizione usata dai mezzi di comunicazione quando la Federazione Trentina delle Cooperative ha cambiato i vertici operativi. Ma quel mercoledì 25 ottobre è stato davvero sovversivo per il palazzone di via Segantini? Insomma, si è trattato di una rivoluzione d’ottobre o di una pura operazione di maquillage?

A leggere i resoconti della stampa pare proprio rivoluzione. Umberto Dallazuanna passato da direttore a segretario generale, ovvero incaricato d’ora in poi di occuparsi unicamente di cose politiche. Franco Merzliak passato dalla direzione di Cassa Centrale (dove era arrivato non molti anni fa) alla direzione tecnica della Federazione. Enrico Cozzio passato dalla responsabilità del Reparto Consumo a quella delle Cooperative di Lavoro, Sociali, Servizi ed Abitazione. Mauro Dallapè promosso alla responsabilità del Reparto Consumo. Bernardino Santoni ha assunto l’incarico di responsabile della neonata AreaServizi. Walter Liber (direttore di Radio Dolomiti) assumerà il ruolo di capufficio stampa.

Due domande rimangono in sospeso: si è trattato di promozioni o di bocciature? E poi: è sufficiente tutto ciò per far dire ad Angeli che il movimento ne guadagnerà?

La prima domanda, in verità, potrebbe sembrare oziosa: il vertice della Federazione ha fatto le scelte che gli parevano più appropriate. Se è assodato che Dallazuanna assume un compito più consono (occuparsi di politica insieme al presidente Angeli, di cui è fedele collaboratore), resta un dubbio: perché Merzliak ha attraversato la strada? Perché un uomo che si è sempre occupato di finanza all’improvviso fa il capo del personale in un’azienda che con la finanza non ha nulla a che vedere? Avrà credito il pettegolezzo secondo cui ci sarebbe stato uno scambio Angeli-Senesi? "Io ti do Dallachiesa, tu mi dai Merzliak" (Romeo Dallachiesa era responsabile del Reparto Credito in Federazione ed ora è vicedirettore di Cassa Centrale).

E Dallazuanna? Promosso o promoveatur? Di certo per Dallapè si tratta di una vittoria strepitosa dei presidenti del consumo su Angeli, che probabilmente avrebbe gradito qualcun altro.

Quanto alla seconda domanda, non saranno certo i nuovi dirigenti a rivoluzionare un movimento complesso. con punti di vivacità, ma anche con qualche sofferenza di troppo. Il credito, per esempio, non sta godendo di ottima salute. Si progettano fusioni ma, com’è accaduto a Lavis e Giovo, non sempre la genteè d’accordo: i campanili fanno ancora tanta ombra.

E il consumo? Il miracolo Coop Italia ha certamente rasserenato un cielo che all’inizio degli anni Novanta si era fatto plumbeo, ma è tutto risolto? Ferve ancora il dibattito sul dettaglio del Sait: passarlo alle Coop o tenerlo?

E poi ci sono le Cooperative giovani (Lavoro, Servizi, Sociale Abitazione), non sorrette da una grande base economica e capaci talvolta di tonfi o scivoloni maldestri. Si pensi alle difficoltà dal Consorzio Territorio Ambiente di qualche anno fa o alla più recente liquidazione della Cooperativa Sociale Emancipa. Per non parlare dei problemi delle Cooperative Edilizie.

Fra un triennio Pierluigi Angeli abdicherà e probabilmente quello sarà il momento della verità. Non è detto infatti che ciò che Angeli riesce a tenere unito riesca anche al suo successore. Allora si porrà il problema vero, oggi affrontato nei convegni con i professoroni, e poi sempre rimosso nell’agire quotidiano: le coop, nel 2000, stanno insieme attraverso equilibri politici e di potere, o perché esprimono una maniera di stare assieme e di lavorare adeguata ai tempi?