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Requiem di Mozart: una lodevole scampagnata

Quasi ogni volto pareva dire con orgoglio:"Quello che suona lì è mio figlio (fratello/amico...)"- nella grande scampagnata in cui si è parzialmente mutata l’esecuzione del Requiem di Mozart. Una massa di ascoltatori notevole era presente venerdì 1° dicembre, in Duomo, a Trento. Bambini, coppie con sedioline pieghevoli, nonni, zie, fidanzati hanno affollato il sacro edificio per l’esibizione di un quasi altrettanto folto numero di orchestrali e cantanti.

Era del resto accattivante questa serata di musica classica, un concerto gratuito, un’opera dal valore indubitabile, ultraconosciuta e, nell’ombra, una certa allure devozionale. Assolutamente irresistibile, quasi al pari di certe riunioni organizzate da Comunione e Liberazione per analizzare l’opera di don Giussani.

Al di là di una spontanea ironia, nell’insieme è stata una serata degna di lode. In parte, per la buona prova fornita dall’orchestra dell’università, in parte per la validità del programma.

Meno interessanti i coristi, anche se, nel complesso, attenti e solidi nei passaggi complessi. I solisti sono stati la vera spina nascosta, quando abbiamo tentato di cogliere i pregi di questa rosea esecuzione. Il pubblico era comunque molto soddisfatto e al termine l’applauso è stato lungo e quasi commosso.

Limitato il solito effetto fuggi fuggi verso casa, forse anche per la durata abbastanza limitata dello spettacolo. Alle dieci e mezza già tutto finito, tranne i campanelli congratulanti di spettatori e esecutori.

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