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Roncafort: le troppo promesse tradite

Moreno Marighetti

Il 17 gennaio, leggendo il giornale l’Adige, sono rimasto particolarmente colpito dall’articolo relativo ai futuri lavori pubblici che verranno realizzati nella zona di Vela e di Montevaccino.

Non me ne vogliano gli abitanti di Vela né di Montevaccino, ma trovo deprimente scoprire ancora una volta quanto poco è tenuta in considerazione la periferia a Nord di Trento ed in particolare mi riferisco a Roncafort.

Da circa quindici anni a questa parte di parole ne sono state dette tante: giunte comunali di centro, centrodestra e ora centrosinistra hanno evidenziato nei loro programmi la necessità di riqualificare la periferia, promettendo, per quanto riguarda Roncafort, futuri interventi quali una piazza, un’area verde, un centro civico e chi ne ha più ne metta.

Ora, lungi da me fare una guerra fra poveri, conosco bene le condizioni sociali sia della Vela e in parte anche di Montevaccino, ma una domanda mi sorge spontanea: in che modo in giunta comunale si stabiliscono delle priorità? Roncafort conta più di 1.500 abitanti, ha subìto scelte urbanistiche deplorevoli, è privo di qualsiasi parvenza che lo possa far considerare un quartiere, prossimamente subirà un ulteriore impatto ambientale e sociale con la costruzione di una squallida massicciata di appartamenti I.T.E.A., (senza considerare quelli già presenti) che ricordano i tetri palazzi del socialismo reale dei paesi dell’est.

La sala civica non esiste più, le due associazioni di volontariato presenti sul territorio per poco non rimanevano senza sede ed ora ne dividono una insieme, non esiste una piazza e non ci sarà mai, perché quella ipotizzata sarà in verità il piazzale interno del "quartiere bulgaro" (futuro quartiere I.T.E.A.). Non esiste un negozio di alimentari, un’area verde, una struttura sportiva, un centro giovanile; in alternativa a tutto ciò è stato costruito un sovrappasso ferroviario inutile e difficile da percorrere, un gran premio della montagna per i ciclisti più allenati ma non per i nostri anziani o le nostre signore in bicicletta.

Ora, dopo aver letto che il Comune nella zona di Vela si assume l’onere di 2 miliardi e 250 milioni per la realizzazione di un negozio e di un centro servizi e per quanto riguarda il look di Montevaccino, mi chiedo: quali santi in Paradiso bisogna avere per essere presi in considerazione o meglio quali politici bisogna avere ai banchi della giunta comunale?

Scusatemi, amici della Vela e di Montevaccino, ma di fronte a questa ennesima prevaricazione non posso rimanere indifferente e non vi nascondo una certa rassegnazione e delusione per tutte quelle promesse tradite che mi inducono ancora una volta a riflettere sulla credibilità della politica attuale.

La comunità di Roncafort, ai margini della città del Concilio, è nauseata da queste demagogie e anche da quanti in seno alla giunta potrebbero avere un peso e purtroppo, lasciato il sovrappasso alle spalle, si dimenticano troppo in fretta di quanto si era promesso.

Concludo augurandomi che se i politici di turno riterranno utile rispondere a queste mie considerazioni non si nascondano ancora una volta dietro le solite retoriche del tipo "stiamo attendendo il nuovo programma sociale, il piano regolatore, gli espropri, la giunta precedente ci ha lasciato in questa situazione" e via dicendo...