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Giovani trentini crescono

I due dischi di un giovane pianista trentino, Patrick Trentini

Si può essere fieri dei giovani talenti di Trento. Questa volta però, non è il caso di pensare immediatamente ad Alessia Merz o a Daniele Groff. Si tratta di un giovane pianista, già più volte sotto le luci dei riflettori per la sua attività con l’orchestra Haydn: Patrick Trentini.

Recentemente il ventiquattrenne talento si è affacciato al difficile mondo della discografia, con l’uscita pressoché contemporanea di due cd. Il primo di cui gradiremmo parlare è il suggestivo "Via Augusta", un’opera molto coraggiosa che raccoglie alcuni brani di compositori italiani e spagnoli. In un immaginario viaggio sulle orme di pellegrini e crociati si susseguono pezzi ammaliatori e misteriosi come "La andaluza sentimental" di Joaquin Turina dall’opera "Mujeres Españolas" e l’intimista "Tre pezzi virtuosi" di Massimo Priori. Un repertorio dal gusto moderno e piuttosto insolito che il giovane Trentini ha già portato in tournée in Spagna, ottenendo il favore del pubblico.

Altri brani del cd sono, sempre di Joaquin Turina, "La madrilena clasica" e "La morena coqueta"; di Riccardo Zandonai, "Melenis"; di Andrea Mascagni, "Sonatina per pianoforte"; brano che ricorda le atmosfere mistiche di Satie, in cui si può apprezzare tutta la solidità di Patrick Trentini, il quale, sapientemente, dona un timbro energico tale da non permettere al brano di perdersi nell’etereo spazio fra battute sospese. Non è un passaggio brutale poi, quello da Mascagni a Manuel Palau di "Preludio a Castilla", dove nuovamente, ma con più ritmo, torna il fascino dei puntini di sospensione, quasi come fiato caldo in una giornata umida e fredda; e, infine, il tocco di Patrick Trentini si fa assertivo nell’esecuzione di una fantasia per pianoforte intitolata "Rondo de danzas breves" op. 115 di Roman Alis. Il tutto edito presso Phoenix Classics.

Meno originale anche se non per questo meno interessante la seconda fatica del giovane pianista; in esso Patrick Trentini esegue la Sonata in si minore di Franz Liszt e "Mazeppa", studio di esecuzione trascendentale, come recita il sottotitolo, sempre di Liszt. A seguire la Sonata n.2 in sol minore op. 19 di Alexander Scrjabin.

Le suggestioni sono sempre le stesse, quasi che Trentini avesse già, alla sua giovane età, trovato una sorta di cifra stilistica: un romanticismo pensoso, condito da una buona dose di virtuosismo. La sonata in si minore comincia con un gioco di attese, che si apre ben presto in un trillare di scale spaccadita, dove trionfano la forza e l’energia del giovane esecutore. Soprattutto, ciò che colpisce l’attenzione dell’ascoltatore però, è il ritmo. Il gusto sapiente per il contrasto fa danzare le mani di Patrick Trentini alle più disparate velocità, eppure egli torna ad essere misurato, nel cogliere, sempre sagacemente, ogni piccolo mutamento della partitura. Un’energia al servizio dell’espressività che si ammorbidisce nei passaggi languidi, ma torna poi a colpire intensamente quando la successione di note si fa serrata.

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