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Il silenzio della Pizia

Lavoro di ricerca, su sesso e potere, di Elena Marino, ispirato alle "Eumenidi " di Eschilo.

Immaginate di trovarvi ad Atene, seduti nel teatro di Dioniso. Oggi danno le "Eumenidi" di Eschilo, prima assoluta. Siamo nel 458 a.C. e gli attori, come sempre, sono nostri concittadini. Ateniesi come noi, nessuno chiede loro di saper recitare. Ci rappresentano al meglio perché sono se stessi.

Tabula rasa: questa è Trento, la platea dell’ex-Michelin; nel 2001, davanti a noi non c’è Eschilo, ma Elena Marino con le sue "Voci della terra". Spettacolo fin troppo alternativo, difficile, elitario? No, è mutata la cultura, la capacità di recepire messaggi occultati come facevano gli antichi. Vale più il contenuto del contenitore e i professionisti, i prestigiatori della parola, sono accessori. Non vorremmo scomodare i morti, ma la forza del neorealismo era nella gente presa dalla strada. Chi ci vive accanto non recita, è. Oracoli, nostalgie, giochi di potere. Il prologo è la chiave; ispirato alle "Eumenidi", racconta di come Apollo spodestò la Pitonessa e divenne a sua volta un profeta. Tramite la Pizia, gli uomini ottenevano responsi spesso "oscuri", "obliqui" come il dio, e li piegavano al proprio tornaconto.

Ma ecco delle risa. Tre ragazzi s’inseguono fra il pubblico, sul palco, cercano di prendersi, finché Silvia urla "Smettetela!". Bisogna evocare la Pizia. Il rito s’interrompe, la formula spezzata non funziona. Silvia si distrae pensando a Delfi, cita Beckett: "Ti stai accorgendo che cominciamo a ripetere le stesse cose?". Scaltra, lascia i maschietti in boxer e calze a rete, li tocca, li accuccia con il frustino. Saranno loro le sibille! Invece è lei a subire un’orgia sadomaso. La Pizia si dimena dietro un telo che Fabrizio, invasato, indossa come un peplo. Ancora nulla. Inizia la cerca, i tre seducono un "prescelto" perché porga la domanda più importante. Incatenato a una sedia, a petto nudo, Andrea nicchia, litiga da solo, non sa; "premio di consolazione" la morte, come nelle "Baccanti" di Euripide: Apollo e Dioniso uniti nel sacrificio. La Pizia (uomo) si fa avanti, posa la mano sulla spalla di Silvia. Ha mosso i "sacerdoti" come burattini, affermato il suo potere, non il suo volere. I gesti che tracciava… traditi da tre clown che hanno smarrito il filo della storia, usato la divinità per legittimare un assassinio. Un’altra vittima è caduta nella trappola, come il barbone del "Guardiano" di Pinter.

Terzo capitolo di Elena sugli elementi, la pièce è un mix di sesso e potere alla Pasolini, che rifiuta un militante femminismo. Trespoli, gabbie di legno, suoni elettronici e 99 Posse in un nero dominante.

Perfetti Andrea Brunello e Silvia Furlan, ottima la mimica di tutti.

La loro è una ricerca che non trova pace, stesura su stesura. Chissà che col fuoco, dopo aria acqua terra, il cerchio non si chiuda…

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