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Massimo Biasioni: musiche per Nietzsche e Wagner

Wagner è l’artista ideale di Nietzsche in "La nascita della tragedia", ma diventa poi il suo bersaglio polemico in "Così parlò Zarathustra" in cui è rappresentato come un vecchio mago incantatore disgustato di se stesso, tutto menzogna e incantesimi. Gli scritti antiwagneriani hanno ispirato l’opera di teatro musicale "Nietzsche contra Wagner", proposta anche al Teatro Sperimentale di Trento, dove ha riscosso un’ottima accoglienza.

Massimo Biasioni, autore delle musiche di "Nietzsche contra Wagner".

L’idea di questo progetto è stata del musicista Giuseppe Calliari, il quale, con la sua attività di organizzatore di eventi particolarmente attento al rapporto letteratura-musica, ha fornito notevoli contributi al panorama culturale cittadino. Inizialmente però questa operazione ha mosso qualche perplessità nel compositore trentino Massimo Biasioni, poiché, a suo dire, "mettere in musica un filosofo pone grossi problemi drammaturgici, come li pone il confrontarsi con quel genio della drammaturgia che era Wagner. La lettura dei testi scelti da Giuseppe Calliari mi ha però convinto: non si tratta di una mera speculazione filosofica, ma di una vicenda umana (...troppo umana), la rottura di un’amicizia, vissuta come scavo nel rapporto fra passione e raziocinio, vissuta come lacerazione indelebile. In una parola, dramma, e come tale descrivibile e rappresentabile".

L’opera consiste in un monologo, dove le parole di Nietzsche sono state affidate all’attore Ernesto Goio, ed in interventi di musica elettronica composta con materiali tratti da Wagner e Bizet, ed altri puramente sintetici.

A questo proposito Biasioni specifica: "Ho cercato di fare in modo che la musica non si limitasse a semplice commento o (vade retro!) sottofondo, ma che diventasse il reale interlocutore di Nietzsche, un interlocutore non presente visivamente in scena, ma presente con mezzi forse più potenti di quelli fornitici dal nervo ottico. Un interlocutore scomodo, invadente, che arriva a sommergere l’attore, a rovesciare il senso di quanto espresso verbalmente, e (citazione dal Parsifal di Wagner, n.d.r.) ad allargare la profonda piaga che lacera il suo costato".

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