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Il piccolo miracolo sportivo della Rotaliana

Dopo il volley, anche la pallamano: per un pelo la squadra di Mezzocorona non conquista la serie A.

La pallamano trentina, per merito del Gruppo Sportivo Pallamano Mezzocorona, ha sfiorato la promozione in A1, la massima divisione nel campionato italiano,. La stagione si è appena conclusa e la formazione rotaliana, dopo aver conquistato l’accesso al girone di qualificazione della massima serie, è stata battuta per una modesta differenza reti.

I dirigenti non sono però particolarmente dispiaciuti anche perché le ragazze dell’ "Under 16", una delle tante squadre del Mezzocorona, hanno raccolto ottimi risultati classificandosi campionesse regionali e seconde nel campionato nazionale. Per lo staff della pallamano rotaliana il successo dei giovani è un segnale di continuità fondamentale nell’ambito della politica sportiva. Uno sport, la pallamano, pressoché assente dalle pagine dei mass media ma fortemente radicato nella nostra regione, rappresentata ai massimi livelli dalla squadra del Bressanone, e particolarmente praticato nella piana Rotaliana dove, accanto al Mezzocorona, va segnalata anche la presenza del Pressano (frazione di Lavis).

Ma com’è arrivato nella nostra zona questo gioco tipico dei paesi del Centroeuropa? Ne parliamo con il presidente del Mezzocorona, Mario Bazzanella, ex giocatore e attualmente consigliere della federazione nazionale. "Merito della scuola - ci risponde Bazzanella - Sono stati gli insegnanti di ginnastica (allora si chiamavano così) delle medie di Mezzolombardo e di Mezzorocorona i pionieri della pallamano in Rotaliana. In Trentino all’epoca c’era solo il Volani, la formazione del Rovereto, ma già nei primi anni ‘70 eravamo iscritti al 1° campionato regionale dei seniores e con buoni risultati, visto che abbiamo battuto perfino il pluridecorato Bressanone. Sull’altra sponda dell’Adige, a San Michele, cresceva intanto la formazione femminile della Garibaldina che nel 1991 si è unita alla nostra associazione sportiva.".

Il gruppo di Mezzocorona organizza attualmente sette squadre, quattro maschili e tre femminili che raccolgono atleti veri e propri (compresi un paio di professionisti stranieri) e giovani adolescenti che partecipano a svariati campionati con risultati ottimi come quelli già segnalati e con fortune alterne per le altre formazioni. Oltre ai 120 tesserati organizzati nelle varie squadre, la pallamano Mezzocorona dedica molto impegno ai ragazzini e ai giovanissimi coivolgendone almeno altri 200 nelle varie iniziative promozionali. In particolare, continuando nell’opera dei fondatori ed in stretta collaborazione con le scuole elementari e medie, i tecnici della pallamano entrano nelle palestre e propongono tutti gli anni lezioni e mini corsi nell’ambito del progetto "giocosport". Il clou dell’azione promozionale viene raggiunto a fine anno scolastico, allorché un buon gruppo di ragazzini, accompagnato dai tecnici e da qualche volonteroso genitore, parte per qualche nota località turistica della penisola dove la federazione pallamano organizza una serie di tornei in un clima particolarmente festoso.

Per mettere in campo tanta attività ci vogliono ovviamente notevoli risorse economiche e umane. Da questo punto di vista la pallamano Mezzocorona è in grado di mobilitare un badget di oltre 300 milioni all’anno, comprensivi di contributi pubblici, tesseramento e sponsorizzazioni. Il gruppo sportivo viene fatto funzionare grazie al lavoro gratuito di dieci dirigenti ed accompagnatori oltre all’opera di sei tecnici e collaboratori, alcuni retribuiti. Tra questi ultimi, alcuni allenatori e giocatori stranieri (provenienti da Croazia, Romania e altri Paesi dell’Est) che hanno oggettivamente elevato il livello del gioco dei rotaliani.

A proposito del gioco, abbiamo chiesto a Bazzanella se una delle ragioni della poca visibilità della pallamano sia dovuta alla scarsa spettacolarità della disciplina. "Non credo - risponde il presidente - Basta sintonizzarsi sui canali televisivi tedeschi ed assistere a qualche partita della Bundesliege per capire come la pallamano giocata ad alto livello sia molto più spettacolare di tanti altri sport che da noi godono invece di tanta visibilità. I quattordici atleti (sette per parte) si muovono con velocità, forte gesto atletico e regole tutto sommato semplici, ma la sporadicità con la quale ci vengono fatti vedere rende più difficile cogliere la bellezza della disciplina." D’altra parte non è una novità il fatto che l’Italia raccolga medaglie di tutti i metalli alle Olimpiadi ed ai campionati grazie all’impegno di atleti che praticano discipline la cui notorietà mediatica cessa pochi giorni dopo la chiusura dei giochi per essere sostituita dal calcio, nel quale vengono investite risorse imponenti con esiti non sempre esaltanti.