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PRG: i punti dolenti

Il nuovo Piano Regolatore non si esaurisce nel lungo-fiume e nell’interramento della ferrovia. Vediamo per sommi capi alcuni degli altri punti chiave.

Periferie

Di scarsa qualità urbana, talora dormitori (Gardolo ad esempio), carenti nei collegamenti, soprattutto tra di loro. Da lì giungono segnali di insofferenza sempre più vistosi (vedi bellicose assemblee nella torteggiata Roncafort, Il futuro di Roncafort) Si intende intervenire su due piani: quello dei collegamenti, creando dei percorsi verdi, ciclo-pedonali, che seguendo il corso delle acque (Fersina, rogge, ecc.) formino una rete che partendo dalla collina arrivi al fiume, innervandosi su analoghi percorsi longitudinali. E il piano dei servizi e dello spazio urbano, "con la creazione di piazze, luoghi di aggregazione, spazi che diano il senso della comunità: è un tema diffuso e affrontato in tutta Europa" - spiega Busquets.

Nuovo ospedale

I "saggi" intendono collocarlo nelle attuali caserme alle Ghiaie, in prossimità della tangenziale e all’interno dell’area verde-sportiva del lungo fiume. Quest’ipotesi, non entusiasmante, incontra una sotterranea resistenza. Noi continuiamo a non capire la necessità di spendere 1.000 miliardi per dismettere un ospedale inaugurato 30 anni fa, situato in una posizione che, con l’attuale costruzione di nuovi parcheggi, è quasi ottimale (vedi Se mille miliardi vi sembran pochi…). Dal momento che a spingere per questa insensata maxi-spesa è sempre stato Dellai, ci aspettiamo che i terreni interessati siano ben altri che quelli delle caserme.

[/a]Aree inquinate

Il costo di disinquinamento (paga Pantalone) sarà proporzionale al livello di utilizzo delle aree. Per questo i "saggi" hanno proposto un utilizzo che non implichi una costante permanenza dell’uomo: soprattutto verde e parcheggi, niente residenza. Soluzione ovviamente sgradita ai proprietari, potenti e ammanicati, che tentano il triplo salto mortale (hanno pagato quattro soldi le aree inquinate, fanno pagare alle casse pubbliche il disinquinamento, vogliono fare affaroni con gli edifici da costruirvi). Di qui l’arrembaggio del partito degli affari, cui il sindaco Pacher non ha saputo opporre resistenza.

Mobilità

Dei percorsi ciclo-pedonali abbiamo detto; come della proposta del boulevard. C’è l’annoso problema della metropolitana ("Non bisogna demordere" - ci dice Stefano Albergoni, presidente della commissione Urbanistica. "La metropolitana? Basta farla: i binari della Trento-Malè e della Valsugana ci sono; costruire le stazioni è una sciocchezza, occorre solo la volontà politica" - afferma Roberto Bortolotti, presidente dell’Ordine degli Architetti). C’è infine la "linea forte" degli autobus, da Lavis a Mattarello, progetto su cui l’Atesina sta lavorando con convinzione, mentre il Comune invece sembra esitare. In particolare doveva preparare almeno due aree come parcheggio di interscambio automobile/bus. Per l’area a Trento-Nord tutto bene, per l’area a Sud invece "non abbiamo trovato il consenso popolare" - afferma, pudicamente, Albergoni. Più esplicito l’arch. Bortolotti: "L’area individuata era a Mattarello, in una zona isolata; poi invece ci si è spostati a Man, vicino a delle abitazioni, e gli abitanti sono insorti".

Noi la raccontiamo tutta: l’area di Mattarello era di un margheritino doc; e a questo punto sono comprensibili le rimostranze degli abitanti di Man. Con i favoritismi partitocratici oggi non si va molto avanti.