Menù
Home
QT
Questotrentino
Mensile di informazione e approfondimento
Utente
Cerca

Sezione principale

Quando studiare è doppiamente faticoso

Disabili all’università: cosa fa l’Opera Universitaria?

Disabili all’università. Di chi parliamo? Le tipologie spaziano dalle difficoltà motorie e funzionali, ai disabili non vedenti e non udenti, fino a chi ha bisogno di un supporto psicologico. Parlando di disabili, il primo pensiero corre alle barriere architettoniche. Va subito detto che, nelle varie sedi universitarie cittadine, non sono da segnalare ostacoli particolari alla circolazione autonoma di soggetti con deficit motori.

Questo, facoltà per facoltà, il livello di accessibilità: Economia, Giurisprudenza, Lettere e Lingue facilmente accessibili in ogni loro parte e stessa cosa si potrebbe dire di Ingegneria, se non fosse la sua stessa collocazione in collina a rappresentare in un certo senso una barriera.

Sociologia, ospitata in un edificio ormai centenario, ha il primo piano rialzato sfalsato su tre livelli sicché, prima di arrivare all’ascensore per i piani superiori, bisogna passare per un percorso ad ostacoli: scivolo di ferro esterno sul retro seguito da tre monta scale per far funzionare i quali è indispensabile l’intervento del personale. Solitamente il tragitto si porta via 15 minuti per entrare ed altrettanti per uscire. Aprendo uno dei portoni laterali si potrebbero risparmiare due rampe di scale.

Occasione per trattare questo argomento è la presentazione, curata dall’Opera Universitaria, di un opuscolo, "Studiare a Trento: una scelta possibile", preparato da Lodovico Zanini e Paolo Fontana, e realizzato in collaborazione con la cooperativa Handicrea, che contiene informazioni necessarie per ragazzi disabili che intendano studiare nelle migliori condizione all’università di Trento.

Negli ultimi anni l’attenzione dell’opinione pubblica verso i portatori di handicap si è accentuata ed il problema del loro inserimento prima nella scuola e poi nella comunità è divenuto un impegno accettato da tutti. In particolare la presenza di persone con difficoltà motorie o sensoriali in un contesto scolastico è oggi un fatto scontato: il problema piuttosto è adesso rappresentato dalla qualità di questa presenza e dalle implicazioni culturali e sociali che essa può avere.

È del 1992 la prima legge nazionale per l’assistenza e l’integrazione sociale di persone svantaggiate, seguita via via da altre leggi e disposizioni che hanno integrato e facilitato l’accesso di disabili alla scuola. Molte le agevolazioni concesse, tra cui vanno ricordati l’esonero totale dalle tasse per studenti con invalidità compresa tra i 66 e il 100% e l’assegnazione di borse di studio legate sia al reddito sia al merito. Per invogliare i disabili a frequentare l’università è stato anche previsto il loro esonero dai test d’accesso.

L’università di Trento si è mossa da tempo e fino dal 1993 ha predisposto un servizio di accompagnamento con obiettori di coscienza, studenti impiegati in lavoro part-time e quelli delle 150 ore. Il servizio prevedeva allora l’accompagnamento del disabile motorio o visivo dalla sua residenza alla facoltà e poi in aula, in mensa, in biblioteca, ecc.

L’impegno dell’Opera Universitaria è andata accentuandosi via via negli anni fino ai livelli attuali: accompagnamento alle lezioni e ritorno; assistenza durante i pranzi nei ristoranti universitari; accompagnamento e assistenza in aula, durante lo studio e nei laboratori; accompagnamento ai colloqui con i docenti ed agli esami; disbrigo di pratiche di segreteria; accompagnamento in biblioteca ed iscrizione ad esami; reperimento testi; attività di sostegno della didattica come raccolta e trascrizione di appunti presi durante le lezioni, oppure di sbobinatura di registrazioni; accompagnamento per i non vedenti durante trasferimenti urbani.

L’Opera Universitaria ha anche acquistato sussidi tecnologici per la lettura di testi destinati a studenti non vedenti, quali computer dotati di sintesi vocale in italiano, inglese e tedesco, display Braille, programmi di ingrandimento per ipovedenti. Sempre con l’appoggio di studenti delle 150 ore e di obiettori di coscienza è stato attivato un servizio di trascrizione su carta dei testi tramite scanner, destinato a rendere accessibile la bibliografia corrente a studenti non vedenti. Per gli studenti non udenti sono state acquistate protesi acustiche.

Infine, l’Opera Universitaria mette a disposizione di studenti disabili 8 posti letto "su misura" presso la residenza Brennero, ex motel Agip. Se necessario, è concessa la possibilità di ospitare con sé un familiare o un accompagnatore per l’assistenza notturna.

Per il prossimo futuro è prevista, grazie all’intervento di obiettori, anche la registrazione in video delle lezioni da consegnare poi per la visione allo studente interessato. Molte lezioni, specie di matematica, fisica o economia, vengono spesso integrate da disegni e dimostrazioni alla tavola nera, e per renderle pienamente comprensibili non basta il supporto audio ma c’è bisogno di un supporto visivo. Più in là non è escluso che si arrivi a fare delle videoconferenze attraverso le quali il disabile possa seguire con comodo da casa le lezioni.

Questo non vuole essere una sollecitazione allo studente disabile a chiudersi in casa, perché compito principale dell’Università è aggregare studenti, professori ed altre persone dell’ambiente al fine di formare cittadini e non soltanto sfornare laureati.

Per contrastare questa rischio di autoisolamento e facilitare gli spostamenti verso la facoltà, l’Opera ha preso accordi con alcune cooperative di trasporto persone operanti in provincia.