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Fognature in discesa libera

Dal Monte a Mezzocorona, per un dislivello di 700 metri...

La realizzazione di un tratto di rete fognaria in una borgata del civile Trentino, non dovrebbe di per sé meritare più di una riga di cronaca. Ma quella che sta per essere ultimata a Mezzocorona è un’opera speciale, unica almeno dalle nostre parti. Gli scarichi prodotti dai pochi abitanti e dai due alberghi del Monte di Mezzocorona (900 metri di altezza) saranno tra poco convogliati in fondovalle (250 metri) con un unico tubo agganciato alla parete rocciosa della montagna. Saranno quindi immessi nella rete fognaria del paese e smaltiti presso il depuratore di zona che serve quasi tutta la Rotaliana. Una realizzazione ardita e costosa (un miliardo e mezzo) se proporzionata allo scarso numero di cittadini che ne saranno i diretti utenti. Opera ora, però, accettata da tutti.

Qualche anno fa, invece, quando si cominciò a parlare del progetto, diversi furono i contrari e molti i perplessi, senza contare le battute ironiche che circolarono a proposito dell’idea di far precipitare in paese gli scarichi lungo un tubo quasi perpendicolare. Il problema da risolvere, cioè quello di evitare l’inquinamento del Monte, uno dei più bei balconi sulla valle dell’Adige, era obiettivo condiviso, anche se non da tutti ritenuto prioritario. Sul Monte, specialmente nei fine settimana e nella stagione estiva, si concentrano alcune centinaia di persone che lasciano il pesante segno della loro permanenza e del loro passaggio. Da qualche anno le presenze o i passaggi nei due alberghi e nelle circa trenta villette si sono intensificate e parallelamente sono emersi i problemi sanitari legati allo smaltimento degli scarichi finora rilasciati a dispersione nel terreno. Ma sul Monte il terreno è poco profondo, roccioso e scarsamente permeabile.

La località è raggiungibile a piedi, lungo un sentiero, con la funivia, oppure con una ripida strada forestale sulla quale possono transitare solo automezzi leggeri a trazione integrale. Come risolvere il problema?

Ametà degli anni ‘90 il Comune incaricò l’ingegner Modena di studiare una soluzione appropriata. Il tecnico avanzò alcune ipotesi. Un piccolo depuratore biologico da realizzare direttamente sul Monte non avrebbe però potuto funzionare, presupponendo un flusso costante degli scarichi incompatibile con la realtà fatta di stagionalità e di presenze concentrate nei fine settimana. Neanche un impianto fisico-chimico, secondo l’ingegner Modena, sarebbe stato la soluzione migliore per Mezzocorona: troppe le complicazioni ed i costi di gestione. Ma perché, visto che il problema è prevalentemente dovuto alla presenza dei due alberghi e di case per ferie, non si poteva imporre loro la realizzazione di un’efficiente rete di fosse a tenuta stagna?

"A parte le scelte politiche che non giudico - risponde il progettista - la gestione, ed in particolare il controllo delle fosse biologiche private non offre garanzie sulla salubrità dell’intervento, e visto che la sicurezza sanitaria del Monte era lo scopo principale dell’intervento, la risposta poteva essere, com’è stata, solo la realizzazione di una fognatura pubblica. E poi s’immagini quanto sarebbe venuto a costare l’asporto periodico, probabilmente in elicottero, dei materiale di scarico: un vero e proprio incentivo a sabotare le fosse stagne".

Ma perché non ipotizzare una depurazione naturale, un lagunaggio, cioèuna serie di laghettiall’interno dei quali, gli scarichi possano subire un processo di pulizia tramite la fitofauna, come è già stato realizzato, ad esempio, a valle di alcuni depuratori provinciali?

"E’ una soluzione che non ho minimamente preso in considerazione. A parte gli spazi estesi e decentrati che al Monte non sono disponibili da occupare con le superfici d’acqua necessarie per un lagunaggio, bisogna considerare che la località si trova a 900 metri e che, a quell’altezza, per alcuni periodi dell’anno non si realizzano le condizioni minime (temperatura elevata) per il funzionamento di una tale soluzione".

Anche GabriellaZanini, già consigliera comunale dei Verdi e a suo tempo sponsor della depurazione naturale e delle soluzioni meno costose ed impattanti si è convinta che, tutto sommato, il progetto ora quasi ultimato non presentava in realtà alternative concrete. Non solo: dà anche atto all’impresa di aver lavorato con una certa attenzione, limitando al minimo i danni al bosco ed ai piccoli corsi d’acqua. Così gli attuali amministratori, che all’epoca si opposero all’opera, ne hanno preso atto portandola alla sua conclusione.

Entro l’estate, infine, sulla lunga condotta fognaria che precipita dal Monte a Mezzocorona, sarà montato anche un sistema di telecontrollo: non si sa mai...

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