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Una portaerei in piena campagna

L’iniziativa del centro commerciale sotto il castello di Monreale, presso Faedo, portata avanti dall’ex presidente degli artigiani Tullio Uez, è osteggiata dal Comune, mentre la Provincia...

La Giunta Provinciale non ha fatto quasi in tempo a rinviare la decisione sul capannone ai piedi di Castel di Monreale, nelle campagne di Faedo, che i proprietari dei terreni hanno ripresentato il progetto. Il Comune si dovrà nuovamente pronunciare dopo aver già dato un primo parere negativo per motivi di tutela paesaggistica.

La commissione edilizia aveva stroncato la prima proposta progettuale, pur ammettendone, a denti stretti, la compatibilità con l’attuale piano di fabbrica: "Il progetto ricade in zona di tutela ambientale e circondata da aree agricole di interesse primario… E’ visibile dai terrazzi panoramici del Monte di Mezzocorona e Fai della Paganella ed in particolare dal complesso monumentale del Castello di Monreale…, l’impatto visivo dell’intervento… appare estremamente negativo". Si tratta, infatti, di un’ipotesi gigantesca per il luogo: un capannone alto otto metri con un fronte di circa 180 metri e una superficie coperta di quasi novemila metri quadrati. Contro la costruzione si sono pronunciati anche WWF e Italia Nostra, quest’ultima con un lungo documento inviato ai comuni ed alla Provincia.

L’iniziativa è portata avanti da un’impresa di Trento, guidata dall’ex presidente degli artigiani trentini Tullio Uez, ma con agganci locali, visto che parte dei terreni della Nordedile Commerciale S.r.l. (questo il nome della ditta) sono passati per mano di società e imprese che hanno sede nella piana Rotaliana. L’opera, che un assessore comunale ha definito una portaerei in piena campagna, è stata ed è accompagnata da coincidenze quanto meno interessanti. Uno dei proprietari dei terreni nonché progettista del capannone è stato per svariati anni (almeno dal 1990 al 1995) tecnico di fiducia del comune di Faedo, Comune che come abbiamo visto si dichiara ora contrario all’iniziativa, mentre nel passato, con a capo altri amministratori, se n’era fatto promotore. Ma quella del tecnico comunale non è l’unica coincidenza.

Visto che le principali resistenze all’approvazione del progetto sono collegate all’aspetto paesaggistico, la Nordedile ha pensato bene di rifarne la facciata, cercando di abbellirlo.

Da informazioni assunte presso il Comune di Faedo, l’architetto incaricato del restyling pare sia contemporaneamente membro di una delle Commissioni provinciali per la tutela paesaggistica e ambientale: forse di quella stessa che dovrà esprimere un parere sull’inserimento del capannone nella zona che, data la sua bellezza, è soggetta appunto a tutela paesaggistica?

Ma com’è stato possibile che un terreno agricolo decentrato, anche se posto lungo la statale del Brennero, apparentemente contro ogni logica urbanistica, sia divenuto una preziosa area commerciale? Una parte dei terreni era diventata edificabile (con destinazione artigianale/industriale) con il piano comprensoriale del 1992. La Commissione urbanistica provinciale aveva autorizzato il passaggio da area agricola a zona artigianale, ma resta l’impressione di una decisione assunta con una certa dose di approssimazione. Chi conosce bene la Rotaliana non può riconoscersi nelle brevi valutazioni dell’autorevole consesso, e si ha la sensazione di uno scambio d’aree, di un equivoco insomma. Tant’è che un pezzo di campagna appena intaccata da un modesto insediamento (un deposito di GPL) diventa edificabile. Nonostante ciò, per la modesta dimensione dell’area, la sua forma stretta ed allungata, la fastidiosa presenza di un’ampia fascia di rispetto stradale, il busines non si presentava all’epoca molto interessante Il miracolo avviene più recentemente. Nel corso del 1996 l’amministrazione comunale propone un ampliamento dell’area aggiungendo contemporaneamente la definizione di "commerciale", sulla quale né la Commissione urbanistica né la Giunta provinciale hanno sollevato obiezioni.

La modifica avviene peraltro all’interno di una variante al piano regolatore che aveva del fenomenale: il Comune di Faedo propose, infatti, un dimensionamento delle aree fabbricabili residenziali ipotizzando, "senza alcun fondamento statistico (sono parole della Commissione urbanistica provinciale) un’iperbolica crescita della popolazione da 540 abitanti ai futuri 3.290". La prima pratica edilizia del capannone è stata sottoposta alla Valutazione di Impatto Ambientale della Provincia, ufficio al quale non sono ancora arrivanti tutti i pareri richiesti. Ed è proprio per questo motivo che, su proposta dell’assessore all’ambiente Iva Berasi, la Giunta provinciale ha recentemente rinviato al 20 agosto il termine per l’esame della questione.

Il Comune di Faedo pare ora rassegnato. Recentemente gli amministratori hanno comunque annunciato una nuova revisione del piano di fabbrica, ipotizzando di trasformare in zona edificabile alcuni ettari di proprietà comunale situati in un luogo più defilato, nella speranza di arrivare in questo modo a risolvere il problema del grande centro commerciale. L’idea è quella di offrire in permuta alla Nordedile una parte delle future aree commerciali, ma nessuno si è fatto avanti per coltivare la discussione.

Anzi, come abbiamo visto, la Nordedile ha rilanciato, presentando un progetto modificato con una facciata movimentata con l’aggiunta di vetri a specchio e torrette varie.

Il sindaco ha provato anche a bussare, inutilmente, alla porta della Giunta provinciale. La risposta è stato negativa : non possiamo intervenire, è stato il Comune che a suo tempo ha proposto le scelte urbanistiche che ora voi, nuovi amministratori, non condividete.

"E’ sostanzialmente vero - ammette il sindaco Bruno Faustini - Ma vorremmo sottolineare una certa responsabilità da parte degli organi e degli uffici provinciali che hanno vistato il piano di fabbrica di Faedo, la cui evoluzione presenta qualche aspetto non proprio chiarissimo. E poi - conclude il sindaco - vorremmo esprimere alla Provincia la nostra meraviglia nel vederla praticamente impotente di fronte alla questione del centro commerciale e così pronta, invece, ad intervenire su questioni per noi marginali e di impatto molto più modesto, come la strada di collegamento che vorremmo ripristinare tra Masetto e Coveli di Faedo, per la quale, invece, abbiamo subìto pressioni contrarie proprio da parte della Provincia".