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S.Michele-Grumo: e in mezzo il rio delle Amazzoni

Archiviato il progetto di unificare l’asilo e le elementari: l’Adige sembra un ostacolo insormontabile.

"San Michele, paese dei doppioni" - titolava qualche anno fa Questotrentino. Ci si riferiva al fatto che nella piccola borgata rotaliana (duemilatrecento abitanti) divisa dal fiume Adige, erano (e sono) presenti una serie di servizi, pubblici e privati, esattamente duplicati. Due tabacchini, due parrocchie, due cimiteri, due campi sportivi, due piccoli parchi urbani, due santi patroni, due sagre paesane….. due scuole elementari (per circa 130 alunni in tutto) e due asili. Si raccontava che, a proposito di scuole e asili, l’allora nuova amministrazione comunale aveva dapprima timidamente, ma poi con più convinzione, ragionato sulla necessità di un’unificazione dei servizi scolastici prevedendo di concentrare nel capoluogo San Michele la scuola materna e nella frazione di Grumo la futura, unica, scuola elementare.

San Michele all'Adige. Sulla sponda opposta del fiume, oltre il ponte, sta l'abitato di Grumo.

Per sondare gli umori era stato diffuso un questionario il cui risultato aveva confermato che la maggioranza della popolazione concordava sull’ipotesi della razionalizzazione. Ad accelerare il percorso verso la strada dell’unificazione aveva contribuito anche la necessità di ristrutturare la scuola elementare di San Michele e l’azione della Provincia che, passato il periodo delle cicale, stava spingendo verso una nuova politica d’aggregazione in vista della riforma scolastica. Tra l’altro, nei propositi della Provincia, c’era anche quello che, una volta sistemata la questione a San Michele, sarebbe stato logico trasferire a valle (cinque chilometri) gli alunni delle elementari di Faedo, che a tutt’oggi formano una pluriclasse di una ventina di scolari. Di fronte ad una scuola nuova (o ristrutturata), considerato che già i bambini del paesino frequentano l’asilo in quel di Grumo, pareva più facile convincere i genitori e gli amministratori di Faedo (un po’ ritrosi sull’argomento) che sarebbe stato meglio per i loro pargoli accedere ad una scuola elementare sufficientemente dimensionata e organizzata.

Verso fine mandato, dopo aver sentito anche il parere degli insegnanti, gli amministratori di San Michele presentano il progetto di una nuova sede per la scuola materna unificata. Cinque miliardi d’investimento, quattro dei quali finanziati dalla Provincia con una modesta ma politicamente significativa partecipazione del Comune di Faedo. Ma ecco che a due anni distanza, e dopo che le elezioni comunali hanno visto la sconfitta della coalizione uscente, la nuova amministrazione decide di cambiare tutto, o meglio decide, che tutto deve restare come prima: due scuole e due asili.

Il progetto della scuola materna unica è stato ora archiviato (dopo aver pagato al tecnico oltre duecento milioni di parcella); al suo posto (anche fisicamente sullo stesso sito) viene invece deciso che un asilo nuovo si farà in ogni caso (e si prevede una nuova parcella da trecento milioni!) ma solo per i bambini di San Michele e Faedo. Quelli di Grumo rimarranno dove sono."Non esiste - dicono il sindaco Guido Moser (di Grumo) e la vicesindaca Franca Pangrazzi (di San Michele) - un collegamento pedonale sicuro tra i due paesi. E neppure la presenza del pullmino per portare i bambini di Grumo a San Michele risolverebbe la questione." Insomma, il fiume Adige, sembra agli amministratori di San Michele come il Rio delle Amazzoni: insuperabile.

La recente decisione blocca anche il progetto di riunire le due scuole elementari, visto che gli spazi occupati dall’asilo di Grumo dovevano rappresentare un domani il surplus di spazio naturalmente destinato, previa opportuna ristrutturazione, ad ospitare tutti gli scolari del comune. Le due scuole elementari, si noti bene, distano in linea d’aria circa trecento metri una dall’altra e la stessa distanza si misura tra l’asilo di Grumo e il sito di San Michele già individuato per la costruzione della nuova scuola materna. Paolo Barchetti, della lista di opposizione, ribadisce la giustezza del progetto iniziale: "Nel giro di qualche anno, il paese avrebbe avuto due strutture nuove e razionali con benefici per tutti. Non comprendiamo le preoccupazioni dell’attuale giunta comunale per la mobilità dei bambini, visto che già la metà degli scolari che frequentano l’asilo di San Michele usano il servizio di trasporto garantito dal pullmino convenzionato con l’ente pubblico".

Pare che la Provincia sia disposta a finanziare l’opera, che dovrebbe costare quattro miliardi, nonostante il fresco dietro front di San Michele. La vicesindaca, che si era battuta dall’opposizione per delle migliorie al progetto del nuovo asilo, ci spiega che in campagna elettorale era emersa chiara la contrarietà della popolazione (la stessa popolazione che due tre anni prima aveva risposto positivamente al questionario inviato dal comune?) verso il progetto di unificare le scuole del paese.

Tutto, quindi, andrà avanti come prima.

C’è da chiedersi a questo punto come, pur rispettosa della volontà popolare rappresentata dagli eletti nei vari comuni, la Provincia possa permettersi di finanziare ogni bizzarria locale. Non solo: viene da chiedersi con che faccia la Provincia possa invitare Faedo a chiudere la sua precaria pluriclasse e a mandare i suoi alunni a valle, quando a San Michele non si riescono ad unire due scuole distanti qualche centinaio di metri una dall’altra.

E ancora: quando verrà messa in cantiere la soluzione per superare agevolmente il Rio delle Amazzoni (l’Adige) visto che nonostante se ne parli da anni nulla di concreto è stato realizzato mentre si discute tranquillamente di un nuovo campo da calcio da cinque miliardi? La risposta dei nuovi amministratori è, almeno da questo punto vista, in piena continuità con quella delle passate amministrazioni: "Il problema è all’ordine del giorno, ma non è di facile soluzione…..". Eccetera.

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