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Giorgia, voce regina

Il concerto "Senza ali" di Giorgia: grande voce e presenza scenica; e partecipazione del pubblico, ma solo quello femminile.

Una tappa di "Senza ali", il tour europeo di Giorgia, lo scorso 26 novembre è approdata anche all’Auditorium di Trento, ospite della rassegna "Musica d’autore" organizzata dal Centro Santa Chiara. E’ stato un concerto all’insegna del tutto esaurito, di una band stellare formata anche da alcuni musicisti di Prince e dalla voce di Giorgia, che a dispetto del nome del tour, che riprende il titolo dell’ultimo album della cantante romana, volava davvero alto su tutto e tutti. Un concerto quindi dove i ritmi e le sonorità tipicamente americane si sono sposati con la melodia spiegata tipicamente italiana.

Giorgia, in forma smagliante, regge due ore ininterrotte di canzoni che spaziano da quelle dell’album "Senza ali" appunto, e di "Girasole" ai grandi successi sanremesi, da "E poi" a "Di sole e d’azzurro", fino alle cover storiche come "Chain of fool" ed "Exhale".

Nella prima parte del concerto Giorgia accoglie anche l’invito del Centro Santa Chiara a leggere un testo sui diritti civili, mentre entra nel merito dell’attuale conflitto bellico dichiarando che "con la guerra non si risolve un cavolo". A questo fa seguire "Il mare sconosciuto", una delle sue canzoni più emozionanti che invita alla tolleranza. Nonostante i testi di Giorgia non siano particolarmente impegnati sul piano sociale, riflettono però, com’è naturale, la sensibilità di una giovane donna che vive profondamente l’amore e la passione; gli appelli umanitari si addicevano comunque alla cantante che, non a caso, dal 1999 è ambasciatrice dell’UNICEF e mette a disposizione il proprio impegno musicale a favore dei diritti dei bambini.

Per il resto, sono essenzialmente due gli aspetti che hanno dominato l’intero concerto: le acrobazie canore di Giorgia, che spesso e volentieri si lanciava in autentici corpo a corpo con gli incisi più impervi delle sue canzoni; e poi la netta sensazione di una partecipazione predominante allo spettacolo da parte del pubblico femminile. L’impressione era infatti quella di una platea maschile un po’ sotto tono e distaccata, a fronte di quella femminile che, perfettamente a proprio agio, interagiva bene con la cantante intonando cori sui brani più famosi e urlandole simpatici apprezzamenti.

Chissà, forse molti uomini sono rimasti intimoriti da una donna come Giorgia, così sicura e dominatrice assoluta della scena, che non temeva di risultare audace provocatrice quando scherzava, con irresistibile autoironia, con il suo vestitino attillato che proprio non ne voleva sapere di fermarsi a metà coscia.

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