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Allegro con ghiaccio

La disinvolta finanza del sindaco van Staa.

Lo Stadio Olimpico del ghiaccio, con i suoi quasi 40 anni alle spalle, va rinnovato. L‘impianto frigorifero è scadente al punto di essere pericoloso, gli spogliatoi e le toilette assomigliano a uno stadio sovietico degli anni ‘50, la zona vip non passerrebbe nemmeno come USL di Vigàta. Insomma, i proprietari, e in prima linea la Repubblica Federale (che insieme alla Provincia e al Comune formava la società che gestiva lo stadio) hanno risparmiato sulla manutenzione, e ora bisogna fare qualcosa, e in grande. Tutti d’accordo. La Repubblica pagherà un terzo per poi sbarazzarsi dello stadio e lasciarlo al Comune.

Da anni si sta progettando. Studi di fattibilità, progetti d’archittettura, studi di uso multi-funzionale per finanziare la manutenzione, tonnellate di carta. Prodotte sia da consulenti di fiducia della società che da progettisti indipendenti e rinomati. E intanto si costruiva un nuovo stadio per il calcio (aperto lo scorso estate), una bellezza da 48 milioni di euro, e una nuova torre per il trampolino da sci (11 milioni); e visto che Innsbruck è la capitale dello sport invernale, oltre che il centro naturale delle Alpi (lo credono almeno l’Ente di Soggiorno e Turismo, la Camera di Commercio ed il sindaco), anche con lo Stadio Olimpico non c’era motivo di andare per il sottile. Tanto paga Pantalone... E poi, sin dagli anni ‘70, la Repubblica non ha investito niente per gli impianti di sport e ora è venuto il nostro turno, prima che Salisburgo si candidi come città olimpica e la Federazione di Calcio per il campionato europeo. In fin dei conti, ci siamo assicurati il prossimo campionato mondiale unversitario ed il campionato di hockey sul ghiaccio: in questi tempi di gloria non è il caso di preoccuparsi del bilancio del Comune; che è stato sì risanato - è vero - dal sindaco van Staa, ma che ora di nuovo può diventare un disastro, perché con l’ultimo censimento abbiamo perso qualche migliaio di abitanti, e con ciò milioni di fondi federali. Tuttavia è considerato un guastafeste chi ora si ricorda del "tetto di Maastricht" e delle linee-guida fissate dalla Commissione UE per il risanamento della finanza pubblica. E Keynes, già sepolto dai conservatori come spendaccione pericoloso un decennio fa, viene riesumato: con la recessione sotto casa, bisogna spendere per aiutare i costruttori in difficoltà, costi quel che costi.

Ancora: rinnovando lo stadio, sarebbe inammissibile non averne un altro da utilizzare nel frattempo; e così è stato progettato lo "Stadio 2", una meraviglia da far arrossire Berlusconi, da piazzare accanto all’Olimpico. L’Olimpico, con più di 10.000 posti, in futuro sarà usato per i grandi avvenimenti (tipo i concerti-rock), e per i grandi congressi che non trovano posto al Centro Congressi cittadino. E poi, a volte, per il pattinaggio e l’hockey. Lo sport normale passerà allo Stadio 2. Sinergie e risparmi energetici dovunque, almeno sulla carta . Un centro faraonico per la capitale delle Alpi. La penultima volta che il Consiglio ebbe modo di discuterlo, era il lontano 1999. Costi progettati: 27 millioni di euro, di cui 10 a carico del Comune. La grande maggioranza (con i soliti rompiballe verdi contro) diede il via. Poi, il grande silenzio.

Ora, dopo nuovi studi per l’uso multifunzionale, nuovi piani per l’organizzazione degli spazi e dopo un concorso europeo di architettura, abbiamo un bel progetto, niente da dire. Solo che i costi sono esplosi. (Oddio, non bisogna usare questa espressione per esplicito divieto di sua eccellenza il sindaco: visto che non abbiamo cominciato ancora a costruire, non si può parlare di esplosione di costi; al massimo si può dire che le stime si sono sostanzialmente ingrandite. L’addetto stampa del Comune di Trento è pregato di non faxare copia di questo articolo al sindaco di Innsbruck, come era solito fare ai tempi di Lorenzo il Magnifico...).

Lo Stadio 2, invece di 6 milioni di euro, ne costerà quasi 12. Tutto il complesso, invece dei 27 milioni di cui si parlava nel 1999, ne costerà 40. E non si sa ancora quanto ne pagherano la Repubblica e la Provincia. Un’architettura di qualità ha il suo prezzo, sentenziò in Consiglio l’assessore allo sport. Giusto, ma in base a cosa hanno calcolato le stime del ‘99? Forse andavano costruendo una struttura tipo zona industriale?

Secondo i critici (che aumentano di giorno in giorno) è la solita liturgia: al Consiglio vengono presentate stime abilmente truccate per far votare un progetto. Se poi la realtà è un’altra, pazienza, ormai siamo oltre il punto di non-ritorno, rinunciare sarebbe una vergogna: un’altra votazione, e via.

Solo che stavolta il sindaco ce l’ha fatto per un pelo: gli hanno votato contro, il 31 gennaio, 17 su 40 consiglieri (verdi e parte della coalizione di governo, e cioè socialdemocratici e popolari tradizionali).

Anche nella sua lista "civica" c’era chi mugugnava, e se tutti quelli che nei corridoi ci han detto che l’opposizione aveva ragione, ma.., avessero votato secondo coscienza anziché secondo disciplina, il sindaco avrebbe vissuto la sua prima batosta in Consiglio. Una vittoria pagata cara, con 7 milioni di euro, nel caso in cui Repubblica e Provincia si rifiutassero di pagare anche un terzo dei costi supplementari. In paragone, Pirro aveva vinto alla grande.

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