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L’orso che non ti aspetti

Avvistato a Giovo, probabilmente viene anche lui dalla Slovenia, ma non fa parte del progetto “Life Ursus”: è arrivato con mezzi propri...

L’orso bruno è stato avvistato sulle colline che dividono la val di Cembra dalla val d’Adige. L’orso è stato segnalato due volte nella stessa giornata, domenica 28 aprile, nel territorio catastale del comune di Giovo, in due boschetti distanti meno di un chilometro uno dall’altro.

La presenza dell’animale non rappresenta una novità in assoluto nemmeno nella pianura o sulle montagne più basse. Basta ricordare il caso dell’orsetta Vida, ferita da un’automobile sull’autostrada del Brennero a pochi chilometri da Egna o le ripetute visite a Zambana vecchia dell’orso che ha trovato la sua dimora sulle pendici della Paganella. In questi ultimi casi, però, gli animali avvistati erano quelli introdotti in Trentino con il progetto Life Ursus, monitorati tramite il radiocollare, che erano (e sono forse ancora) alla ricerca di un loro stabile sito (vedi Life Ursus: l'orso bruno dal Parco Adamello-Brenta alle Alpi Centrali). Nel caso di Giovo, invece, da quanto c’è stato riferito, sempre di orso "sloveno" dovrebbe trattarsi, ma arrivato in Trentino con mezzi propri. Dovrebbe essere lo stesso animale che ha già lasciato, di recente, le tracce (peste ed escrementi) del proprio passaggio nei pressi di Grumes, altro paesino della val di Cembra che dista una quindicina di chilometri in linea d’aria da Giovo , e che è stato più volte segnalato anche sul Lagorai. Dovrebbe essere (il condizionale è d’obbligo) un’avanguardia di quella piccola colonia di orsi che dalla Slovenia dove pare siano in soprannumero, passando per il Tarvisiano, l’alto Bellunese, la Pusteria e quindi in Trentino, stanno esplorando zone nuove.

Gli addetti ai lavori non rilasciano dichiarazioni ma non negano di essersi attivati appena ricevute le segnalazioni che, avvenute nello stesso giorno da parte di due persone diverse, lasciano pochi dubbi sulla veridicità dei fatti. Lo conferma, a denti stretti, la Forestale. Lo conferma D. F., agricoltore di Lavis, che l’orso l’ha incontrato l’ultima domenica di aprile, poco prima di mezzogiorno.

Nell’attesa del pranzo, l’uomo si era recato per un momento nel fondo vicino al maso per verificare lo stato della fioritura dei meli quando, dal bosco confinante, ha sentito arrivare un rumore di foglie secche calpestate. Ma il passo era pesante, non poteva essere il solito capriolo veloce e leggero, forse, ha pensato l’uomo, era un cervo bello grosso. Invece, ecco sbucare l’orso: "L’animale era lì, a venti metri da me, al limite del bosco; si è bloccato un attimo e poi è scappato. Stupito più che impaurito, ho raccontato il fatto in famiglia che mi ha convinto ad avvertire quelli della Forestale. Lunedì sono arrivati con un esperto della Provincia ed hanno fatto un sopralluogo, ma il bosco era secco e il terreno coperto da foglie di castagno sulle quali non è rimasta una traccia chiara. Da loro ho saputo di altri avvistamenti. Ma non si tratta - mi hanno detto - degli orsi rilasciati in questi anni dalla Provincia, quelli hanno tutti il collare e sanno bene dove sono in ogni momento. Quello che ho visto io dovrebbe essere l’orso che nell’ambiente chiamano Fritz, un animale che da diverso tempo si aggira tra il Trentino e il Sudtirolo".

Il maso si affaccia sulle colline più alte di Lavis, al confine con Giovo, a poco più di 400 metri di altezza e lungo una stradina comunale asfaltata che collega diversi edifici rurali (alcuni masi risalgono all’alto Medioevo) con la statale che da Lavis risale la Valle di Cembra. Una zona, quella dei masi, che offre un panorama ed una tranquillità da pochi conosciuti.

Altre persone di Giovo ci hanno riferito di aver notato nelle stesse giornate uno strano viavai di mezzi della Forestale e dei guardacaccia all’ingresso di una strada forestale che sbocca in una delle frazioni del paese, a quota 600 metri circa.

Un’altra segnalazione, questa volta anonima, aveva messo in movimento gli addetti ai lavori.