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I diritti dell’infanzia

L’ONU torna ad occuparsi dei bambini: finora molte promesse non mantenute.

Si è tenuta nei giorni scorsi a New York una sessione speciale dell’Assemblea generale dell’ONU dedicata all’infanzia nel mondo. Vi hanno partecipato i delegati di 180 paesi, 70 capi di Stato e di governo, un migliaio di associazioni e 400 ragazzi e ragazze. Lo scopo era quello di fare il punto sulla situazione dell’infanzia dopo 12 anni dall’ultimo summit dell’ONU avvenuto nel 1990, quando per la prima volta la comunità internazionale assunse impegni formali di intervento e stabilì obbiettivi precisi per migliorare le condizioni di vita dei bambini nel mondo.

In questo periodo la situazione è in parte migliorata (la poliomielite, per esempio, è stata debellata), ma per altri versi resta tragica. Alcuni dati: ogni anno muoiono di fame 12 milioni di bambini; 150 milioni sono sotto il livello di povertà; 120 milioni non frequentano nessun tipo di scuola; oltre 100 milioni di bambini dai 6 ai 14 anni lavorano in condizione di schiavitù.

C’è poi l’infame capitolo della guerra: 300.000 bambini anche di età inferiore ai 10 anni sono costretti a combattere nelle varie guerre che insanguinano il mondo. I mini guerrieri, spesso sotto l’influsso della droga, sono addestrati a compiere crudeltà, a bere il sangue dei nemici uccisi, a sminare il terreno correndo sui campi e facendo esplodere gli ordigni che sfracellano i loro corpi. Un baratro di vergogna che ci marchia tutti.

La situazione è così grave perché pochissimi Stati hanno mantenuto gli impegni presi nel 1990. Solo Danimarca, Olanda, Svezia e Norvegia sono in regola. Tutti gli altri sono inadempienti. Gli Stati Uniti hanno versato solo lo 0,1% del prodotto interno lordo invece dello 0,7%, e sono al 22° posto della graduatoria.

Il sig. Bill Bell, rappresentante dell’organizzazione inglese "Save the Children", ha dichiarato: "Milioni di bambini sono privati dei più elementari diritti, sono sottoposti ad abusi e violenze inimmaginabili solo perché i Governi non hanno mantenuto la parola".

Le cifre dell’ultimo rapporto UNICEF sono agghiaccianti: ogni anno 12 milioni di bambini muoiono prima di raggiungere i 5 anni di età per mancanza di acqua potabile, di cibo e delle cure più elementari. Un flagello di proporzioni paragonabili solo a quelle dell’epidemia di peste che invase l’Europa nel XIV secolo.

La speranza è l’ultima a morire, e anche questa volta il summit dell’ONU si apre fra grandi speranze, confortate dal saluto del Papa, dall’appello di Kofi Annan, dalla presenza di personalità come il magnate dell’informatica Bill Gates, e soprattutto dalla presenza di 400 bambini con la parola d’ordine: "Per salvare il mondo dei bambini con i bambini".

Kofi Annan ha detto giustamente: "L’assemblea ONU che si è aperta a New York non è una semplice assemblea sull’infanzia. E’ un’assemblea sul futuro stesso dell’umanità: non esiste un argomento più unificante, più urgente o più universale del benessere dei nostri bambini". In effetti il diritto dei bambini al futuro è il diritto più importante.