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Trentine nel mondo

L’attrice Michela Fruet e i suoi nobili propositi.

Dopo Francesca Neri, Alessia Merz e Adriana Volpe, un’altra giovane trentina si appresta a salire la ribalta del successo. Anzi, praticamente è già cosa fatta. Si tratta di Michela Fruet, ventiduenne originaria di Barco di Levico, che Trentino Mese di giugno ci presenta, nella cover story, in un breve ma succoso servizio fotografico.

Il servizio di "Trentino Mese".

Il mensile già l’aveva intervistata tre anni fa, quando "al suo attivo aveva un piccolo film (‘La magnifica preda’)". A cui seguirono alcune apparizioni sulle reti Mediaset, fino al grande lancio: "una partecipazione come danzatrice del ventre in ‘Senso 45’, l’ultima fatica di Tinto Brass".

A certificare cotanto successo, un mese fa, un servizio fotografico con pochi veli su Capital, "complice la sua straordinaria somiglianza con Monica Bellucci… ma anche e soprattutto il suo grande impegno negli studi, caparbi e molto seri, per imparare a fare l’attrice che sta compiendo a Los Angeles". Infatti Michela "vive gran parte dell’anno studiando recitazione, migliorando la sua cultura generale, perfezionando la lingua, acquisendone l’accento americano, arricchendo il tedesco e studiando l’arabo".

Attualmente, Michela "sta lanciando una linea di costumi da bagno per una nota industria", ma nel suo prossimo futuro c’è un film per una tv americana, nei panni della figlia di un mafioso. "Un film, dunque, impegnato, un esempio di quelli a cui lei tiene molto. A Michela infatti i filmetti esclusivamente commerciali non interessano molto", come non le interessa il cinema italiano, che a suo dire "è un po’ poverello". A conferma del suo spessore umano, Michela racconta: "Scrivo moltissimo, non soltanto poesie. Trovo in questa pratica un modo per relazionarmi con le mie sensazioni e fissarle per sempre".

Colpevolmente all’oscuro di tanta meraviglia fiorita nella nostra terra, abbiamo cercato su Internet conferme e ulteriori notizie. E ci siamo imbattuti in un servizio a lei dedicato, il 7 giugno, da Il Nuovo, un periodico in rete, che ne abbozza un ritratto molto concreto: "Novanta-sessanta-novanta le misure, uno sguardo da gattina che nasconde una natura da arrampicatrice del mondo dello spettacolo… E’ Michela Fruet, la modella 24enne (da Trentino Mese a Il Nuovo Michela è cresciuta di 2 anni, n.d.r.), a cui il numero di maggio di Capital dedica un lungo articolo corredato di eloquenti immagini di seminudo. Somiglia alla Bellucci, ma come tutti i sosia non riesce ad eguagliare il modello". Comunque ci prova: "Quando ha posato per Capital , confessa ha ‘passato in rassegna tutte le foto della Bellucci: dato che le somiglio, ho preferito studiare le sue pose e le sue espressioni’".

La storia di Los Angeles è confermata; in più, apprendiamo che Michela ha interpretato il mese di aprile nel calendario 2002 "Double Visions", in compagnia di attrici del calibro di Petra Loreggian, Tiziana Sensi, Filippa Lagerback e Kris & Kris.

Il dato che più emerge dal ritratto è la grinta: "Michela, trentina, si divide tra l’Italia e la California, e ha progetti seri nel mondo del cinema e della moda. A Los Angeles, spiega, ‘non mi va più di saltellare da una festa all’altra per farmi notare, e non ho da raccontare la solita storia del talent scout che mi ha scoperto per strada; ho deciso io di fare la modella, e sono state più le porte in faccia che mi hanno sbattuto. Mi è servito a tirar fuori le palle’.

E di virilità ne ha da vendere. E’ cintura nera di Kung Fu cinovietnamita, specializzata in long gian (l’arte di combattere con i bastoni corti di legno) e ven dao (i coltelli a rondine). ‘Una volta - racconta - sono stata quasi aggredita ma il poveretto è finito in ospedale. Non so cosa ho fatto, a un certo punto vedo tutto nero, poi me lo ritrovo davanti steso per strada e sanguinante".

P.S. Ci rendiamo conto che per un lavoro filologicamente corretto, avremmo dovuto consultare anzitutto la fonte principale, cioè Capital: ma avevamo qualche pudore a chiederlo al nostro solito edicolante; e poi dubitiamo che la spesa ci sarebbe stata rimborsata...