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AudiMozart!: concerto dei premiati

Il 20 giugno si è conclusa la prima edizione di "AudiMozart!", una scommessa vinta a pieni voti dall’Associazione Mozart Italia di Rovereto. Che l’idea di un concorso per strumenti a fiato sui concerti mozartiani fosse interessante e meritevole l’abbiamo già detto in sede di presentazione. Ora va aggiunto che il livello dei partecipanti e la rosa dei 5 vincitori ci lascia pienamente soddisfatti. La giuria internazionale del concorso, composta da otto musicisti e presieduta dal M° Marcello Abbado, ha quindi dichiarato vincitori per ogni singola categoria, su complessivi 111 partecipanti: Emily Sparrow (Olanda) per il fagotto, Emma Tessier (Francia) per il flauto, Nicola Patrussi per l’oboe, Patrick Peignier (Francia) per il corno e infine Maura Gandolfo per il clarinetto.

Dando una veloce letta ai curricula di questi giovani artisti, si capisce subito che il compito dei giurati non è stato facile, avendo avuto a che fare con musicisti assai preparati e con alle spalle numerose esperienze in orchestra come solisti. Le vincitrici di fagotto, flauto e clarinetto, inoltre, hanno già avuto l’esperienza di suonare con un’orchestra lo stesso concerto di Mozart presentato in gara. Curricula a parte, al concerto di premiazione abbiamo ascoltato cinque giovani davvero bravi, che ora, grazie ai 2.500 euro di premio ed ai concerti offerti, potranno lanciarsi in una brillante carriera.

La giovane fagottista Emily Sarrow ci ha regalato un’interpretazione carica della fresca ironia mozartiana, non tralasciando un’intensa cantabilità nel secondo movimento del concerto. Patrick Peignier ci ha fatto scoprire le potenzialità espressive e le sonorità delicate che uno strumento qual è il corno difficilmente sa regalare. Indiscutibile la bravura strumentale e la maturità musicale dell’oboista Nicola Patrussi, con cui l’orchestra Haydn ha trovato una profonda intesa. Ancora un po’ acerba ci è parsa invece la musicalità di Emma Tessier, la più giovane tra i vincitori con i suoi 23 anni. Le sue esibizioni presentavano alcuni errori di troppo, soprattutto nelle cadenze solistiche, in cui il musicista dovrebbe dare il meglio di sé mettendo in rilievo le potenzialità dello strumento. Avevamo preferito l’esibizione degli altri due flautisti giunti in finale: l’italiano Gionata Sgambaro e la croata Dive Franetovic (meravigliose le sue cadenze, peccato avesse un suono troppo piccolo per rimanere sempre udibile al di sopra dell’orchestra). Quanto al concerto per clarinetto, sicuramente il più noto, Maura Gandolfo ci ha regalato un’intensa quanto naturale interpretazione, capace di magnifici legati e di quell’emozionante pianissimo che solo il clarinetto sa realizzare.

Felici di aver ascoltato dell’ottima musica interpretata con intelligenza e sentimento, aspettiamo la prossima occasione.

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