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Promesse bugiarde

Quando una pubblicità ingannevole ti guasta le vacanze. O ti indirizza verso una vacanza-studio inadeguata.

Molte sono state le segnalazioni che ci sono pervenute durante l’estate in merito a vacanze rovinate per le più svariate ragioni. Come prima azione abbiamo suggerito a chi ci ha interpellato di inviare alle rispettive agenzie, entro otto giorni dal rientro, una raccomandata con ricevuta di ritorno, per chiedere i danni per "vacanze troppo disagiate " (una recente sentenza della Suprema Corte di Cassazione ha condannato un Tour Operator al risarcimento per vacanza stressante); in un secondo momento, come associazione a tutela dei consumatori, invieremo alle autorità competenti gli esposti relativi.

Cercheremo ora di riportare, per sommi capi, i casi più significativi, poiché potrebbero essere utili ad altri consumatori per denunciare situazioni analoghe, oppure per evitare di avere a che fare con chi non si comporta correttamente.

I signori C. e D. di Cornuta ci hanno segnalato il caso capitato loro: un soggiorno presso un camping- villaggio turistico guastato da promesse disattese. Si tratta di due nuclei familiari con prole (cinque bambini di età tra uno e sei anni), i quali hanno riscontrato una notevole e sostanziale differenza tra quanto descritto nel catalogo illustrativo del camping- villaggio turistico "Le Nuove Giare" di Civitanove Marche, quanto riportato nella presentazione dello stesso sul sito Internet, quanto illustrato sul Touring Club (edizione 2001) e quanto questi signori hanno sperimentato e vissuto sulla propria pelle, documentando la propria negativa esperienza attraverso descrizioni minuziose, fotografie ed un filmato in videocassetta. Le principali discrepanze riguardavano:

1. la distanza del campeggio dal mare. Mentre sul catalogo, su Internet e sul Touring era indicata una distanza di 200 metri percorribile mediante un passaggio pedonale riservato, in realtà l’alloggio dei signori C. e D. si trovava a 350 metri dalla reception, più altri 350 dalla spiaggia, più altri 200 dal bagno convenzionato, per un totale di 900 metri, collegati da un passaggio pedonale ( i secondi 350 metri ) che non era altro che uno scolo a mare del torrente Caronte, nel quale si trovavano insetti, rane, anguille e serpenti vivi e morti, il tutto da percorrere con bambini piccoli. Da notare che, interpellati telefonicamente prima della firma del contratto, i gestori del campeggio avevano ripetutamente rassicurato sulle caratteristiche della struttura come illustrata nel catalogo e sulla distanza dal mare perfettamente idonea a famiglie con bambini.

2. la pericolosità della pavimentazione delle stradine del campeggio. La pavimentazione delle stradine di accesso alle diverse strutture del complesso è risultata piuttosto pericolosa, in quanto composta da piastre di cemento di cm. 100x50x4 poste alla distanza di 5/10 cm. l’una dall’altra, appoggiate sopra il terreno privo di erba in modo completamente sconnesso. La pericolosità riguardava evidentemente i bambini, che molto spesso inciampavano cadendo, e procurandosi lividi o escoriazioni..

Come associazione di tutela del consumatore chiederemo un risarcimento per i disagi patiti da queste due famiglie al campeggio "Le Nuove Giare", inoltre invieremo un esposto all’Authority per la pubblicità ingannevole e formuleremo una specifica richiesta al Touring Club per un declassamento delle stellette fin qui attribuite a quel campeggio.

Il secondo caso che vogliamo portare a conoscenza dell’opinione pubblica, riguarda una delle più note agenzie che organizza vacanze-studio all’estero per i giovani, ovvero la EF. Anche in questo caso si tratta di due famiglie, D. e L., di Pergine, le quali hanno inviato, tramite EF, le proprie figlie a Londra per un soggiorno di vacanze-studio. Anche in questo caso sono state rilevate sostanziali differenze tra quanto scritto sull’opuscolo illustrativo delle iniziative EF e quanto realmente accaduto ai giovani dei signori D. e L. .

Le maggiori inadempienze contrattuali riguardano:

1. la sede del corso, che secondo gli accordi, quanto scritto sul catalogo ed in base al contratto sottoscritto, doveva essere Londra. In realtà, il corso al quale hanno partecipato le ragazze si è svolto nel comune di Woking, distante 35 km. da Londra, il che ha comportato delle spese aggiuntive di trasporto di 87.80 euro a settimana (tre settimane = 263.40 euro).

2. la composizione delle classi. Nel catalogo è testualmente scritto: "Il primo giorno di scuola, grazie ad un semplice ma accurato test linguistico, valuteremo insieme la tua conoscenza della lingua e ti inseriremo quindi in una classe con altri 9/14 ragazzi, più o meno della tua età e che avranno tutti il tuo stesso tipo di preparazione". La classe nella quale le ragazze sono state inserite era invece composta da 19/20 alunni; inoltre il test iniziale e quello finale sono stati, a parere dei partecipanti, falsificati per tenere assieme i ragazzi dell’Alta Italia e farli apparire più bravi. Sembra addirittura che l’insegnante abbia dato le risposte dei test, oltre ad apparire razzista con battute in classe sui "terroni inferiori", che hanno accenti ridicoli e che non si adattano alla lingua inglese.

3. gli insegnanti. Il catalogo recita: "Avrai a disposizione ben due insegnanti di madrelingua, che cureranno soprattutto l’intonazione e la conversazione, ed un docente italiano che ti aiuterà a dissolvere eventuali dubbi relativi alla grammatica". In realtà le lezioni si sono svolte con un solo insegnante di madrelingua e una italiana, giudicata da tutti i ragazzi del corso non all’altezza del compito;

4. la famiglia ospitante. Sempre secondo il catalogo, "la tua famiglia EF sarà stata scrupolosamente selezionata dai nostri responsabili locali, che solo dopo un attento esame dell’abitazione ed un approfondito colloquio ne avranno stabilito l’idoneità". Ma la famiglia, che ha ospitato le ragazze trentine non poteva certo ritenersi un modello da seguire per dei giovani, in quanto i suoi componenti solevano spesso ubriacarsi;

5. "Un corso EF si sceglie anche per sport" - viene scritto sempre nel catalogo, ma non si capisce il senso di tale frase, poiché durante il soggiorno a Londra di M. ed E. con il corso EF, di sport non c’è stata traccia e dunque la carta "vincente" Member’s card non è stata praticamente utilizzata.

Anche in questo caso, come associazione dei consumatori, oltre a chiedere un risarcimento danni, invieremo un esposto all’Authority in merito alla pubblicità che EF effettua attraverso il catalogo che invia e che in più parti non risulta rispondente alla realtà dei fatti.

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