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Sociologia: 40 anni con le rughe

Antonio Marchi

Mauro Rostagno è come l’ombra di Aldo Moro: ti segue ininterottamente e non te ne liberi mai, perché non hai fatto i conti con il suo passato, perché se non sei il suo assassino sicuramente sei il suo becchino. Renzo Gubert si è servito del quarantennale dei "reduci"di Sociologia per sfogarsi. In quegli anni non se la passava bene per colpa della "dittatura" del movimento e dei suoi leader (Mauro Rostagno: una specie di "galoppino" del PSIUP- cose da pazzi!) e non avendo altri argomenti se l’è presa con Marco Boato, che di quel movimento non era che una piccolissima appendice.

Mauro Rostagno.

Marco Boato però ha avuto il merito di riproporre il problema dell’Aula 1, la quale, intitolata a Mauro Rostagno dal movimento della "pantera", si è legittimata fin dal suo nascere come sede "non istituzionale"; e dunque giustamente si dia a Bruno Kessler quello che si merita (l’Università) e si ridia a Mauro Rostagno quell’aula in memoria del contributo da lui dato in quegli anni e dopo, per il suo coraggio e le battaglie condotte contro la mafia per la libertà di tutti. Ricordiamoci che fino ad oggi il suo vigliacco assassino è ancora impunito.

L’intitolazione a Rostagno di quell’aula è un "risarcimento" che evita la retorica e la nostalgia. Basta leggere l’articolo apparso su "Studiare a Trento" per capire quanto celebrativo sia stato questo quarantennale e quanto poco abbia coinvolto la popolazione che abita oggi Sociologia: "Tra i corridoi e le aule della sede di via Verdi, non si respirava però un clima di festa, non c’era curiosità, euforia... Quello che si percepiva era piuttosto una certa indifferenza, sopratutto tra gli studenti che hanno disertato in massa gli appuntamenti. Così l’aula Kessler si è riempita di giornalisti e docenti, presidi e direttori, che, nonostante tutte le loro buone intenzioni, sono scivolati nel pozzo dei nostalgici ricordi".

Sono d’accordo! Per il revival dei reduci di quel periodo, l’Aula intitolata a Bruno Kessler, ribattezzata "Aula Mauro Rostagno", sabato 26 ottobre, era sì finalmente piena di gente, ma con le rughe.

Mauro Rostagno, in una delle sue ultime apparizioni pubbliche (a Trento, in occasione del ventennale,1988) disse una frase che ho voluto campeggiasse in quell’occasione e cioè: "Cambiare le proprie idee restando fedeli a se stessi". Pochi di quelli intervenuti sono rimasti fedeli a se stessi. I più sono beatamente felici di aver tagliato la corda per altre vie molto più redditizie.

La scrupolosa ricerca di un posto migliore su questa terra è sicuramente una bella idea della "sociologia", ma rimane là nel cassetto dei ricordi con tutto l’armamentario della nostalgia. In un quarantennale della facoltà di Sociologia tutto questo non ha niente a che fare, ma fa notizia parlarne. Punto e a capo.