Menù
Home
QT
Questotrentino
Mensile di informazione e approfondimento
Utente
Cerca

Sezione principale

La scuola di Margarius

Le esibizioni trentine di Anna Kravtchenko e di Alexander Romanovski, entrambi vincitori del Busoni, ed entrambi allievi del maestro ucraino Leonid Margarius. Il quale, trasferitosi a Rovereto, sta dando vita a una scuola di piano di altissimo livello.

Venerdì 29 novembre, assieme ad una nutrita moltitudine di persone, ci trovavamo al Polo Museale di Rovereto, la cui apertura ufficiale avverrà il 15 dicembre prossimo, presenti ad uno dei numerosi eventi che, nelle intenzioni del Comune, preludono alla nascita di questo importante ed attesissimo centro culturale. La circostanza era l’inaugurazione della nuova sede della biblioteca civica e per l’occasione si esibiva in un recital all’aperto (breve inciso: la bellezza architettonica dello spazio non giustifica l’insensato sacrificio dell’artista!) la brava pianista ucraina Anna Kravtchenko, musicista più volte apprezzata in regione sin dal lontano 1992, anno in cui vinse il prestigioso Premio Busoni sotto la guida del suo maestro, Leonid Margarius.

Alexander Romanovsky

Altra città, altra occasione. Lunedì 2 dicembre abbiamo assistito al concerto di beneficenza voluto dal Rotary Club Trentino Nord finalizzato alla raccolta di fondi per l’eliminazione della polio dal pianeta entro il 2005. Sul palco dell’Auditorium S.Chiara di Trento si è esibito al pianoforte il giovane talentuoso Alexander Romanovsky, già Premio Busoni nel 2001 ed allievo di Leonid Margarius.

Questo nome compare sempre più spesso nell’ambiente musicale della nostra regione. Ma chi è Leonid Margarius? Di certo un eccezionale insegnante, se pensiamo che due suoi allievi hanno vinto in giovanissima età uno dei concorsi pianistici più importanti nel mondo e che un altro suo pupillo, Vitali Samoshko, primo premio al "Regina Elisabetta" di Bruxelles nel ’99, arrivò secondo per un soffio al concorso bolzanino l’anno in cui vinse l’italiano Roberto Cominati.

Queste belle credenziali hanno accresciuto col tempo l’interesse verso questo didatta, tanto che apparve un articolo dal significativo titolo "Caro Maestro" dedicato alla figura di questo musicista sulla rivista Amadeus (numero di marzo di quest’anno), il mensile più quotato del settore musicale.

Margarius, ucraino di nascita, allievo di Regina Horowitz (sorella del famoso Vladimir), arriva in Italia per insegnare all’Accademia pianistica di Imola, quindi trasferisce la sua residenza a Rovereto, come già fecero altri prestigiosi nomi del mondo musicale, invitato da alcuni mecenati roveretani, promotori attenti dell’arte.

Leonid Margarius

Nel ’99 un concerto di beneficenza organizzato da un’associazione trentina presso la sala Filarmonica di Trento ci fa conoscere, sotto lo slogan "Le stelle dell’Ucraina", Margarius, Kravtchenko, Romanovsky e Samoshko. Il maestro stesso ed i suoi tre allievi si esibirono in un’emozionante serata, prima vera presentazione di questi artisti e della loro scuola alla città.

Nel 1999 e 2000 anche la realtà locale viene a contatto con l’insegnamento di questo maestro, grazie ad un paio di Masterclass organizzate dal Conservatorio di Trento, indirizzate per lo più alle giovani leve. Questi primi contatti con l’ambiente trentino e la sua grande fama d’insegnante devono aver trovato un punto felice d’incontro, infatti da oltre un anno Leonid Margarius tiene un corso di perfezionamento pianistico a Trento, assistito da Anna Kravtchenko, richiamando in città numerosi giovani musicisti, trentini e non, volenterosi di apprendere gli insegnamenti della scuola russa.

Ma nella nostra regione già esisteva una tradizione pianistica che risale nientemeno che alla eccezionale figura di Arturo Benedetti Michelangeli. Quasi tutta la generazione di pianisti che si diplomò attorno agli anni ’80 e che ora ritroviamo nel corpo insegnanti dei Conservatori di Trento e di Bolzano studiarono con Bruno Mezzena, altro nome importante della musica italiana, già allievo di Michelangeli e di Marguerite Long. Su di un terreno fertile di grandi insegnamenti ha dunque attecchito col tempo una nuova scuola pianistica, molto distante dalla tradizione del pianismo italiano, ma che nell’ultimo decennio si è dimostrata vincente, confermando la grandezza dei suoi illustri capostipiti, quali Rubinstein, Horowitz e Richter.

La preziosa sensibilità musicale della Kravtchenko, capace di emozionare anche in condizioni proibitive, e le indiscusse doti di Romanovsky, giovane talento che dimostra una interessante maturazione, ci fanno apprezzare le qualità della scuola russa, che racchiude in sé un grande virtuosismo, una forza sonora disarmante ed una accentuata espressione romantica delle linee melodiche.

Non ci rimane quindi che osservare ed aspettare i primi frutti che nasceranno a Trento dalle cure del maestro Margarius. Per il momento possiamo già ascoltare alcuni suoi allievi a Rovereto. Per tutto l’anno, con cadenza mensile, i giovani pianisti si esibiscono per l’Associazione Mozart Italia. Il prossimo appuntamento cade domenica 22 dicembre.

Parole chiave:

Articoli attinenti

In altri numeri:
Dita incantatrici
A. Sommariva
La Kravtchenko per il Sudan
Federico Scarfì

Commenti (0)

Nessun commento....

Scrivi un commento

L'indirizzo e-mail non sarà pubblicato. Gli utenti registrati non devono inserire il codice e possono modificare il proprio commento dopo averlo inserito.

Riporta il codice di 5 lettere minuscole scritto nell'immagine. Puoi generare un nuovo codice cliccando qui .

Attenzione: Questotrentino si riserva la facoltà di cancellare commenti inopportuni.