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Nachtlieder al museo

In concomitanza con la mostra "Tutti a nanna. Il sonno degli esseri viventi" al Museo Tridentino di Scienze Naturali, le delicate pagine di alcuni Lieder ottocenteschi sulla notte e il sogno, interpretati dalla voce del soprano Cristina Miatello e dal pianoforte di Stefano Fogliardi.

"O santa notte, tu stai per finire; così svaniscono anche i sogni, come il raggio di luna nelle
stanze, nel silenzioso cuore dell’uomo. Egli con piacere li spia; li richiama, sul far del giorno: torna indietro, o santa notte! O sogni d’incanto, tornate indietro!"
(Nacht und Traume, musica di Schubert, testo di M. von Collin).

Cristina Miatello.

Quanto cara è la notte ai poeti! Quale attrazione suscita il chiarore della luna e quale ispirazione evocano le ore notturne nel loro animo! Lentamente l’emozione diventa parola e la parola trova nella musica il suo prezioso interlocutore.

Domenica scorsa la notte e i sogni sono stati evocati nelle sale del Museo Tridentino di Scienze Naturali attraverso le delicate pagine di alcuni Lieder ottocenteschi, interpretati dalla voce del soprano Cristina Miatello e dal pianoforte di Stefano Fogliardi. Felice occasione nata dalla concomitanza dell’allestimento nel Museo della mostra "Tutti a nanna. Il sonno degli esseri viventi".

Il Lied, preziosa miniatura ottocentesca, è fusione tra parola e musica, tra l’espressione di un sentimento e l’evocazione dello stesso. Le tematiche riguardano quasi sempre gli affetti, l’ambiente familiare e il sentimento della natura . La melodia del canto porge al nostro ascolto ciò che il poeta vuole dirci, mentre l’andamento e le armonie del pianoforte ne sottolineano lo stato d’animo.

Dolcissima la notte augurata dal Wiegenlied im Sommer di Hugo Wolf, attenta cura di una
madre sul figlio che si addormenta, e quella della più famosa ninna-nanna di Brahms, Wiegenlied; agitata invece quella trascorsa nell’attesa di una risposta da parte di un amore troppo lontano in Es traumte mir e Immer leise Wird mein Schlummer di Brahms; assai più leggera e scanzonata l’atmosfera notturna delle serenate raccontata in Staendchen e Vergebliches Staendchen sempre di Brahms, o delle divertenti peripezie notturne dei fantastici abitanti della foresta in Elfenlied di Hugo Wolf.

I delicati pianissimo di Cristina Miatello hanno evocato la serenità della notte e la luminosità argentea dei raggi di luna, mentre l’accompagnamento attento di Stefano Fogliardi ha sapientemente ricreato i diversi stati d’animo che percorrono l’ora blu.

Grati per il bel concerto, non mancheremo ai prossimi appuntamenti musicali sulla notte organizzati presso il Museo di Scienze Naturali (domenica 9, 16 e 26 marzo, ore 16, ingresso libero).

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