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Grattacapi edilizi

Troppo cemento a Mezzocorona? Qualcuno protesta...

Cemento e mattoni sono ultimamente fonte di grattacapi per l’amministrazione comunale di Mezzocorona. Su due vicende urbanistiche il Comune ha dissipato (e non è ancora finita!) energie aggiuntive e qualche migliaio di euro in consulenze legali cercando di districarsi dagli inghippi. Anche l’immagine complessiva della borgata non pare averne guadagnato: per giorni le cronache dei quotidiani locali sono state occupate da titoli che hanno martellato sull’"abuso edilizio", sul "pasticcio urbanistico", ecc.

Mezzocorona.

Due gli episodi principali, diversi ma uniti dal denominatore del sospetto e del pettegolezzo, dei poteri forti locali, dell’apparente approssimazione e in ultimo, della sensazione che di mattoni e cemento a Mezzocorona sia stia facendo indigestione.

Il primo caso riguarda la costruzione di un grande capannone artigianale presso la stazione ferroviaria. L’immobile, si scopre a lavori quasi ultimati, è stato costruito per una parte non irrilevante in "fascia di rispetto", terreno che deve essere lasciato libero in vista della realizzazione di qualche opera pubblica, nel caso specifico di una pista ciclabile.

Sia chiaro: per chi opera tra norme spesso stratificate e contorte l’errore è sempre possibile. Ma nell’occasione tutti hanno appreso quello che per altro già molti sapevano, e cioè che il terreno era appartenuto fino a pochi mesi prima a una società nella quale, per rapporto parentale stretto, era coinvolto un geometra dell’ufficio tecnico. Il particolare ha di certo alzato il livello di sospetto nei confronti dell’accaduto. E’ probabile che alla fine, tutto trovi una composizione visto che, come dicono gli stessi amministratori, il Comune non pare ne abbia subito un danno reale, poiché la pista ciclabile potrà essere realizzata comunque senza l’abbattimento parziale del fabbricato. Intanto, la dirigente dell’ufficio tecnico, nominata da poco tempo, ha presentato le dimissioni.

Quasi chiusa la prima, altrettanto spinosa si presenta la seconda vicenda. In questo caso è già partita la mobilitazione popolare con tanto di raccolta di firme (quasi 400) in calce a una petizione che chiede al Comune di bloccare, o modificare radicalmente, la costruzione di decine di appartamenti. A capo del movimento di opposizione al progetto troviamo Alberto Molinari, ingegnere e docente universitario, che per avere le mani più libere si è dimesso da una presidenza pubblica di riguardo, quella dell’azienda intercomunale multiservizi che egli stesso aveva guidato fin dalla sua fondazione grazie alla fusione delle tre ex aziende elettriche di Mezzocorona, Mezzolombardo e San Michele."Il progetto di recupero dell’area Bertagnolli, attualmente all’esame della commissione edilizia del comune di Mezzocorona - secondo il comitato di cittadini - delinea uno scenario inquietante per lo sviluppo di un’area del centro storico della borgata. Il progetto prevede la realizzazione di 39 appartamenti e di altri locali ad utilizzo terziario (35% dei volumi), preoccupa i residenti della zona e suscita perplessità da parte di molta della popolazione di Mezzocorona".

Preoccupa l’impatto sulla viabilità della zona (si metteranno in circolazione almeno un centinaio di vetture) e si tratta di strade assolutamente incapaci di assorbire un tale aumento del traffico, che metterà a repentaglio anche la sicurezza dei residenti. Molte famiglie attualmente mandano i figli a scuola a piedi, da soli, ma "nel momento in cui lo sfruttamento edilizio dell’area dovesse completarsi - dicono quelli del comitato - la sicurezza dei bambini sarà messa a repentaglio". Segnalano poi che nella zona troverà sede la nuova stazione della Ferrovia Trento Malè, che comporterà un forte aumento dei flussi pedonali e un ulteriore incremento del traffico e che, nelle vicinanze, sono stati completati o sono in corso altri interventi edilizi che porteranno alla realizzazione di oltre venti unità abitative.

"Un’area - hanno scritto al sindaco - che per molti anni è stata occupata da un’attività industriale da cui la borgata ha tratto beneficio in termini di immagine, verrà invasa da una densità abitativa che non trova riscontro nei centri storici della nostra terra. I volumi a destinazione industriale oggi vengono trasformati, derogando su altezze e distanze, senza che si riesca a vederne un’utilità pubblica".

E avanzano una proposta: il piano regolatore per gli insediamenti storici del Comune di Mezzocorona prevede che nel caso di recupero urbanistico l’Amministrazione comunale possa chiedere che vengano previsti idonei spazi da riservare ad opere e impianti di interesse pubblico, a verde pubblico, parcheggi, ecc. Il ricorso a questa facoltà può essere la soluzione al problema.

Il Comune replica di aver ereditato il piano regolatore dalla vecchia amministrazione e di aver già fatto molto per moderare l’impatto dell’intervento. Infatti, ricordano sindaco ed assessori, il progetto presentato in origine dall’impresa immobiliare prevedeva un numero maggiore di appartamenti e pochi parcheggi, mentre ora il rapporto è migliorato. Ma il comitato è convinto che si debba fare molto di più.

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