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L’uomo forte

Elezioni provinciali: il “popolare” van Staa e le sue proposte “forti” verso la maggioranza assoluta.

Il 28 settembre i tirolesi votano per il Consiglio provinciale. Sono le prime provinciali per Herwig van Staa, nuovo (ma non tanto) Capitano e capo dei popolari tirolesi. I quali, col 47%, ora hanno 18 seggi su 36 nel Consiglio. Ma sembra che, questa volta, ce la farano a riconquistare la maggioranza assoluta, come ai tempi del leggendario Capitano Wallnoefer; la cui figlia, guarda caso – o lungimiranza? – è la consorte dell’attuale capo. Dal chei si deduce che i montanari tirolesi, forse, hanno ancora delle simpatie per la monarchia ereditaria.

Il Capitano del Tirolo Herwig van Staa.

Due i pericoli che minacciano di ridimensionare il trionfo annunciato: sondaggi troppo buoni, ed il cancelliere Schüssel, capo del governo e leader non più indiscusso dei popolari.

I sondaggi, dicevamo: mentre alcuni pronosticano fino al 57% per i popolari, il Capitano cautamente insiste che la maggioranza assoluta è sì in vista, ma non assicurata, e bisogna impegnarsi per vincere in grande. Una maggioranza sicura potrebbe infatti indurre potenziali elettori popolari a restare a casa, o convincere gli incerti (specialmente urbani), che temono un potere troppo monolitico, a votare per un altro partito per equilibrare un po’ il risultato. I sondaggi pubblicati dai popolari, quindi, sono sempre solo leggermente al di sopra della soglia del 50% (e quindi platealmente più pessimistici dei sondaggi indipendenti), mentre van Staa dichiara di "voler contare di più nel partito nazionale" e, perciò, di puntare a superare solo di poco il recente trionfo del popolarissimo Capitano Proell nella Bassa Austria (54%).

I popolari nazionali, invece, sono nei guai. La riedizione della coalizione di governo con i Freiheitlichen, dopo sei mesi, si è rivelata un mezzo suicidio. Il governo litiga, il vicecancelliere Haupt (leader solo ufficiale, dei Freiheitlichen, perché il vero capo continua ad essere Haider), è occupatissimo a preservare la sua poltrona pericolante causa l’ostruzionismo di Haider, che da buon populista ha capito che un partito della destra radicale perde quando governa, mentre cresce quando è all’opposizione. E perde soprattutto quando fa parte di un governo caratterizzato dalla linea neo-liberale dei popolari. Per cui Haider riprende a fare il Robin Hood, vendicatore degli oppressi, baluardo dell’uomo qualunque contro l’arroganza dei potenti; ed i socialdemocratici, da bravi utili idioti, sognano di battere il governo alleandosi con lui...

Con un vice traballante, anche il cancelliere Schüssel non riesce più a presentarsi come unico garante della governabilità, anzi… Ma pur con una maggioranza sempre più riottosa, continua a riformare l’Austria: in senso liberista, ovviamente. Prima dell’estate, la riforma delle pensioni (meno per tutti i lavoratori, specialmente le donne, con qualche clientelare ritocco per certi settori) ha provocato il primo sciopero quasi generale dal lontano 1950. Poi, in questi giorni, il governo ha deciso di privatizzare la grande accaieria Voest, mitica bandiera del vecchio settore statale, provocando una mezza rivoluzione a Linz, dove un altro Capitano popolare sta rischiando di perdere la sua maggioranza nelle imminenti elezioni.

Schüssel è il grande assente dalle elezioni provinciali. I popolari tirolesi sembra abbiano dimenticato di avere un capo nazionale e perfino di appartenere ad un partito nazionale. La tradizionale sigla OeVP "("Oesterreichische Volkspartei") ed il logo del partito non appaiono nemmeno in piccolo sui manifesti del "Team Tirol" di Herwig van Staa, a ricordare che la lista da votare sulla scheda si chiama "Tiroler Volkspartei". Un "forte" team con un "forte" capo, con delle soluzioni "forti" per un paese "forte", insomma. "Forte" è la parola-chiave sui manifesti e nella campagna elettorale. Non si capisce bene, in verità, in che consistano, le soluzioni "forti", visto che nel paese dei miracoli governato dai popolari sin dall’inizio della storia, problemi da risolvere pare non ne esistano; ci basti sapere che sarano delle soluzioni "forti". Il che non guasta in una società che stenta ad ammettere che i tradizionali valori di Patria e Famiglia, di una società idillica-rurale, non funzionano più, che anche il Tirolo è diventato un paese post-industriale, urbanizzato, con una società nei fatti multi-etnica, multi-culturale, fortemente segmentata ed indivualizzata.

E gli alti partiti? I Freiheitlichen (una volta, in elezioni nazionali, primo partito nel Tirolo, e con 7 seggi nell’attuiale Consiglio) rischiano, dopo una serie di lotte interne e ridicoli intrighi di palazzo in seno al gruppo consigliare, di scomparire. I socialdemocratici, attualmente in coalizione con van Staa (di cui fanno i chierichetti), sono quotati fra il 20 ed il 25%, cioè stagnanti. I verdi (con 3 consiglieri e quasi il 9% nelle ultime elezioni), invece (ma attenzione, sono quasi storicamente sopravvalutati nei sondaggi), sono quotati al 15% (e ben oltre il 20% ad Innsbruck).