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Il caso Cogo

Nell’ultimo numero abbiamo pubblicato una documentazione da cui risulterebbe che Margherita Cogo, consigliera provinciale del Pd, avrebbe nella scorsa legislatura presentato al suo partito documenti alterati per pagare meno trattenute.

Della cosa si è occupato il Pd, che le ha richiesto spiegazioni formali. Cogo ha risposto assicurando l’avvio di una causa civile (perchè civile?) contro chi (noi? l’ex-segretario dei Ds Bondi che ha sollevato il tema?) la starebbe calunniando. Cogo già in passato aveva preannunciato azioni legali per le nostre rivelazioni sulla sua gestione clientelare dell’assessorato alla cultura, e non era successo nulla, attendiamo seremi anche questa volta. E il Pd si accontenta di vaghi preannunci di querela?

Del problema abbiamo investito anche il gruppo consiliare dei democratici, che la Cogo ha nominato proprio capogruppo e assessore. Al di là delle chiacchiere, ci è stato in buona sostanza risposto: "la Cogo sta svolgendo un buon lavoro, non intendiamo cercare rogne".

Se le cose stanno così, ha ragione Berlusconi: la questione morale riguarda solo gli avversari.