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Bond argentini e Cirio: come reagire

E inoltre: decreto anti black-out, velocità in autostrada, spese natalizie.

Bond argentini e Cirio. Molti sono i piccoli risparmiatori, che, dopo la pubblica assemblea, tenutasi alla sala Gabardi a Trento martedì 21 ottobre scorso, si sono rivolti alla Federconsumatori del Trentino per cercare di capire come poter recuperare il proprio capitale investito in tali operazioni.

L’azione che l’associazione dei consumatori intende svolgere in proposito si articola su diversi fronti.

Sergio Cragnotti, ex padrone della Cirio.

Per quanto riguarda i titoli argentini è stata inviata una lettera con la richiesta di un incontro al Presidente della Federazione Trentina delle Cooperative, in quanto diversi cittadini si sono indirizzati con fiducia e convinzione alle Casse Rurali per le caratteristiche proprie di tali istituti di credito rispetto alle altre banche. E’ questa anche la ragione che ci ha spinto ad interpellare prima di tutto il massimo organo che esercita funzioni di rappresentanza politica delle Casse Rurali Trentine.

In secondo luogo vedremo di offrire assistenza legale sia in ordine ad eventuali "cause pilota", nei confronti di quelle banche che non si sono comportate in modo corretto, violando le norme della stessa Consob, sia in ordine alla vertenza con il Governo argentino, attraverso il CITA (Comitato Italiano Titoli Argentini, organismo creato appositamente dall’Intesa dei consumatori ).

Quanto ai titoli Cirio, si cominceranno a raccogliere le sottoscrizioni degli interessati per conferire allo studio del prof. avv. Ruffolo il mandato per la soluzione transattiva o giudiziale della vertenza. In questo caso si tratta, per il momento, di una lettera, che viene inviata alle singole banche dei soggetti coinvolti, per comportamento illecito tenuto dalla banca. Sono infatti state violate le principali norme in tema di operazioni finanziarie, poiché non è stato osservato alcuno dei doveri che la disciplina di esecuzione impone agli intermediari, mentre sono stati, invece, utilizzati raggiri e artifici per ingenerare la fiducia dei risparmiatori nell’operazione; comunque si è agito in spregio dei principi di correttezza e buona fede nei rapporti negoziali.

L’effetto di tale agire si è concretizzato nella conclusione di negozi di compravendita nulli, o sicuramente annullabili; e, soprattutto, si sono delineate fattispecie di responsabilità precontrattuale e contrattuale, con le quali viaggia parallela una responsabilità extracontrattuale da truffa civile.

Per tutto quanto premesso, dunque, si invita e diffida la singola banca a restituire al risparmiatore il capitale investito, oltre all’interesse e alle spese effettuate, in aggiunta al necessario ristoro dei danni.

Nel caso in cui la banca non dovesse far pervenire un pronto riscontro, lo studio del prof. Ruffolo adirà le vie legali per ottenere giustizia.

La Federconsumatori del Trentino inizierà a raccogliere le adesioni dei cittadini interessati alle iniziative riguardanti tanto i titoli argentini quanto quelli Cirio a partire da mercoledì 5 novembre nell’orario di apertura dello sportello e precisamente:

- presso la sede di Trento in via Muredei 8 il lunedì e il venerdì dalle 9 alle 10,15, e il mercoledì dalle 16,30 alle 18;

- presso la sede di Rovereto in via Maioliche il 1° e 3° mercoledì del mese, dalle 9 alle 10;

- presso la sede di Riva del Garda in viale Liberazione il 2° e 4° mercoledì, dalle 9 alle 10.

Il decreto anti-blackout. La signora M. M. di Trento vuole conoscere un nostro parere a proposito della conversione in legge del decreto anti-blackout da parte del Governo.

Come Intesa dei consumatori siamo nettamente contrari a tale decreto non solo perché esso fa parte della logica delle deroghe e dei condoni, ma anche perché lascia irrisolti tutti i problemi di governo e gestione del sistema energetico nazionale. Inoltre il decreto rischia di creare ulteriore inefficienze con danni rilevanti per l’ambiente e la salute dei cittadini, non offrendo garanzie rispetto al permanente rischio di blackout.

Il decreto, convertito in legge, permette di sforare i limiti posti alle emissioni in atmosfera e contemporaneamente allenta i vincoli posti dalle norme esistenti alle temperature delle acque di scarico.

Approfittando del blackout si è cercato di restituire allo Stato ed alle burocrazie centrali ruoli e poteri impropri, arrestando di fatto il processo di liberalizzazione. In questa fase, la prevista privatizzazione "al buio" della rete di trasmissione nazionale, non potrà che favorire l’ingresso di monopolisti privati, senza offrire certezze e garanzie di investimenti sulla rete, che sono a nostro parere, urgenti e necessari, proprio a prevenire ulteriori blackout.

Così le aspettative dei consumatori di miglioramento del servizio elettrico e contenimento delle tariffe slitteranno sine die. Di questo passo, poi, le energie rinnovabili avranno in Italia sempre meno cittadinanza.

In autostrada a 150 all’ora. P. L. di Trento ci scrive allarmato circa il ventilato aumento della velocità sulle autostrade.

Ebbene, in nessun tratto aumenterà la velocità sulle autostrade se esso non verrà approvato dagli automobilisti.

Anche gli utenti infatti verificheranno le tratte autostradali nelle quali il limite di velocità verrà innalzato a 150 km/h. A far parte della commissione che individuerà tratte e condizioni per l’innalzamento, vi sarà anche l’Intesa dei consumatori, in rappresentanza degli automobilisti italiani che ogni giorno utilizzano le autostrade pagando il pedaggio.

L’intervento dell’Intesa va nella direzione di garantire la sicurezza degli utenti e tutelare chi la strada l’utilizza quotidianamente, apportando altresì un contributo concreto all’intera operazione di innovazione.

Se tali garanzie non verranno fornite agli utenti attraverso l’inserimento nelle varie commissioni, e quindi i lavori non godranno della massima trasparenza, l’Intesa dei consumatori impugnerà dinanzi al Tar tutti gli atti finalizzati all’innalzamento del limite a 150 km/h.

Salviamo la tredicesima. Da qualche giorno è iniziata la corsa a sconti e promozioni da parte delle catene commerciali, supermercati e commercianti. Si tratta in gran parte di offerte assai allettanti, ma di difficile fruizione reale per il consumatore: prodotti pubblicizzati venduti solo in tagli minimi, esaurimenti scorte, merce in offerta di qualità scadente, prodotti in promozione nascosti e difficili da reperire, ecc.; senza poi contare il fattore "specchietto per le allodole", che porta a scontare un certo numero ridotto di prodotti per alzare poi il prezzo di tutti gli altri.

Sono questi tutti elementi che gettano il caos sulla questione sconti e non promettono niente di buono sul piano dei consumi. A tale proposito l’Intesa dei consumatori sta studiando opportune iniziative, all’interno della campagna "Salviamo la tredicesima", che verranno messe in atto durante le festività natalizie. Tali proposte porteranno ad una contrazione dei consumi stimabile intorno al 20%, consentendo al cittadino di non svuotare il portafogli, senza però rinunciare ai consueti regali di Natale.

Le previsioni sui consumi nel periodo natalizio, a nostro avviso, sono tutt’altro che rosee. Occorre dunque una cooperazione tra tutti i soggetti della catena (commercianti, grande distribuzione, produttori, consumatori), per evitare danni all’economia nazionale e, allo stesso tempo, non rovinare le feste agli italiani.

L’Intesa dei consumatori chiederà nuovamente nei prossimi giorni a tutti i soggetti della catena un impegno concreto e reale per far sì che si possa realizzare uno sconto sui prodotti alimentari del 10%, e del 25% su tutti gli altri beni.