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Vacanze tranquille

E inoltre: sms gratis, bond argentini, spese di Natale, risarcimenti RCAuto.

Diversi consumatori ci chiedono la ragione in base alla quale solo alcune segnalazioni vengono rese note. Ci preme puntualizzare che sia per lo spazio limitato a nostra disposizione, sia per una questione di principio, privilegiamo le questioni che possono interessare non il singolo consumatore, il quale può consultarci negli orari di apertura dello sportello, ma il maggior numero possibile di cittadini.

Vacanze tranquille. Il sig. C. M. di Riva, avendo progettato di trascorrere le vacanze natalizie in Turchia, vuol sapere se può disdire le vacanze senza pagare penali, dopo i fatti di terrorismo che si sono recentemente verificati. Ci è stato riferito che i tour operator sostengono che deve essere pagata la penale prevista dal contratto; ma secondo noi, per quanto riguarda la Turchia, a fronte dell’evidente impossibilità di fruire serenamente delle vacanze, e del serio pericolo di attentati (come dimostrato altresì dal rinvio della partita Juventus-Galatasaray), è legittimo che il consumatore receda dal contratto senza penali, considerato che non si tratta di rinuncia volontaria, ma di causa di forza maggiore.

Per evitare questi problemi è importante, comunque, prenotare con cura le proprie vacanze.

Riportiamo di seguito i consigli che l’associazione dei consumatori suggerisce per evitare imbrogli o danni:

1. rivolgersi ad agenzie conosciute;

2. versare caparre esigue per non essere soggetti a ritorsioni;

3. esaminare il contratto con attenzione. In particolare:

- controllare le clausole scritte in caratteri molto piccoli, che solitamente limitano i diritti del cliente;

- appurare l’importo della penale in caso di rinuncia al viaggio già prenotato e chiedere una riduzione della stessa;

- chiedere penalità suppletive in caso di errori dell’agenzia o del tour operator;

4. non firmare nessun modulo in bianco;

5. scegliere con cura la compagnia di trasporto e nel caso di viaggi aerei chiedere agli aeroporti la conferma dell’esistenza della stessa, verificandone la consistenza;

6. controllare su Internet le proposte delle agenzie e le caratteristiche della zona: mare pulito, assenza di inquinanti nei paraggi…;

7. non fidarsi delle foto dei cataloghi o delle dizioni "di lusso", "prima categoria" o "5 stelle"; verificare invece, i servizi effettivamente offerti (aria condizionata, telefono, piscina, ascensore…) e chiedere specifiche nel caso di spiegazioni vaghe o assenti riguardanti: presenza del portiere notturno e possibilità di rientro a tarda ora, distanza dell’albergo dalla spiaggia, presenza nelle vicinanze dell’albergo di locali notturni che possano disturbare, posteggio interno all’albergo a disposizione dei clienti…);

8. verificare che le promesse mirabolanti, contenute nei dépliant o garantite dal venditore, siano riportate anche nel contratto;

9. chiedere sempre di avere qualche giorno prima della partenza i documenti di viaggio, così da poterli controllare;

10. se con il viaggio è offerta una copertura assicurativa, verificare di non essere già coperti da assicurazioni simili: in tal caso chiedere di avere garanzie contro altri tipi di rischi.

La Christmas card.Il sig. B.D. di Cles ci chiede chiarimenti sul servizio Christmas card offerto da Vodafone, che, nel pubblicizzare tale servizio, dice che si possono inviare 100 sms gratis al giorno.

Vodafone ha lanciato sul mercato la solita Christmas card, attraverso la quale l’utente può inviare, per un periodo limitato, 100 sms "gratis" al giorno verso utenti Vodafone e 100 mms, anch’essi gratis. In realtà tali sms e mms tanto gratis non sono, visto che per averli l’utente paga 7 euro. C’è poi un dettaglio che pochi conoscono. Con la number portability, infatti, non è più possibile individuare con facilità il gestore di un numero telefonico.

E’ quindi possibile che a un prefisso 338 corrisponda un numero Vodafone, o che a un 349 faccia capo un numero Wind. Dunque, l’utente che intende approfittare dell’offerta e spedire un sms gratis può cadere in errore, credendo di inviare un messaggio a un numero Vodafone e inviandolo invece a un numero Tim e, di conseguenza, pagando inconsapevolmente la tariffa sms prevista dal proprio piano tariffario.

C’è poi un’altra questione: la carta servizi per attivare la Christmas card quest’anno costa 7 euro; ma in circolazione vi sarebbero ancora le carte dello scorso anno, il cui costo è di 6 euro. Si viene ad avere così che alcuni utenti, per attivare il medesimo servizio, spenderebbero 6 euro, altri 7, con una discriminazione inaccettabile, visto che il servizio offerto è identico.

Infine ricordiamo che solo due anni fa la Christmas card costava 10.000 lire (contro i 7 euro attuali): un aumento di oltre il 35% in soli due anni!

Abbiamo presentato queste osservazioni alla sede centrale dell’associazione dei consumatori, che intende presentare un esposto all’ Autorità per le comunicazioni affinché accerti il corretto comportamento del gestore ed eventuali violazioni a danno degli utenti.

Che Natale avremo?La signora T. G. di Trento si dice sconcertata dai messaggi che le giungono da un lato dalla Confesercenti, che invita i consumatori a spendere in occasione del Natale, e dall’altro dall’Intesa dei consumatori, che continua a parlare di una festa gelida, in quanto la tredicesima sarebbe già stata impegnata a saldare l’erosione del caro-prezzi.

In effetti non c’è da stare allegri. Secondo uno studio elaborato dalla Confesercenti la quota della tredicesima destinata alle spese natalizie calerà dell’ 1,6% rispetto allo scorso anno, mentre per i pranzi e le cene di Natale e Capodanno gli italiani non baderanno a spese. Secondo l’Intesa invece la tredicesima non potrà essere destinata né alle spese natalizie, né al risparmio, in quanto erosa da due anni di aumenti di prezzi e tariffe, e perché verrà utilizzata per pagare mutui, bollette e debiti contratti a causa del caro-vita. Le associazioni dell’Intesa contestano anche i dati di Confesercenti relativi alle spese di pranzi e cene. Se rispetto al 2002 spenderemo di più per i pasti (+10 euro per Natale e +14 per Capodanno), non sarà certo perché compreremo più prodotti! Al contrario le famiglie acquisteranno meno prodotti, ma a prezzi sensibilmente più alti rispetto al 2002; solo così è possibile spiegarsi gli aumenti di spesa previsti da Confesercenti.

RC Auto: cominciano i risarcimenti. La sig. M. F. di Rovereto vuole saper se risponde al vero la condanna inflitta ad una assicurazione auto dopo il decreto salva-assicurazioni emanato dal Governo.

Ebbene, nonostante il decreto salva-compagnie, la Federconsumatori ha promosso una serie di cause pilota. La sentenza cui si riferisce la signora di Rovereto rappresenta la prima del genere in Emilia.

Il giudice, nel condannare l’assicurazione Fondiaria-Sai alla restituzione del 20% del premio pagato e alla rifusione delle spese legali, ha dichiarato che la decisione, da prendersi secondo equità, si è basata su principi di diritto.

Le compagnie, se non avessero avuto come alleato il Governo, avrebbero avuto milioni di simili sentenze.

Bond Argentini.Sono molti i consumatori che ci chiedono notizie in ordine ai bond argentini, in quanto sono diversi i piccoli risparmiatori tirati dentro questa rete. A livello provinciale esiste da mesi uno specifico comitato presso la Federconsumatori del Trentino che fornisce informazioni e adesioni al Cita (Comitato Investitori Titoli Argentini ), il quale tratta direttamente col Governo argentino.

Inoltre l’Intesa dei consumatori, per contrastare la reticenza di Bankitalia e Consob, che continuano a sorvolare su talune modalità truffaldine delle banche nella vendita dei titoli argentini a migliaia di risparmiatori (proposti come operazioni prive di rischio, senza che le autorità si degnassero di fornire i tabulati di carico dei bond, che l’Intesa aveva richiesto per poter verificare se gli istituti di credito avessero nel proprio portafogli titoli, salvo scaricarli quando la situazione economica dell’Argentina fosse ormai compromessa) ha redatto esposti-denuncia penali, che verranno presentati alle Procure della Repubblica di mezza Italia, tra cui anche Trento.

La Banca d’Italia, come nel caso dell’operazione truffaldina dei titoli Cirio, piazzati a migliaia di risparmiatori per scaricare su di loro i rischi degli incauti affidamenti ad un finanziere d’assalto, continua ostinatamente a difendere l’operato delle banche, senza neppure peritarsi di mettere all’ordine del giorno della riunione del 21 novembre scorso con i banchieri, con l’Abi ed il Capo della Vigilanza, la questione del risparmio tradito e saccheggiato, per precise responsabilità delle banche.

L’Intesa dei consumatori, che ha raccolto migliaia di deleghe di risparmiatori ai quali le banche hanno consigliato i titoli argentini, omettendo di informarli compiutamente sui rischi dell’investimento (come contemplato dalla normativa Consob), dopo aver presentato atti di citazione nei tribunali civili ed intavolato una trattativa col Governo argentino, ha deciso di presentare una raffica di denunce penali per tentare di scalfire l’omertà e la reticenza della Banca d’Italia, che continua a sbeffeggiare i risparmiatori.

Sono oltre 450.000 i risparmiatori coinvolti nei titoli argentini, per un controvalore di 14,5 miliardi di euro, ossia quasi il 25% dello stock del debito argentino, contro il 50% detenuto dagli argentini ed il restante 25% in mano al resto del mondo; e a moltissimi cittadini (pensionati, casalinghe, operai…) le banche hanno consigliato di investire in titoli argentini i risparmi di tutta una vita o l’intera liquidazione. Intanto il debito argentino è congelato da quasi due anni (dicembre 2001) e le mancate cedole non incassate in Italia sono pari a circa 2,7 miliardi di euro.