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Non c’è più religione

Piccola rassegna di cattiverie natalizie.

Ormai da decenni l’albero di Natale ha sorpassato il presepe nel gradimento degli italiani, ed è un ulteriore piccolo indizio di laicizzazione della società. Rimangono, anzitutto nelle chiese e poi in alcune piazze, dei presepi "comunitari" che però, in questo clima di religiosità assai evanescente, rischiano di trasformarsi in bersagli privilegiati del piccolo vandalismo,

In una piazza di Riva del Garda alcuni ignoti si sono fregati le statuine di Gesù, di San Giuseppe e della Madonna, e prima di allontanarsi "hanno lasciato in segno di disprezzo degli escrementi umani".

A Tesero, dove era stato installato un grande presepio in grandezza naturale, hanno rubato Gesù Bambino, sottratto ai Re Magi i doni che portavano, e mutilato una pecora. Due anni fa ci avevano lanciato un petardo, su questo presepio, che peraltro "in quasi quarant’anni di storia non aveva mai subito alcun furto".

A Rovereto, infine, la statuina della Madonna dei Padri Oblati a San Giorgio "è stata amputata delle mani e nei moncherini sono stati infilati dei petardi".

[/a]Al declino del presepe si accompagna il decollo, ormai consolidato, dei calendari, un fenomeno che si sta gonfiando in maniera irresistibile da un anno all’altro. Alle iniziative dei grandi periodici nazionali si affiancano ormai, in nome del federalismo, anche i calendari locali, come quello di Trentino Mese, che dopo il modesto inizio dello scorso anno, si presenta oggi con 3.000 copie, in veste più accurata e "con sfondi e scenari molto eleganti ricavati e allestiti all’hotel Imperial di Levico Terme". Vista la positiva risposta del pubblico trentino, è anche "aumentata l’audacia delle foto, che risultano meno castigate rispetto alla prima esperienza".

"Il prossimo anno - promettono - saremo ancora qui a proporvi un’ulteriore carrellata di bellezze trentine, anticipando fin da questo mese di gennaio la raccolta delle adesioni. Abbiamo un’ambizione: fare di questo appuntamento un futuro simpatico evento dell’anno".

Poco consono al clima natalizio anche l’exploit di Claudio Civettini, consigliere comunale di Alleanza Nazionale a Rovereto, nonché membro della Consulta etico-religiosa del suo partito, che durante una seduta del civico consesso avrebbe tirato una bestemmia, pronunciando – ci informa il Trentino, con doverosa prolissità onde evitare la reiterazione del reato - "il sacro, brevissimo sostantivo, e poi il nome comune dell’animale da cui si traggono salami e cotechini". Per chi ancora non avesse capito, ci pensa a chiarire lo stesso Civettini, che mentre nega recisamente la circostanza, spiega che lui ha detto innocentemente "porco zio" e che in ogni caso è "pronto a risponderne al Padreterno". Ma i leghisti, nuovi custodi della fede, non perdonano, ed è – scrive l’Adige - "una bega furibonda che segna la linea di non ritorno fra AN e la Lega": "Noi non parteciperemo più - proclamano i padani - ad incontri con bestemmiatori".

[/a]Ma se al povero Civettini quelle due sciagurate parole sono sfuggite in un momento d’ira, più meditate sono le dichiarazioni assai poco natalizie del vescovo Bressan, che mentre ecumenicamente auspica l’integrazione degli immigrati in Trentino e definisce "una ricchezza" la loro presenza, più concretamente si oppone a che l’amministrazione comunale partecipi al finanziamento per costruire una moschea a Trento; una presa di posizione quanto meno poco elegante, visti gli abbondanti finanziamenti pubblici che la Chiesa trentina riceve e non da oggi (vedi La gran lotteria dei contributi). Di ciò consapevole, Bressan sposta il discorso, ponendo a confronto i musulmani in Italia con i cattolici in un paese islamico: "In Pakistan - argomenta poveramente il vescovo - era già molto quando si riusciva ad ottenere il permesso per edificare una piccola cappella. Quindi penso che anche qui chi volesse costruire un luogo di culto islamico dovrebbe affidarsi all’iniziativa privata". Risentiamo - e non è un bel sentire - l’eco di tante esternazioni bagetbozzesche e leghiste, del tipo: "Se loro sono intolleranti con noi, perché noi dovremmo comportarci meglio con loro?".