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“In Trentino Tangentopoli c’è stata, eccome!”

Abbiamo commentato alcuni spunti sollevati dalle due precedenti interviste con l’ing. Nicola Salvati, già Dirigente Generale della Provincia.

Crede che il forte legame che in Provincia si viene a stabilire tra assessori e rispettivi dirigenti sia positivo?

L'ing. Nicola Salvati, già Dirigente generale della Pat.

Se da un lato la scelta dei propri Direttori Generali da parte degli assessori si giustifica in modo da poter contare su funzionari di massimo livello non solo efficienti ma anche in sintonia con la politica di governo, dall’altro si assiste al tentativo di estendere tale scelta anche ai dirigenti minori e ciò rischia di generare un’identificazione tra funzionari e politici, oltre il limite che la regola democratica della posizione "terza" del funzionario imporrebbe.

Cosa pensa riguardo all’affermazione di Bortolotti che in Trentino in fondo Tangentopoli è stata ben poca cosa?

Non sono d’accordo. Tangentopoli in Trentino c’è stata, eccome. Non bisogna ridurre eccessivamente quello che è successo, perché i processi ci sono stati ed anche le condanne. Non è prudente ridurre, assorbire o dimenticare, perché in Trentino i casi di corruzione non sono stati né pochi né limitati. Si finisce altrimenti per togliere ai cittadini gli anticorpi necessari per difendersi dalle prepotenze e dalle corruzioni che certa politica oggi tenta di legittimare.

Quali strumenti possono promuovere questi anticorpi, non solo nel caso estremo della corruzione politica, ma anche nei confronti dei "legali" soprusi della burocrazia a danno dei cittadini?

Soprattutto il controllo da parte dei cittadini stessi sulle scelte della politica. E tale controllo non solo è favorito da una forte cultura di etica pubblica, ma anche da strumenti concreti come potrebbero essere ad esempio le "schede di qualità". Si tratterebbe di schede di giudizio che i cittadini-utenti dovrebbero compilare a seguito dell’utilizzo di un determinato servizio offerto dall’ente pubblico: dalle strade, agli ospedali, a tutti gli altri ambiti di carattere pubblico. Ciò favorirebbe un coinvolgimento più diretto da parte del cittadino nelle scelte politiche ed un suo puntuale controllo dell’efficienza e della trasparenza dell’amministrazione.