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Un panettone da 500 euro

Privilegi dei consiglieri: fra speranze di riforma e reazioni scomposte.

Complimenti all’Adige, e alla sua campagna di stampa contro i privilegi dei consiglieri provinciali; ed anche al Trentino, che ultimamente ha fatto anch’esso la sua parte. Complimenti perché – batti e ribatti – quelli della Margherita hanno capito l’aria che tirava e per bocca del loro capogruppo Giorgio Casagranda, hanno preso ufficialmente un preciso impegno: "Via subito i vitalizi, e, per quelli già maturati, stop all’automatismo degli aumenti. Basta anche all’aggancio per le indennità. Ci si regoli sull’Istat". E se, come sembra, la SVP non vuole saperne (la faccenda è di competenza regionale)? Ci si sbrigherà in sede provinciale.

La notizia giunge particolarmente gradita in quanto inattesa, viste le numerose, spesso grottesche prese di posizione di numerosi esponenti politici, che definivano eccessivi, farisaici e demagogici i contenuti della campagna di stampa dell’Adige. A cominciare dallo stesso Casagranda: "Questa campagna contro i privilegi mi sembra esagerata perché si concentra l’attenzione solo sulla questione dei soldi, come se i consiglieri fossero lì solo per lo stipendio".

Sta di fatto che l’unica possibilità per tenere decorosamente in piedi quei privilegi, era il silenzio. Ma il tormentone dei quotidiani che ogni giorno trovavano un nuovo scandaletto, ha costretto i difensori dello status quo a venire allo scoperto, a dire qualcosa; l’imbarazzo, a quel punto, è stato grande e le argomentazioni inconsistenti, scontate, e ulteriormente guastate da scarse doti retoriche.

A proposito dello skipass graziosamente offerto agli assessori, Mauro Gilmozzi (assessore della Margherita) giustifica goffamente: "Non ci vedo niente di male. E’ come le bottiglie di vino che riceviamo a Natale assieme agli auguri". E a ruota, Mario Magnani (Margherita, presidente del Consiglio regionale): "E’ una specie di regalo di Natale. Per me ha lo stesso valore di un panettone". Un panettone da 500 euro?

E Marco Benedetti (Leali al Trentino, assessore): "Io l’ho sempre vissuta come una specie di consuetudine. Ogni anno arriva questo biglietto omaggio che io non ho mai richiesto e mi è capitato di usarlo qualche volta... ".

Ma il più esilarante è Fiorenzo Perathoner, presidente di Dolomiti Superski: Gli skipass omaggio "servono solo a consentire ai politici di conoscere un po’ meglio la realtà socio-economica delle zone in cui operiamo".

Ma a parte il tesserino omaggio, che in fondo è poca cosa, è proprio sul piatto ricco - la riforma di indennità e vitalizi - che molti non sono d’accordo; ma siccome una cosa del genere non la si può dire, ce la si prende coi "toni". Giacomo Bezzi (autonomista, presidente del Consiglio Provinciale), avrebbe preferito "un dialogo e un ragionamento meno urlato di quello attuale". Poi, pensando a chissà cosa, esce dal seminato e sentenzia: "Non esiste alternativa al sistema della rappresentanza democratica così come essa è stata disegnata dalla Costituzione". Quindi torna in carreggiata per ribadire che la questione andrebbe affrontata "senza infingimenti farisaici, senza innescare campagne propagandistiche tanto facili quanto deleterie per tutti".

Più sanguigno un altro autonomista, Sergio Muraro: "Mi dà fastidio questo populismo peloso.. Sono attacchi strumentali che hanno il solo scopo per i sindacati di aumentare le tessere e per i giornali di aumentare le copie vendute".

Anche gli ex consiglieri verrebbero toccati dalla riforma ipotizzata dalla Margherita, e lo si sente da alcune reazioni. Claudia Piccoli (ex DC), è "la prima a essere d’accordo. Ma non mi pare che il populismo che accompagna tutta questa partita sia giusto. Siamo stati messi in piazza in modo poco corretto e senza motivazione".

Domenico Fedel, un po’ meno composto, se la prende con "la loro (dei consiglieri, n.d.r.) manifesta incapacità di fare politica. Si stanno accanendo in modo farisaico, anche contro loro stessi, perché non hanno niente altro da fare e da proporre. Sono dei moralisti da strapazzo".

In attesa che la solenne promessa dei margheritini venga onorata, abbiamo intanto, sull’argomento, una certezza: quella di un nuovo aumento di stipendio (il secondo nel giro di sei mesi) per i consiglieri provinciali: "Sono in arrivo altri 137 euro netti al mese, frutto dell’adeguamento automatico alle indennità dei deputati... Con questo nuovo scatto, le buste paga dei consiglieri provinciali del Trentino arriveranno a sfiorare i 7.000 euro netti mensili... In 8 anni lo stipendio dei consiglieri regionali è cresciuto del 53%... Nello stesso arco di tempo, il salario di un metalmeccanico è cresciuto del 18%".