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I suoni delle Dolomiti: ottima musica popolare

Ancora diciassette appuntamenti per questo festival del concerto in alta quota che ravviva l’estate trentina e che è cominciato con il primo di luglio. Protagonista indiscussa dell’edizione 2004 risulta la musica popolare, dalle tradizioni del nostro continente a quelle africane ed asiatiche, con qualche sporadica contaminazione del jazz. Musica d’autore e canti popolari in un interessante e variegato incontro di culture, dall’Irlanda (11 e 15 luglio) alla Lituania (18 luglio), dal Tibet (21 agosto) al Sud America (17 luglio), attraverso la musica rock, il jazz ed il ritmo etnico.Gli appuntamenti dedicati alla musica comunemente detta "colta", la classica per eccellenza, che potremo ascoltare tra luglio ed agosto, si riducono a sei ed ospitano musicisti del calibro di Gidon Kremer (22 luglio), Diego Dini Ciacci (7 agosto), l’Europa Galante di Fabio Biondi (29 luglio) ed il Gomalan Brass Quintet (25 luglio).

Ci piace la predilezione per la cultura popolare che presenta l’edizione 2004, e ci piace ancora di più la mini rassegna di quattro appuntamenti che i Suoni delle Dolomiti organizzano all’insolita quanto magica ora dell’alba. In un incontro tra suono e parola nell’ora in cui i primi raggi del giorno illuminano le rocce di dolomia, Mario Brunello con il suo violoncello e Paolo Fresu con la sua tromba jazz dialogheranno con degli artisti della parola quali Erri De Luca (3 agosto), Marco Paolini (5 agosto), Stefano Benni (8 agosto) ed Alessandro Baricco (12 agosto).

Magna cum laude, dunque, ai Suoni delle Dolomiti per la programmazione concertistica. Qualcosa da ridire forse rimane, e riguarda strettamente la montagna. Da amanti dell’escursione in montagna quali ci ritroviamo ad essere, abbiamo sempre considerato i concerti ad alta quota proposti da questa rassegna come un’appagante ricompensa della faticosa ascesa, gioia per la vetta raggiunta da condividere con la musica, momento di happening speciale in un luogo speciale. Scorrendo gli appuntamenti di questa edizione scopriamo però che quasi la metà di questi si svolgono in luoghi raggiungibili con 30 minuti di cammino, distanti alcuni solo 500 metri dal parcheggio dove lasciare l’auto, oppure direttamente collegati con una teleferica. Tra l’altro, solo tre concerti su venti si svolgono sopra i 2000 metri (oltre, per ovvi motivi, alle date de "L’Alba delle Dolomiti"). Comprendiamo e approviamo lo sforzo degli organizzatori di rendere accessibile a tutti la partecipazione agli eventi proposti, ma riteniamo che lo spirito della manifestazione non rimanga lo stesso e perda quell’eccezionalità che lo ha da sempre contraddistinto. Da anni seguiamo con entusiasmo i Suoni delle Dolomiti perché un ormai lontano luglio del 1997 abbiamo ascoltato la prima Suite per violoncello solo di Bach eseguita da Mario Brunello accompagnato dalla voce del vento, che a 2600 correva tra le torri del Latemar. Eravamo numerosi quel giorno al Rifugio Torre di Pisa ed in ognuno di noi è rimasta la magia di quell’esperienza.