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Medioevo su muro

Una gita fuori porta alla scoperta delle pitture murali gotiche del centro di Bolzano.

L’itinerario che vi proponiamo, suggestivo quanto a ritroso nel tempo, ricalca in parte quello proposto quattro anni fa dalla mostra "Tr3cento. Pittori gotici a Bolzano" tenutasi alla Galleria Civica del capoluogo altoatesino. Un percorso che può occupare anche solo una mezza giornata, volto a ripercorrere le tracce di pittori e relative botteghe attivi a Bolzano lungo il corso del Trecento, attraverso una serie di tappe corrispondenti ad altrettanti luoghi di culto della città.

Maestro di Urbano V: Morte di Urbano V (Duomo di Bolzano).

Sorta di confine - allora come oggi - tra cultura mediterranea e cultura nordica, Bolzano nel corso del XIV secolo ospitò all’insegna della mescolanza stilistica artisti provenienti dalle due aree, aggiornati alle novità spaziali giottesche oppure fedeli alla tradizione lineare autoctona. Un incontro-scontro di modi di sentire, di percezioni della realtà, di tradizione ed innovazione ben visibili nelle brevi tappe che vi proponiamo.

Al di là delle forti variazioni stilistiche - una vera e propria peculiarità del luogo - vogliamo spendere due parole su un altro aspetto notevole di queste pitture murali, e cioè la tecnica d’esecuzione.

I cosiddetti "affreschi", come suggerisce il nome, sono eseguiti dal pittore quando l’intonaco è ancora fresco, bagnato, ed è con il rapido seccarsi di questo che il colore diventa un tutt’uno con la parete. Da qui un’organizzazione del lavoro a zone, spesso leggibili controluce, chiamate tecnicamente "giornate". In realtà l’affresco allo stato puro è assai difficile a trovarsi; ad intonaco asciutto s’usava infatti poi porre piccole e grandi modifiche, aggiungendo i colori tramite colle, albume d’uovo, olio ed altro ancora. In età medievale, specie nel Tre e Quattrocento, queste aggiunte posteriori erano più che una regola: il progetto finale prevedeva infatti spesso aggiunte di materiali preziosi, foglie d’oro o altri metalli a sua imitazione, lacche e costoso lapislazzulo polverizzato. Delle evidenti incisioni segnavano poi il muro in corrispondenza delle aureole dei santi. Lo scopo era quello di ricercare una polimatericità dell’insieme, ad imitazione di quella che allora era considerata l’arte maggiore, l’oreficeria. Tutto questo per suggerire, in questo percorso nel gotico bolzanino, sguardi altri rispetto a quello iconografico e stilistico. Ecco quindi le tappe che vi proponiamo, limitandoci a quelle sempre aperte o visitabili su appuntamento:

Presso il centralissimo Duomo si possono ammirare i lacerti di pitture murali eseguite nell’intero corso del XIV secolo: una sorta di antologia delle varie tendenze. Il gotico lineare è testimoniato dalle Storie di Santa Margherita d’Antiochia (1310-20 circa) presenti in una delle volte; la caduta di colore permette qui inoltre di leggere il disegno preparatorio sull’intonaco. Le prime assimilazioni delle novità giottesche sono invece apprezzabili in particolar modo nel S. Venceslao del 1320-5 nella sestacampata meridionale. Il giottismo della seconda metà del secolo caratterizza invece le espressive Storie di Papa Urbano V del 1370-5. Infine la stagione del gotico internazionale è presente nella Leggenda dei sette dormienti posta sulla controfacciata, opera del 1424 di Korad Erlin.

La Chiesa dei Francescani ospita, all’interno della Cappella di Sant’Erardo, la più importante testimonianza del gotico lineare a Bolzano. I dipinti, riportati alla luce nel 1918, sono databili al primo decennio del Trecento ed hanno un forte significato cristologico: Passione, Crocifissione, Resurrezione, Redenzione e Intercessione di Cristo i principali soggetti.

I domenicani, giunti in città nel 1272, ultimarono l’esecuzione del vasto complesso architettonico che ancor oggi li ospita nel 1313. Nella seconda metà del secolo furono presenti all’interno dell’edificio varie botteghe dai caratteri marcatamente italianizzati, mentre, a cavallo col secolo successivo, saranno attivemaestranze locali o provenienti dalla Germania. Ancor oggi la compresenza di queste diversità stilistiche è evidente nelle numerosissime testimonianze pervenuteci, tra le quali vanno per lo meno ricordate la Cappella di San Giovanni di un anonimo giottesco del 1320 circa, la Cappella di S. Nicolò, quella di S. Caterina, il Chiostro e la Sala Capitolare.

Poco distanti si trovano anche due piccoli gioielli del gotico bolzanino, visitabili su appuntamento anche con possibilità di visita guidata (per informazioni tel. 0471 307030). Il primo è la Chiesa di S. Maddalena, circondata da vigneti, che presenta nell’abside importanti pitture murali di scuola tedesca del 1300 circa, mentre sulla navata e in altri punti lo stile è giottesco e databile al 1370 circa. Altrettanto pittoresca è la Chiesa di S. Giovanni in Villa,col suo maestoso campanile a bifore e trifore, che presenta due interessanti cicli di pitture murali giottesche, uno degli anni ‘30, l’altro degli anni ‘60 del XIV secolo.