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Tromba e organo alla Filarmonica

Gabriele Cassone e Antonio Frigè in un raffinato ed apprezzato recupero filologico della musica barocca.

Federico Scarfì

Grande affluenza domenica 14 novembre per la performance di Gabriele Cassone (tromba naturale) e Antonio Frigé (organo), nell’ambito della stagione della Filarmonica. Specifico il repertorio in programma, una panoramica sul XVII e XVIII secolo, da Giovanni Paolo Cima (1570-1623) a John Stanley (1713-1786). Il pubblico ha accolto e salutato i due artisti con entusiasmo, apprezzando i suoni e le sensazioni dell’epoca barocca italiana ed inglese.

Gabriele Cassone e Antonio Frigè.

D’altra parte, come si può rimanere indifferenti davanti a un nome come Gabriele Cassone? Prima tromba a soli sedici anni dei Pomeriggi Musicali,degliEnglish Baroque Soloist (2000), dell’Amsterdam Baroque Orchestra (2000), collabora stabilmente con il Giardino Armonico, con l’Accademia Bizantina, con il Concerto Italiano e con il Collegium Vocale, e con questi gruppi ha effettuato diverse registrazioni per la Teldec e per la Deutsche Grammophone.

Un interprete di tutto rispetto che suona la tromba a 360 gradi: oltre ad un recupero filologico e storico dei repertori e degli strumenti (suona su copie di strumenti d’epoca), si occupa infatti di musica contemporanea, dove compositori del carico di Berio, Fedele e Sciarrino lo hanno prescelto per eseguire brani per tromba sola a lui dedicati e talvolta per lui composti. Per quanto riguarda la didattica, ha tenuto seminari e corsi negli U.S.A. e in tutta Europa, insegna al Conservatorio di Novara e tiene corsi di perfezionamento presso il Conservatorio di Losanna e l’Accademia di S. Cecilia. Recente la pubblicazione di un suo metodo per tromba. Sovente viene chiamato in giuria in concorsi internazionali, tra cui il Concorso M. André a Parigi nel 2000.

Grazie ad un recupero filologico e storico, il Duo ha reso l’eleganza e l’armoniosità barocca, alternando brani d’insieme a brani organistici dove si sono distinte le Variazioni capricciose di Pasquini, il Concerto in sol di Vivaldi e il Concerto del Sig. Taglietti appropriato all’organo di Johann Gottfried Walther (1684-1748). Ha inoltre eseguito in prima assoluta la Bonportiana (opera commissionata dalla Società Filarmonica) di Paolo Ugoletti.

Nella solidità dell’impianto formale della Bonportiana, si sono distinti chiari richiami all’esotismo, che hanno portato l’ascoltatore in luoghi lontani come la Spagna e l’Argentina mediante l’uso di suoni e ritmi propri di questi Paesi. E’ proprio questo eclettismo sempre misurato che caratterizza la composizione, la cui genesi e filo conduttore si riconoscono in frammenti di una semplice scala maggiore.

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