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Anatocismo: una vittoria storica

E inoltre: costo degli sms, rilancio dei consumi, inflazione.

A natocismo. T.M. di Trento vuole avere precise informazioni circa la recente sentenza della Corte di Cassazione, la quale, a sezioni unite, ha stabilito che le clausole, in base alle quali le banche capitalizzavano ogni tre mesi gli interessi dovuti dal correntista, sono nulle.

A buona ragione si può parlare, a proposito della sentenza della Corte di Cassazione del 4 novembre n. 21095, di una sentenza storica, che chiude una vicenda che dura dal 1999. Infatti con tale sentenza è stato dichiarato illegittimo il calcolo trimestrale degli interessi sullo scoperto di conto corrente.

Si tratta di "usurae usurarum", ovvero interessi degli interessi, pratica già vietata all’epoca dell’antica Roma da parte dell’imperatore Giustiniano.

Il modulo prestampato, da riempire e consegnare alla banca di cui si è clienti per ottenere la restituzione degli interessi anatocistici, è disponibile presso la sede di Trento della Federconsumatori in Via Muredei,8. Già più di venti utenti sono venuti al nostro sportello.

Sul modulo è sufficiente segnare il numero del "contratto di apertura credito con scoperto di conto corrente", la filiale e la data in cui è stato acceso. Sarà la banca a dover rifare i conti.

Con il modulo si chiede "la restituzione degli interessi anatocistici (capitalizzati trimestralmente) e altre indebite competenze". Si invita poi la banca a "restituire tempestivamente tutte le somme illegittimamente trattenute dall’inizio del rapporto bancario fino ad oggi entro e non oltre quindici giorni dalla ricezione della presente, dovendo, in caso di silenzio o dissenso, recuperare l’indebito seguendo la via contenziosa".

Precisiamo inoltre che le richieste di restituzione potranno arrivare indietro nel tempo sino al 1952, ma solo per coloro che hanno conservato la documentazione. Tutti gli altri, che hanno tenuto il conto in rosso, potranno chiedere il rimborso degli interessi pagati a partire dal 1989, ovvero per i dieci anni precedenti la sentenza della Cassazione che nel 1999 ha bocciato la pratica delle banche di capitalizzare trimestralmente gli interessi sul rosso del conto corrente.

Potranno pertanto chiedere il rimborso coloro che hanno ancora il conto corrente aperto con l’istituto di credito, o chi, pur non avendolo più, ha conservato documenti o estratti conto.

I ricercatori universitari. A.S. di Rovereto vuole sapere come si può diventare ricercatori universitari.

A tale proposito vogliamo portare a conoscenza di tutti coloro che sono interessati all’argomento che è in via di svolgimento un sondaggio diretto proprio ai ricercatori universitari da parte del Codacons; con tale sondaggio l’associazione chiede direttamente ai ricercatori:

1. se è entrato all’università per meriti personali o per conoscenze;

2. se per far carriera all’università è sufficiente la preparazione, oppure se occorre soprattutto dimostrarsi ossequiosi nei confronti del docente della cattedra.

Appena saranno disponibili i dati del sondaggio, le cui risposte sono ovviamente anonime, renderemo noti i risultati con qualche indispensabile commento, aprendo il dibattito sull’argomento.

Il costo degli sms. C.P. di Rovereto ci chiede se non ci sembri eccessivo il costo degli sms.

Meno di un mese fa l’ Intesa dei consumatori aveva presentato un esposto/diffida all’ Autorità per le comunicazioni in relazione all’elevato costo degli sms e agli ostacoli che nel nostro Paese impediscono l’ingresso dei cosiddetti Operatori virtuali (MVNO: Mobile Virtual Network Operator), cioè operatori che, pur non essendo provvisti di una licenza per l’utilizzo dello spettro radio, utilizzano le funzioni e gli elementi di rete di uno o più operatori mobili.

L’ingresso degli operatori virtuali, secondo Intesa Consumatori, consentirebbe di ridurre drasticamente i prezzi degli sms in Italia, portando la loro tariffa ad un massimo di 9-10 centesimi di euro l’uno, contro i 15 attuali, con un risparmio per i consumatori di oltre un miliardo di euro. Inoltre verrebbe aumentata una concorrenza tra gestori che, nel settore, attualmente è alquanto debole.

In attesa della decisione dell’Autority in merito all’esposto/diffida presentato, l’Intesa Consumatori, in collaborazione con le associazioni dei consumatori europee, sta preparando una giornata di sciopero europeo dei cellulari, come segno di protesta contro i gestori telefonici e le elevate tariffe praticate, per le quali il nostro Paese detiene il triste primato in negativo.

Il rilancio dei consumi secondo i consumatori e secondo il Governo. F. F. di Nogaredo vuole saper con chiarezza cosa occorre fare per rilanciare i consumi, in quanto gli sembrano poco realistiche le promesse di tagliare le tasse per tutti per far ripartire l’economia del Paese.

Ebbene, occorre constatare ancora una volta che il Governo ha rinunciato a rilanciare i consumi; infatti tra le priorità della riforma fiscale non c’è il promesso taglio dell’Irpef, ma un premio per le imprese. Il capo del Governo ha anche affermato di aver ascoltato tutti: banche, imprese, commercianti, omettendo, però, di sentire le ragioni dei consumatori. E’ dal 2001 che si promette di tagliare le tasse per tutti, ma la pressione fiscale è aumentata dello 0,9% nel 2003; e con il rinvio al 2006 del taglio dell’Irpef (una delle ipotesi prospettate) la pressione fiscale aumenterebbe ancora per le famiglie a reddito fisso.

Secondo Intesaconsumatori per rilanciare i consumi e far ripartire l’economia il Governo dovrebbe varare un bonus da 1.500 euro per i redditi entro i 20.000 euro l’anno.

I ntesaconsumatori contesta l’inflazione all’ 1,9%. P. F. di Trento ci chiede se sia credibile il dato fornito dall’Istat, in base al quale nel mese di novembre l’inflazione sarebbe scesa all’1,9%.

Ancora una volta dalle città campione emerge una rappresentazione irreale dei prezzi, con la riduzione dell’inflazione all’1,9%. Peccato che di tale riduzione i consumatori non si siano resi conto. Secondo Intesaconsumatori si tratta di numeri in tutta libertà che cozzano con gli aumenti dei prezzi avvenuti in questo mese: dalla benzina agli alimentari, passando per le tariffe di vari settori.

Per i consumatori alle prese con la spesa quotidiana l’inflazione non è né stabile, né in riduzione, e il caro-vita è un problema reale.

Mentre intere fasce di popolazione non ce la fanno a rincorrere il carovita, l’Istat vorrebbe farci credere che l’inflazione non solo è sotto controllo, ma addirittura in discesa libera.

Ma la gente non è affetta da allucinazione collettiva, quindi invitiamo ancora una volta a diffidare di questi dati miracolistici e non aderenti neppure lontanamente alla realtà.