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Il bambin Gesù municipalizzato

Il Salvatore sponsor della sindaca di Innsbruck?

Dal 1934 fino agli ultimi anni ’80 esisteva ad Innsbruck la tradizione del "Christkindl-Einzug", cioè dell’ingresso del bambin Gesù nella città, l’ultima domenica prima di Natale. Nei paesi di lingua tedesca è il Christkind, il bambin Gesù, e non la Befana, che porta i regali di Natale ai piccoli. E di Santa Claus nemmeno a parlarne.

Preceduto dalla banda musicale, da angeli vari, fra cui un non meglio definito "angelo protettore della città", con tanto di stemma municipale, e pastori con pecore, capre, asini, ecc. secondo la tradizione locale dei presepi, il bambino sedeva su un carroccio abbastanza pomposo e salutava la gente.

Per la verità, nella maggioranza dei casi si trattava di una fanciulla dai capelli lunghi, biondissimi, con gravi conseguenze per l’educazione religiosa della gioventù: mia figlia mi ha raccontato, da grande e da non credente, che non ha mai capito come il Christkind femminile sarebbe poi diventato il Cristo maschio.

Per chi ricorda la storia del Vangelo (e non parliamo della Chiesa dei poveri e della teologia della liberazione) tutto questo spettacolo potrebbe apparire un pochino stonato, o almeno più vicino allo spirito della barocca Ecclesia triumphans, della Controriforma, che alla vera tradizione della Cristologia, ma lasciamo perdere queste sottigliezze: la religiosità popolar-tirolese - si ricordi Andreas Hofer - ha sempre puzzato di Controriforma. Parlando senza ironia, si trattava di uno spettacolo naif, che apparteneva alla stessa categoria dei presepi ottocenteschi della tradizione contadina. E naif era anche l’organizzazione, da parte di "organizzazioni non governative", come la Croce Rossa giovanile.

Ma ad un certo punto, e non si sa bene perché, la tradizione fu interrotta. Niente più Christkindleinzug. Però, il mercato di Natale si sviluppò alla grande, con il Centro Storico come grandiosa piazza del mercato, e decine di migliaia di turisti, soprattutto italiani, in cerca di emozioni del "vero" natale montanaro.

Nei grandi magazzini, intanto, regnava Santa Claus, con "Jingle Bells" e magari perfino "And so it is Christmas" di John Lennon.

La civiltà cristiana europea era in grave pericolo: bisognava difendere le tradizioni locali, il Christkind e la religione, contro la commercializzazione neo-liberale. Parole quasi testuali della sindaca e della sua assessora alle scuole nel Consiglio comunale di ottobre.

Detto fatto, e il bambin Gesù venne municipalizzato.

Per rivitalizzare la tradizione, il Comune (con l’aiuto della Provincia e della Pro Loco: ma di soldi del contribuente sempre si tratta) ha speso 120.000 euro: per un nuovo carroccio, per nuovi costumi per angeli, pastori, ecc., nonché per un supplemento pubblicitario sui giornali, con un’introduzione della sindaca, i moniti pastorali del vescovo, le foto di tutti i responsabili della giunta e dell’amministrazione, e con un "The making of…." da parte del direttore artistico dello spettacolo. Il quale, per soli 14.000 euro (peccato, né Steven Spielberg ne George Lucas erano disponibili) ha sviluppato una messinscena del sacro spettacolo totalmente nuova, ivi inclusa una fermata davanti alla sede della Provincia, con parole natalizie del Capitano, ed un’altra davanti al municipio, con altre parole natalizie della sindaca, perché la cittadinanza sappia chi ringraziare per l’affascinante spettacolo.

E cosa ha voluto mettere in scena, il direttore artistico? Il silenzio e la luce. Il silenzio del tempo di Natale, della serena contemplazione del mistero della nascita del Signore, e la luce della Salvazione di tutti gli uomini di buona volontà.

E qui siamo al ridicolo. I valori religiosi vanno difesi da chi di dovere e da tutti i credenti, ma non con manifestazioni comunali pagate dai contribuenti. L’Occidente è sano e salvo nonostante l’americanizzazzione e/o la minaccia islamica, anche senza la sponsorizzazione municipale.

Il sottoscritto ha detto in Consiglio, prima di votare contro l’introduzione nel bilancio della spesa straordinaria per lo spettacolo: "Chi vuole il silenzio contemplativo per riflettere con i suoi cari, è liberissimo di farlo dove e quando vuole. Chi vuole contestare la commercializzazione di Natale, è liberissimo di farlo, sono d’accordo ovviamente. Prenda i bambini e vada nella foresta silenziosa. L’educazione religiosa, e anche l’educazione sentimentale, è e resta un diritto-dovere dei genitori. Il Comune si occupi dei servizi pubblici. Ma la messinscena della contemplazione da parte del Comune, è un’oscenità". Non mi pento di una virgola.

Qualche ignoto malfattore è andato oltre. Alcuni giorni prima del 19 dicembre, accanto ai manifesti municipali invitanti al "Christkindl-einzug", sono apparsi degli altri manifesti, dove invece del bambin Gesù, ci sorrideva la sindaca. La manifestazione è diventata l’"inizio della campagna elettorale del 2006", con tanto di "tassa per l’omaggio alla sindaca di 120.000 euro".

La quale sindaca, racconta la stampa, "non si è divertita".